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Referendum Giustizia, Anm: “Contro noi toni inaccettabili, seguire parole Mattarella”

Politica
©IPA/Fotogramma

La Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati torna a richiamare tutte le parti all’abbassamento dei toni nel dibattito sul referendum sulla giustizia, citando l’appello del Capo dello Stato. I magistrati spiegano di aver scelto finora di non rispondere agli attacchi arrivati da esponenti politici

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La magistratura torna a richiamare tutte le parti all’abbassamento dei toni nel dibattito politico sempre più incandescente sul referendum sulla riforma della Giustizia, richiamando le parole del Capo dello Stato. "In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo. L'appello all'abbassamento dei toni che è stato rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi, è assolutamente opportuno”, ha affermato la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati.

Anm: “Tono contro magistratura a un livello inaccettabile”

 

L’Anm spiega di aver finora evitato di replicare alle critiche, pur ritenendo che “il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese”. Per questo, conclude la Giunta, la scelta resta quella di continuare “a mantenere inalterata la nostra linea”. 

 

Bufera per le parole della capa di Gabinetto del ministro Nordio

 

Ieri, a tenere banco nel dibattito sempre più incandescente sul referendum sono state le dichiarazioni della capa di gabinetto del Guardasigilli, Giusi Bartolozzi. "Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”, ha detto in un dibattito su una tv siciliana, TeleColor. Parole che hanno subito acceso la reazione delle opposizioni: per il Movimento 5 Stelle si tratta di dichiarazioni “eversive”, il Partito democratico le definisce “inaccettabili”, mentre Alleanza Verdi e Sinistra ne chiede le dimissioni. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è detto dispiaciuto: “Si scuserà”. Ieri anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social ha invitato a “votare sì per una giustizia più libera”. 

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