A La Spezia i funerali di Abanoub Youssef, lo studente accoltellato a scuola
Sono centinaia le persone che hanno seguito il feretro nel percorso tra l'obitorio e la cattedrale di Cristo Re, dove si sono tenute le esequie. Presenti tantissimi ragazzi e ragazze. Sono stati distribuiti fiori bianchi. La famiglia ha mostrato le foto di Abanoub con le ali d'angelo
IL CORTEO FUNEBRE
- È partito attorno alle 14.15 il corteo funebre di Abanoub Youssef, lo studente ucciso venerdì scorso all'interno dell'istituto professionale Domenico Chiodo della Spezia.
PRESENTI CENTINAIA DI PERSONE
- Sono centinaia le persone che hanno seguito il feretro nel percorso - che è stato aperto da alcuni sacerdoti copti - tra l'obitorio e la cattedrale di Cristo Re dove si tengono le esequie.
LA FAMIGLIA DI ABANOUB
- La famiglia, sulla scalinata della Chiesa dei santi Andrea e Cipriano, ha mostrato le foto di Abanoub con le ali d'angelo mentre più in basso la madre è stata sorretta a braccia dai fratelli, gli zii del diciottenne.
PRESENTI MOLTI GIOVANI
- Presenti tantissimi ragazzi e ragazze. In strada decine di cittadini comuni a rispettosa distanza. Distribuiti fiori bianchi, come bianche sono le vesti dei sacerdoti copti giunti da diverse parti d'Italia per officiare la funzione.
BARA BIANCA COPERTA DA FIORI
- Il feretro di Abanoub Youssef, una bara bianca coperta da fiori bianchi, è poi entrato nella cattedrale della Spezia accolto dai canti liturgici della chiesa copta, portato a spalle da alcuni familiari. Sulla bara posizionata al centro della navata è stata posata la fotografia di 'Aba' con le ali bianche. La bara è stata salutata e benedetta con una preghiera in egiziano e in italiano dai preti copti presenti in chiesa.
LO STRISCIONE “ABA VIVE”
- Davanti al carro funebre che contiene il feretro di Abanoub Youssef, due studenti dell'istituto Einaudi-Chiodo hanno tenuto uno striscione con scritto 'Aba Vive'. Altri invece avevano in mano palloncini bianchi e mazzi di fiori bianchi che sono stati portati in chiesa. Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini è entrato in cattedrale da un'entrata laterale e ha raggiunto le autorità già presenti in chiesa tra cui il prefetto e il questore.
SINDACO: “CONDIVIDIAMO DOLORE DELLA FAMIGLIA”
- "Oggi tutta la nostra città si ferma per ascoltare il silenzio che Youssef ha lasciato e condividere il dolore nell'addio della sua famiglia, dei suoi amici, della comunità scolastica, della comunità cristiana copta e di ciascuno di noi”, ha scritto il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, in una lettera alla cittadinanza.
“ASCOLTARE RUMORE DEL DOLORE”
- “Ascoltare il rumore di quel dolore, di quel silenzio e di quegli addii, anche il nostro, è oggi un dovere morale. È l'unico modo per non lasciare sola una famiglia e traumatizzata un'intera generazione di giovani spezzini, bambini e ragazzi, che da venerdì scorso si interrogano con paura e rabbia sul perché”, ha detto ancora il sindaco.
“INACCETTABILE UNA VITA SPEZZATA”
- "Da padre, prima ancora che da sindaco, è impensabile accompagnare il proprio figlio a scuola e non poterlo riabbracciare all'uscita. È inaccettabile che una vita possa essere spezzata senza alcun senso e che la violenza possa insinuarsi ovunque. Conoscevo Youssef attraverso la comunità cristiana copta di cui faceva parte, per l'impegno dimostrato durante l'emergenza Covid a beneficio di tutta la città", ha aggiunto il primo cittadino.
“LA GIUSTIZIA UNICA RISPOSTA”
- Per il sindaco di La Spezia “esiste una sola risposta possibile a questo cuore spezzato, alla rabbia e alla paura di chi oggi si trova accanto a quel banco vuoto o a quella camera silenziosa: la giustizia. Una giustizia che, come ci ricordava papa Francesco in un celebre discorso, 'ha bisogno di verità, di fiducia, di lealtà e di purezza di intenti’”.