Altman (OpenAI): "La Ram dei pc? Uno spreco, meglio nei data center"

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L'imprenditore ha definito “piuttosto terribile” il fatto che ingenti quantità di memoria Ram restino installate nei computer personali invece che essere utilizzate nei data center dell'intelligenza artificiale.

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La memoria Ram presente nei nostri computer sarebbe uno spreco di risorse. A sostenerlo è Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, che ha alimentato le polemiche sul tema una bufera proponendo una diversa distribuzione di questa specifica componente presente in personal computer, smartphone e console. In base a quanto emerso in un'intervista concessa al podcast "Cheeky Pint", Altman ha definito “piuttosto terribile” il fatto che ingenti quantità di memoria Ram restino installate nei computer personali invece che essere utilizzate nei data center dell'intelligenza artificiale. 

Una memoria "sottoutilizzata"

Altman, in particolare, ritiene che la memoria installata nei pc sia sottoutilizzata. Secondo il manager, infatti, i dispositivi domestici sfruttano la loro capacità solo per un quantitativo minimo. "Da una prospettiva di allocazione globale", ha detto, "è piuttosto grave che ognuno abbia una grande quantità della limitata disponibilità mondiale di memoria dram nei propri computer, utilizzata solo per il 5% del tempo". 

La proposta di Altman

Dunque il riferimento è alla comune memoria che pc e smartphone utilizzano per immagazzinare i dati temporanei e far partire i programmi. I sistemi di intelligenza artificiale hanno bisogno di questa specifica componente per comprendere le richieste degli utenti e, di fatto, generare le risposte cercate. Dal momento che la disponibilità globale dei chip risulta essere limitata, Altman ha suggerito che sarebbe meglio utilizzare queste componenti nei grandi server del cloud, dove le risorse stesse verrebbero impiegate senza interruzioni.

Data center più efficienti

Tutto ciò consentirebbe di costruire data center più efficienti, il cui ampliamento tra l'altro sta incontrando non poche proteste, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Addirittura, con l'intento di superare la diffidenza delle varie comunità locali, OpenAI ha in mente di lanciare una campagna di comunicazione con l'obiettivo di cambiare nome a queste strutture, chiamandole in maniera alternativa "campus di calcolo per l'intelligenza artificiale". In quest'ottica Chris Lehane, responsabile degli affari globali dell'azienda, ha dichiarato ad alcuni media che le elezioni di metà mandato che si stanno per svolgere negli Usa saranno "una sorta di trailer di ciò che vedremo nel 2028", quando prevede che l'intelligenza artificiale sarà "il tema centrale" della corsa alla Casa Bianca. 

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