Palermo ricorda Paolo Borsellino a 25 anni dalla strage. FOTO

Manifestazioni di ricordo in via d'Amelio e alla caserma Lungaro per rendere omaggio al magistrato antimafia e agli agenti della sua scorta uccisi da Cosa Nostra il 19 luglio 1992. LA FOTOGALLERY
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    “Paolo vive”. Nel giorno del 25mo anniversario della strage di via d'Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Palermo ricorda il magistrato antimafia ucciso da Cosa Nostra. Nella foto, la scritta “Paolo vive” su un muro di Palermo, realizzata dai giovani di destra - Strage via D'Amelio, Fiammetta Borsellino: "Buttati via 25 anni"
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    Ore 16,58: è un silenzio potente quello che risuona nell'ora e nel luogo precisi in cui 25 anni fa una carica di tritolo nascosta in una Fiat 126 uccise il giudice Borsellino e gli agenti della scorta: Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina. Nella foto, un messaggio antimafia lasciato vicino alla stele di via d'Amelio - Strage via D’Amelio, Rita Borsellino: “25 anni di giustizia negata”
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    Durante i 60 secondi di silenzio volti a rendere omaggio alla loro memoria, sei sagome raffiguranti il magistrato e la sua scorta sono state fatte affacciare dal quarto piano del palazzo in cui viveva la madre di Borsellino. Nella foto, uno dei partecipanti alla manifestazione di oggi indossa una maglia che invita alla ricerca della verità - Palermo, 25 anni fa la strage di via D’Amelio
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    Tra i presenti il Pm Nino Di Matteo, Antonio Ingroia, il presidente onorario della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e quello di Messina Renato Accorinti. Nella foto, un ritratto di Paolo Borsellino attaccato a un albero in via d'Amelio - Palermo, murales per Falcone e Borsellino sulla parete dell'Istituto nautico
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    Tra i presenti anche il fratello del magistrato, Salvatore, che dal palco che ha accolto le personalità si è rivolto alla folla venuta a celebrare il ricordo del magistrato, sostenendo: “Paolo e i suoi ragazzi sono vivi”. Nella foto, le agendine rosse, simbolo del magistrato ucciso nel 1992 e dei misteri che ancora si celano dietro la strage - Salvatore Borsellino: "Riina fuori dal carcere una resa dello Stato"
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    Subito dopo il fratello di Borsellino, un rappresentante del Siap di Palermo è salito sul palco per leggere i nomi delle vittime delle stragi di mafia. Nella foto, i ricordi della gente di Palermo appesi a un albero piantato sul luogo dell'attentato in via d'Amelio - Via D’Amelio, chiesto l’ergastolo per Madonia e Tutino
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    Su quello che fu il luogo della strage si sono riunite le associazioni cittadine per la legalità e sono stati allestiti laboratori creativi per i bambini di Parlermo e Monreale. "In questo luogo che è stato teatro di morte vogliamo ancora una volta costruire la vita, e lo facciamo a partire dai più piccoli", ha detto Rita Borsellino, sorella di Paolo. Nella foto, due giovanissime indossano una maglietta col volto del magistrato - Paolo Borsellino, il ricordo nel 2016
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    Un incontro per ricordare la strage del 1992 si è tenuto anche presso il Reparto scorte della caserma Lungaro, a Palermo, dove il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha incontrato i familiari delle vittime della strage di via d'Amelio. Nella foto, un giovane inginocchiato sul luogo dell'attentato - La statua di Falcone danneggiata allo Zen
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    Presenti, tra gli altri, il figlio di Paolo Borsellino, Manfredi; il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti; la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi; il questore Renato Cortese; il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone; la vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello; e il procuratore capo, Francesco Lo Voi. Nella foto, il capo della Polizia Franco Gabrielli davanti alla targa di ricordo nella caserma Lungaro di Palermo - Strage di Capaci, 25 anni dalla morte di Giovanni Falcone
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    "Da quel tristissimo 19 luglio di 25 anni fa la Sicilia ha fatto tanti passi. Li hanno fatti le istituzioni, la magistratura, le Forze dell'ordine e, soprattutto la società civile di questo territorio. Grandi battaglie sono state vinte, sono stati raggiunti successi clamorosi ma la guerra per la scomparsa definitiva della mafia presuppone ancora un tratto di strada”, ha detto Gabrielli. Nella foto, Franco Roberti (Procuratore nazionale antimafia) e Rosy Bindi - Il ministro Orlando alla scuola Falcone dello Zen: "Lo Stato reagisce"