Il capoclan di camorra e il suo legale Michele Santonastaso rivolsero minacce contro il giornalista e la collega Rosaria Capacchione durante il processo d'appello Spartacus contro il clan dei Casalesi. Dovranno scontare 1 anno e mezzo e 1 anno e 2 mesi di carcere
Sono stati condannati in via definitiva il capoclan di camorra Francesco Bidognetti e l'avvocato Michele Santonastaso, il primo a 1 anno e mezzo di carcere e il secondo a 1 anno e 2 mesi.
Minacce a Saviano e Capacchione
La sentenza della Cassazione ha chiuso così il processo che riguardava le minacce rivolte nel 2008 a Saviano e all'altra giornalista Rosaria Capacchione durante il processo di appello Spartacus a Napoli nei confronti del clan dei Casalesi.
I giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi presentati dagli imputati contro la sentenza della Corte di Appello di Roma che lo nel luglio del 2025 ha confermato la decisione di primo grado che ha riconosciuto le minacce aggravate dal metodo mafioso. Nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale Perla Lori aveva chiesto di dichiarare inammissibili i ricorsi degli imputati sottolineando come “correttamente i giudici di secondo grado abbiano trovato nelle espressioni usate in aula delle minacce rivolte alle parti offese”.
Le motivazioni della sentenza d'Appello
“L'insieme delle esternazioni lette pubblicamente in udienza dall'avvocato Michele Santonastaso - scrivevano i giudici nella sentenza di Appello confermata oggi dalla Cassazione - il contesto storico e processuale in cui le stesse sono state inserite, i toni utilizzati, il forte risentimento manifestato, l'indicazione nominativa e ripetuta dei due giornalisti, le violente accuse loro rivolte di condizionare la magistratura e così contribuire all'emissione di ingiuste condanne, fanno chiaramente intendere il messaggio implicito sottostante, di natura inequivocabilmente minatoria, che con la inconsueta lettura dell'atto di rimessione si intendeva far arrivare”.
Il post di Saviano
Roberto Saviano ha commentato la sentenza con un post su Facebook: “Oggi, dopo 18 anni dai fatti, la Corte di Cassazione ha definitivamente riconosciuto la minaccia mafiosa di cui sono stato destinatario”. Lo scrittore ha ricostruito la vicenda: “Nel 2008, Francesco Bidognetti, vertice del clan dei casalesi, attraverso il suo avvocato, Michele Santonastaso, nel corso dell’appello del maxi processo Spartacus, minacciò me e Rosaria Capacchione facendo leva sul suo potere mafioso e comunicando all’esterno che eravamo noi gli obiettivi e che Gomorra aveva contribuito alla sconfitta del clan dei casalesi. Ci sono voluti 18 anni per una sentenza definitiva, mentre io sto scontando già da 20 la pena delle minacce mafiose”.
Infine, Saviano ha scritto: “Ringrazio l’Arma dei Carabinieri che mi è stata accanto, che mi ha protetto, tranquillizzato, ringrazio uno a uno, dal profondo del cuore, tutti i carabinieri che in questi lunghi anni sono stati accanto a me, facendomi da famiglia. Ma lo Stato, oggi, non può dire di aver vinto, perché non è in grado di assicurarmi un futuro di libertà, libertà dal pericolo che incombe dal giorno in cui quella minaccia è stata pronunciata. Il mio pensiero va infine a tutte quelle persone che in questi anni mi hanno reso oggetto degli attacchi più vili. Molto di loro, oggi, siedono al governo”.
Capacchione: "Diciotto anni sotto scorta"
Questo invece il commento di Rosaria Capacchione all'Adnkronos: “Ci hanno messo 18 anni per arrivare alla sentenza definitiva e proprio oggi sono 18 anni che vivo sotto scorta. Finalmente si è fatta chiarezza sul fatto che certi comportamenti non sono l’esercizio di un avvocato in aula ma minacce fatte alla stampa”.