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Ultrà morto prima di Inter-Napoli: tifoso napoletano indagato per omicidio volontario

5' di lettura

Un supporter azzurro indagato per la morte di Daniele Belardinelli: il 25enne forse era alla guida dell’auto sequestrata. Si aggrava anche la posizione degli altri 3 ultras a bordo. Dopo nuovo interrogatorio, la procura ha dato il via libera alla scarcerazione di Da Ros

Un tifoso del Napoli è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario. Secondo quanto si apprende, si tratta di un 25enne che forse era alla guida della Volvo, sequestrata ieri, che avrebbe investito Daniele Belardinelli (CHI ERA) durante gli scontri di Santo Stefano tra ultrà interisti e napoletani (LE NUOVE IMMAGINI). L'auto è intestata in leasing al padre del 25enne. Nel frattempo, il 21enne tifoso interista Luca Da Ros, arrestato per gli scontri e dimostratosi disponibile a collaborare con le autorità, potrebbe essere a breve scarcerato. 

Altri tre ultras nell'auto

L'iscrizione del giovane tifoso sospettato dell'omicidio nel registro degli indagati è un atto dovuto, a garanzia, per poter effettuare tutti gli accertamenti tecnici, anche irripetibili, alla presenza di legali e consulenti difensivi. Secondo l'ipotesi dell'inchiesta, il tifoso napoletano era alla guida della Volvo V40 che avrebbe schiacciato l'ultrà del Varese Daniele Belardinelli, che partecipava all'agguato degli ultras interisti contro quelli napoletani vicino allo stadio Meazza. In macchina con il giovane c'erano altri tre ultras napoletani: l'accusa di omicidio volontario verrà presto formalizzata anche a loro carico. I quattro, da quanto si apprende, saranno ascoltati domani, alla presenza dei loro avvocati, dalla Digos a Napoli. Gli inquirenti stanno ancora lavorando per capire chi fosse davvero alla guida della macchina e la dinamica dell'investimento. Oltre alla Volvo e ad altre due auto già individuate, le indagini si concentrano anche su altre vetture che transitavano in via Novara. Le vetture oggetto dell'attenzione degli investigatori non sono solo quelle - una decina - che facevano parte della carovana dei tifosi partenopei che stavano raggiungendo lo stadio San Siro, ma anche quelle di altri cittadini. Vengono monitorate le automobili che percorrevano la strada in questione in entrambi i sensi di marcia. L'ipotesi è che Belardinelli possa essere stato colpito da una prima auto e schiacciato da una seconda.

Decisive le immagini e le testimonianze

Per arrivare all'individuazione dell'auto e quindi del presunto investitore sono state decisive le analisi delle immagini che hanno ripreso gli scontri e le testimonianze che avrebbero smentito le parole del giovane indagato, il quale sosteneva di non essere presente quella sera a Milano (il video degli scontri). Tra l'altro, gli investigatori della Digos stanno verificando se il 25enne abbia cercato di cancellare le tracce dell'investimento, magari lavando l'auto. Fondamentali saranno anche i rilievi della polizia scientifica sulla macchina, intestata in leasing al padre dell'indagato. Gli inquirenti dovranno poi effettuare ulteriori approfondimenti sulla dinamica dell'investimento e nel caso emergesse che si tratti di un incidente, l'accusa potrebbe anche essere riqualificata da omicidio volontario, ipotesi "tecnica" che consente di svolgere tutte le indagini, a omicidio stradale.

A breve scarcerato uno degli ultrà arrestati

Nel frattempo, nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro, gli accertamenti proseguono anche per ricostruire le fasi di quell'agguato "militare" degli ultras interisti ai napoletani. Sta continuando a collaborare Luca Da Ros, tanto che verrà dato parere favorevole alla scarcerazione e alla concessione dei domiciliari. Le esigenze cautelari nei suoi confronti si sono attenuate e il gip dovrà ora decidere (la scarcerazione potrebbe arrivare già domani). Il 21enne, già subito dopo essere stato arrestato insieme ad altri due tifosi, ha indicato "il Rosso", ossia Marco Piovella, capo dei Boys della curva nord, come uno dei presunti organizzatori dell'assalto. Inoltre, ha riconosciuto in un album fotografico mostratogli dai pm alcuni ultras presenti al pub "Cartoons", dove si erano radunati prima del blitz. E ha ribadito di aver ricevuto "precisi ordini" da Piovella per la guerriglia. "Mi è stato dato un bastone", ha aggiunto. 

La ricostruzione dei fatti

pm di Milano hanno descritto gli scontri tra i tifosi dell’Inter e quelli del Napoli, avvenuti a poche ore dal match di San Siro, come un agguato preordinato, un assalto guidato sfociato nelle strade di Milano in un vero e proprio "combattimento" con bastoni, mazze, roncole e razzi, aste e cinture. Un assalto nel quale ha perso la vita Daniele Belardinelli, investito da un’auto. Sono stati tre, in un primo momento, i ragazzi arrestati dalle forze dell’ordine e ascoltati nel carcere di San Vittore nei giorni successivi agli scontri. Uno di loro, Luca Da Ros, ha indicato Marco Piovella, uno dei capi della Curva Nord dell’Inter, come ideatore dell’assalto nei confronti dei tifosi napoletani. Piovella, 34enne imprenditore, si è presentato in questura volontariamente per fornire la sua versione dei fatti il 29 dicembre ed è stato arrestato due giorni dopo. Parallelamente ci sono le indagini sulla morte di Belardinelli: il 3 gennaio, a Napoli, è stata sequestrata un’auto che secondo gli investigatori potrebbe essere quella che ha investito l’ultrà 39enne nel giorno di Santo Stefano. Da lì si è arrivati al 25enne che è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio.

Data ultima modifica 04 gennaio 2019 ore 21:30

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