Studente ucciso a La Spezia, Valditara in Prefettura. Il padre del killer: "Chiedo scusa"
CronacaIministro dell'Istruzione, atteso al vertice del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica della città ligure, ha annunciato la possibile installazione di metal detector negli istituti scolastici più a rischio. Parla il papà del giovane che ha ucciso Youssef Abanoub: "Mi dispiace tantissimo per quello che è successo"
Dopo l'accoltellamento a scuola a La Spezia, si tiene oggi, 18 gennaio, una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nella Prefettura della città ligure. L'inizio è previsto alle 12. Presente il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che intanto ha annunciato la possibilità di consentire ai presidi di "installare dei metal detector" in quelle scuole "di maggior rischio dove vi sono più problematiche, d'intesa con il prefetto".
Verso un nuovo provvedimento sulla sicurezza
Alla trasmissione 4 di Sera, Valditara ha affrontanto il tema della violenza giovanile e il nuovo provvedimento sulla sicurezza cui il governo Meloni sta lavorando. "Vogliamo introdurre norme che colpiscono chi usa violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono i principi basilari di una società", ha detto il ministro. "Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di pregiudizi per cui è tutto repressione, il divieto è repressione, la sanzione è repressione, vietato vietare e il no era demonizzato", ha detto il ministro. "Bisogna impedire che i giovani usino le armi e poi insistere sulla responsabilità, sulla maturità e una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il rispetto verso l'autorità, un altro dei valori devastati negli ultimi 50 anni", ha aggiunto Valditara.
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Il padre dell'omicida: "Chiedo scusa alla famiglia della vittima"
Al Corriere della Sera ha parlato il padre del giovane che ha ucciso Youssef Abanoub. "Io sono padre e penso a un altro padre che ha perso suo figlio. Voglio chiedere scusa a lui, alle sorelle del ragazzo, a tutta la sua famiglia. Proprio perché padre, capisco il loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo", ha detto. "Non so che dire. Mio figlio è un bravo ragazzo e un gran lavoratore. Veramente questa cosa non mi pare una cosa che può fare uno con il suo carattere", ha aggiunto, sottolineando la sua incredulità rispetto le responsabilità del figlio. "Io lavoro dalla mattina alla sera. Faccio il giardiniere, ma conosco mio figlio. Non riesco ancora capire cosa è successo". Per noi era un ragazzo tranquillo. Ogni mattina si alzava, prendeva l'autobus, andava a scuola. Poi il sabato e la domenica, ma anche durante l'estate, prendeva il pullman per andare a Lerici dove faceva il cameriere. A volte faceva anche un pezzo di strada a piedi. Lo faceva per portare i soldi a casa e una parte poi li dava alla sua mamma", ha raccontato.
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"Girava con il coltello? Di sicuro non l'ha preso a casa"
Sul fatto che il giovane girasse con un coltello, l'uomo rileva che "anche la polizia è venuta qui per cercare coltelli. Non hanno trovato nulla. Noi in casa abbiamo solo questo per tagliare il pane e poi altri più piccoli per mangiare. Non ci sono altri coltelli in giro. Se lui lo ha portato a scuola, non lo ha preso qui in casa. Forse l'ha comprato da qualche altra parte", ha sottolineato il padre del ragazzo. "Giuro che io non l'ho mai visto con un coltello in mano in casa. Me ne sarei sicuramente accorto. Questa è una casa piccola, dove poteva andarlo a nascondere. Qui in casa non ne ha mai avuti. Questo è sicuro", ha evidenziato l'uomo.