I danni da maltempo e i fondi del Ponte sullo Stretto, è scontro tra governo e opposizione
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Continua il pressing delle opposizioni per dirottare i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina verso la ricostruzione di Niscemi, il comune in provincia di Caltanisetta dove una frana ha reso inagibile parte del centro abitato, e più in generale verso le tre regioni martoriate dal ciclone Harry: Sicilia, Calabria e Sardegna. Il governo si è però trincerato su un secco "no", a partire dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, primo promotore dell’opera.
Quello che devi sapere
Fondi Ponte per il maltempo? Tajani: "Vedremo"
Nel Consiglio dei ministri dello scorso 29 gennaio, assicurano fonti di governo, nessuno ha sollevato la questione. A creare un po’ di confusione erano però state le parole dell’altro vicepremier, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, vedremo cosa si può fare: ci sono tante proposte e si valuteranno tutte, compresa quella. Ma bisogna prima quantificare i danni, capire quanto serve e dove serve: tutte le proposte sono utili", aveva detto da Bruxelles, incalzato dai cronisti.
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Poi il dietrofront
Poi però è arrivato di fatto il dietrofront: "Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l'Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo. Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari", ha scritto proprio Tajani sul suo profilo X. Una correzione che, si racconta in ambienti di maggioranza, sarebbe intervenuta anche dopo l'invito della premier Giorgia Meloni ai leader ad abbassare i toni su questo argomento, soprattutto in una fase delicata della valutazione dell'emergenza in Sicilia e delle iniziative del governo.
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Risorse da Fondo di solidarietà europeo e Fondi di Coesione
Per ora non è nemmeno chiaro quanti fondi serviranno per Niscemi e il Sud Italia: la conta dei danni è ancora in corso, anche se alcune stime si aggirano intorno ai 2 miliardi di euro. Di sicuro si attingerà al Fondo di solidarietà europeo e andrà esplorata anche la possibilità di riprogrammare i Fondi di Coesione già destinati ai tre territori, opzioni di cui il vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto ha già parlato con i governatori e col ministro per la Protezione Civile. Ma anche sul fronte del sostegno europeo, le richieste andranno dettagliate e, ha assicurato Tajani, già si stanno preparando "le analisi e i dati della protezione civile".
Schifani: "Non serviranno fondi del Ponte"
Prova a chiudere la questione anche il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani. "Sull'emergenza io non ho mai avuto dubbi sul reperimento dei fondi. I fondi ci sono. La Regione sta valutando quali sono i progetti finanziati in FSC 2021- 2027. Il programma è destinato a chiudersi negativamente nel senso a non rispettare i tempi. Ci saranno delle opere che non verranno realizzate o rischiano di non essere realizzate e allora faremo la valutazione per definanziare queste opere e spostare le coperture per i danni del maltempo. Naturalmente non occorrerà minimamente intaccare i fondi del Ponte sullo Stretto, siamo in grado di risolvere questa emergenza con risorse nostre", mette in chiaro.
La proposta dell'Assemblea siciliana
C'è comunque da dire che la proposta di utilizzare i fondi stanziati per il Ponte era stata avanzata anche dalla stessa Assemblea regionale siciliana, su spinta dei deputati di Sud Chiama Nord.
Le opposizioni ancora in pressing
Nonostante la chiara linea del governo, i partiti di minoranza non demordono. Così fanno ad esempio i dem. "La Sicilia è sotto gli occhi di tutti, tranne che di questo Governo. E continuare a tenere accesi i riflettori non è una scelta politica: è un dovere morale. Perché quando l'attenzione cala, l'abbandono diventa definitivo. Siamo stati gli unici a mettere sul tavolo proposte concrete, praticabili, immediate. Di fronte a questo, il Governo Meloni ha scelto l'immobilismo. Un silenzio assordante mentre interi territori contano danni, paura e disperazione. Il fatto è semplice e non può più essere aggirato: negare le risorse ai siciliani colpiti dal maltempo per difendere i fondi del Ponte sullo Stretto è una scelta politica precisa. Il simbolo plastico di un Governo che ha deciso di voltare le spalle al Sud. Qui non si parla di opere futuristiche o di propaganda, ma di persone che hanno perso tutto", dice il vicepresidente del Pd alla Camera, Toni Ricciardi. La linea è la stessa ribadita più volte dai Cinque Stelle e di Avs.
Musumeci nel mirino
Intanto, nel mirino della polemica politica finisce soprattutto Nello Musumeci, che era presidente della Regione siciliana prima di essere il ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare del governo Meloni. Aveva "tutti i documenti", attacca da Avs Angelo Bonelli, e ora dovrebbe "solo dimettersi".
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