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Scontri Inter-Napoli: concessi i domiciliari a Luca Da Ros. Il gip: "Minacciato"

3' di lettura

Il gip Guido Salvini ha stabilito il provvedimento nei confronti del 21enne tifoso dell’Inter arrestato per gli incidenti avvenuti prima del match di San Siro e in cui ha perso la vita Daniele Belardinelli. Nell’interrogatorio, il ragazzo ha fatto i nomi di altri ultrà

Dopo l’interrogatorio di ieri, 4 gennaio, sono stati concessi i domiciliari a Luca Da Ros, 21 anni, il tifoso interista arrestato per gli incidenti prima di Inter-Napoli. Scontri nel quale ha perso la vita, investito da un'auto, il tifoso del Varese Daniele Belardinelli (CHI ERA). Lo ha deciso oggi il gip Guido Salvini, a chiedere la scarcerazione era stato l'avvocato del ragazzo, Alberto Tucci.

Il legale: "Ha riconosciuto 7-8 ultrà presenti all’assalto"

Prima di essere scarcerato, Luca Da Ros ha collaborato con i magistrati. Secondo quanto riferito dal suo legale, "su un album fotografico di 34 persone" mostratogli dai pm "ne ha riconosciuti 7-8" di ultrà della curva, "alcuni dei quali hanno partecipato" all'assalto. L'avvocato Tucci ha poi sottolineato che il 21enne ha riconosciuto tra le foto anche quella di un capo dei "Viking" della curva nord. Come ha chiarito il difensore, Da Ros ha riconosciuto tra le foto "gli altri tre soggetti che erano in macchina con lui, tra cui ‘Giotto’", ossia colui che avrebbe anche portato in ospedale Daniele Belardinelli. Da Ros, secondo il legale, ha detto che lui non sapeva se l'agguato fosse stato preordinato o meno, anche perché "gli ultras accedono a queste notizie a mano a mano che salgono la scala gerarchica". Dopo la concessione dei domiciliari da parte del gip al 21enne, il suo legale ha spiegato che a suo dire "non c'è un eccessivo timore per l'incolumità di Da Ros" e ha concluso: "Lui ha detto tutto ciò che sapeva e confermerà le dichiarazioni nel corso delle indagini".

Il Gip: "Da Ros minacciato anche a casa"

Luca Da Ros ha fornito ai magistrati "numerosi dettagli utili" sulle "modalità dell'attacco" e per "risalire ai responsabili dell'omicidio di Belardinelli", "nonostante le minacce ricevute presso la sua abitazione e apparse sui numerosi social network". Sono queste le parole scritte dal gip Guido Salvini, spiegando che Da Ros ha anche svelato la "identità di numerose persone coinvolte" malgrado la "pressione" e la "omertà" della curva. 

La ricostruzione dei fatti

Gli scontri al termine dei quali è stato arrestato Da Ros sono stati descritti dai pm di Milano come vero e proprio "combattimento" con bastoni, mazze, roncole e razzi, aste e cinture. Proprio durante questo assalto ha perso la vita Daniele Belardinelli, investito da un’auto. De Ros era fra i tre ragazzi arrestati in un primo momento. Il 21enne ha indicato Marco Piovella, uno dei capi della Curva Nord dell’Inter, come ideatore dell’assalto nei confronti dei tifosi napoletani. Piovella, 34enne imprenditore, si è presentato in questura volontariamente per fornire la sua versione dei fatti il 29 dicembre ed è stato arrestato due giorni dopo. Parallelamente ci sono le indagini sulla morte di Belardinelli: il 3 gennaio, a Napoli, è stata sequestrata un’auto che secondo gli investigatori potrebbe essere quella che ha investito l’ultrà 39enne nel giorno di Santo Stefano. Da lì si è arrivati a un 25enne che è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio e che oggi, 5 gennaio, è stato ascoltato a Napoli insieme ad altri ragazzi presenti sulla vettura.

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