Epatite A, il Comune di Napoli vieta il consumo di frutti di mare crudi

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In aumento i casi di epatite A, è allarme in Campania. Finora 133 casi complessivi, l’azienda ospedaliera di Napoli comunica che non sussiste alcuna emergenza, serve comunque la massima  attenzione. Il sindaco di Napoli ha firmato in data oggi un'ordinanza urgente per fronteggiare l'incremento dei casi

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La Regione ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l'intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione, alla luce dell'andamento dei casi registrati dall'inizio dell'anno.  133 casi complessivi, con "un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell'informazione ai cittadini". L'intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione generale per la Tutela della salute - settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria. 

Azienda ospedaliera Napoli: “Nessuna emergenza”

In relazione ai casi di epatite A registrati negli ultimi giorni presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, al fine di garantire una corretta informazione, la Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che "non sussiste alcuna emergenza". A renderlo noto è la stessa azienda ieri con una nota. La situazione presso il Pronto Soccorso si mantiene "complessivamente stabile". Nel corso della giornata di ieri si sono registrati circa 14 nuovi casi.

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Il sindaco di Napoli vieta consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi

 Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha firmato in data oggi un'ordinanza urgente per fronteggiare l'incremento dei casi di Epatite A registrati sul territorio cittadino. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Napoli 1 Centro, che ha rilevato, si legge in una nota del Comune, "una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio". I dati epidemiologici evidenziano un'escalation: dai 3 casi registrati a gennaio, prosegue la nota, "si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo".

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L’ordinanza

 Per tutelare la salute pubblica e annullare il rischio di contagio, l'ordinanza stabilisce quanto segue: divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato; raccomandazione alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno presso il proprio domicilio; adozione di buone pratiche: la popolazione è invitata a seguire scrupolosamente le linee guida dell'ASL Napoli 1 Centro per l'acquisto e il consumo sicuro degli alimenti. L'ordinanza dispone un immediato rafforzamento dei controlli da parte degli organi preposti. Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva, è prevista la sospensione dell'attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo.  Le misure resteranno in vigore fino a nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell'ASL Napoli 1 Centro.

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La Campania rafforza le attività di controllo

Per proteggersi, la misura più importante è semplice: evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi "appena aperti", tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali. Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall'Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).  

L’Epatite A

L'epatite A è un'infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Come spiega una nota della Regione si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell'esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l'infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti. Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.  

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