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Tifoso morto, il papà: "Mio figlio casinista, non violento". Figc: linea dura, ma si gioca

I titoli delle 17 di Sky tg24 del 28 dicembre

3' di lettura

Il papà di Daniele Belardinelli, l’ultrà investito da un suv durante gli scontri prima di Inter-Napoli: "Attendiamo risultati autopsia per capire com'è successo”. Il calcio non si ferma. Conte: "Darei un segnale con pausa". Salvini: "Certe partite non più in notturna"

"Era un casinista, un tifoso, ma non violento". Sono le parole di Vincenzo Belardinelli, il padre del tifoso dell'Inter morto nella notte tra il 26 e il 27 gennaio dopo essere stato investito da un Suv durante gli scontri nel prepartita di Inter-Napoli, in quella che il questore di Milano non ha esitato a definire "un'azione squadristica ignobile da parte di un centinaio di tifosi interisti contro quelli napoletani" (IL VIDEO). Nonostante la tragedia, il campionato sabato non si ferma. "Linea dura, ma si gioca", ha detto il presidente della Figc Gravina d'accordo con Lega di A e governo.  

"Era un bravo ragazzo, forse un po’ violento in questi posti”

Le circostanze nelle quali ha perso la vita Daniele Belardinelli (CHI ERA) non sono ancora chiare e il mezzo che l’ha investito non è stato trovato. “Si attendono i risultati dell'autopsia per capire come è successo. Si dice che lui scappava e la vettura gli è andata dietro e lo ha investito”, ha detto il padre al TG1 Rai. "Magari è stato un incidente. Io non dico che ce l'aveva con lui. Certo, uno va a vedere una partita in santa pace e sa che va ma non sa se torna”, ha aggiunto. Il 39enne, residente a Buguggiate, in provincia di Varese, era uno dei capi dei “Blood Honour”, la frangia più estrema dei tifosi del Varese, storicamente gemellati con quelli dell'Inter. Alle spalle aveva almeno due Daspo. Alla domanda se il figlio fosse in mezzo agli ultrà varesini armati di spranghe (LE ARMI USATE) pronti a tendere un agguato alle vetture dei tifosi partenopei, il padre ha risposto: “Forse era in mezzo alla mischia, ma non penso che fosse con la spranga". 

Gravina: linea dura, ma si gioca

Il calcio, comunque, ha deciso di non fermarsi. “Abbiamo deciso di andare avanti”, ha detto il presidente della Federcalcio Gravina. Ha auspicato, però, la linea dura. “Adesso basta, quanto accaduto negli ultimi giorni non è più tollerabile”, ha ribadito riferendosi sia agli scontri fuori dal campo sia ai cori razzisti contro i napoletani e contro Koulibaly. “Non tolleriamo che tali comportamenti rovinino il calcio”, ha aggiunto, annunciando la proposta di norme che “rendano più facile” lo stop alle partite in caso di cori razzisti. “Non è più tempo di essere tolleranti. È il momento della tolleranza zero, non si può darla vinta ad alcuni scellerati”, ha detto ancora.

Conte: pausa manifestazioni sportive

Va oltre, invece, il premier Conte: "Darei un segnale di cesura forte anche ricorrendo a una pausa nelle manifestazioni sportive, per una proficua riflessione di chi vi prende parte, ma lascio alle autorità competenti la valutazione", ha commentato nella conferenza di fine anno.

Salvini: "Certe partite non più in notturna"

"No acerte partite in notturna" è la proposta del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti", ha aggiunto. La "ricetta anti-violenza" del vicepremier, anche secondo un retroscena de La Stampa, dovrebbe prevedere "non inasprimenti legislativi o misure di polizia, bensì coinvolgimento dei diretti interessati" e il dialogo con gli ultrà.

Data ultima modifica 28 dicembre 2018 ore 12:30

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