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Scontri Inter-Napoli, pm: "E' stato un combattimento, l'assalto guidato da due persone"

3' di lettura

Nuovi particolari sui tafferugli che il 26 dicembre hanno causato la morte di Daniele Belardinelli, travolto da un suv. Gli inquirenti stanno cercando di identificare chi ha partecipato alla rissa: a dirigerla sarebbero stati un francese e un italiano

Un agguato preordinato, un assalto guidato da due persone, una delle quali impartiva ordini in francese, sfociato nelle strade di Milano in un vero e proprio "combattimento", quando i tifosi del Napoli, per respingere l'aggressione, sono scesi dai van che li trasportavano allo stadio. Nelle mani dei contendenti bastoni, mazze, roncole e razzi, aste e cinture. È questa la ricostruzione che i pm di Milano stanno delineando nelle indagini sugli scontri che il 26 dicembre hanno preceduto l'incontro Inter-Napoli e portato alla morte dell'ultrà del Varese Daniele Belardinelli (CHI ERA), travolto da un suv di passaggio.

Attesa per gli interrogatori dei tifosi arrestati

Nuovi elementi sono attesi dagli interrogatori dei primi tre tifosi interisti arrestati nell'inchiesta per rissa aggravata dalla morte dall'ultrà e dal ferimento di quattro supporter partenopei, lesioni e lancio di razzi. Compariranno oggi davanti al gip per l'udienza di convalida nel carcere di San Vittore e sembra siano intenzionati a chiarire qual è stato il loro ruolo negli scontri. Gli avvocati, dopo averli visti, li definiscono "molto provati" per quanto accaduto, attribuiscono loro un ruolo "marginale" negli scontri e ne chiederanno la scarcerazione.

"Un combattimento"

Le indagini proseguono intanto per identificare gli altri partecipanti alla rissa e per individuare il conducente del Suv che ha travolto Belardinelli sulla corsia opposta rispetto a quella sulla quale si trovavano gli interisti. Anche tifosi gemellati del Varese e del Nizza hanno preso d'assalto la colonna di van con a bordo i tifosi napoletani che sarebbe stata segnalata dalla Digos di Napoli, e individuata al casello di Melegnano (dove di solito vengono agganciati i tifosi in auto) prima di entrare in città. Questo aspetto della ricostruzione è ancora in corso di accertamento, così come la circostanza che la colonna fosse preceduta da una macchina della polizia con i lampeggianti accesi. I pm che hanno chiesto la convalida scrivono, comunque, che tra nerazzurri e partenopei c'è stato un "combattimento" (VIDEO - FOTO). All'assalto con bastoni, mazze, roncole e razzi, "i tifosi del Napoli - ricostruiscono gli inquirenti - arrestavano i mezzi, scendevano dagli stessi con aste e cinture, aggredivano a loro volta i tifosi dell'Inter, intrattenevano con loro un combattimento" (LE ARMI USATE DAI TIFOSI).

Emessi sette Daspo

Secondo alcune testimonianze agli atti, a dirigere l'assalto ai van sarebbero state due persone, una delle quali impartiva ordini in francese, e i testimoni riferiscono di aver visto "tre o quattro persone" che trasportavano un uomo (Belardinelli, ndr.) che aveva "i pantaloni stracciati", mentre i soccorritori urlavano: "Ha le gambe rotte". Il questore di Milano, Marcello Cardona, ha emesso sette Daspo a carico di ultras interisti. Si tratta di sette dei nove indagati (compresi gli arrestati) e il provvedimento è esteso alle competizioni internazionali: buona parte di loro risulta avere numerosi precedenti penali e cinque erano già stati colpiti da Daspo (emessi anche in altre province).

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