Il blocco ha colpito il sito di Muhos, una località situata a 600 chilometri a nord della capitale Helsinki e a poca distanza dal circolo polare artico. In quest'area, dove sono già stati abbattuti circa 250mila tronchi, la magistratura ha contestato alla società Tuike – l'azienda che cura gli interessi di Google in Finlandia – il reato di degrado ambientale
Quello che doveva essere il più grande investimento tecnologico d’Europa si è trasformato in un caso giudiziario e politico che sta scuotendo il Nord Europa. Un'inchiesta penale, annunciata dalla polizia di Helsinki, ha imposto l'alt ai lavori per la costruzione del gigantesco polo di data center per l'intelligenza artificiale di Google. Un piano da 13 miliardi di euro complessivi, annunciato lo scorso settembre dalla Big Tech americana, che rischia ora di impantanarsi nei tribunali finlandesi a causa di una dura reazione delle autorità ambientali e della popolazione locale.
Inchiesta per degrado ambientale e cantieri sigillati
Il blocco ha colpito in prima battuta il sito di Muhos, una località situata a 600 chilometri a nord della capitale Helsinki e a poca distanza dal circolo polare artico. In quest'area, una distesa di fango dove sono già stati abbattuti circa 250mila tronchi, la magistratura ha contestato alla società Tuike – l'azienda che cura gli interessi di Google in Finlandia – il reato di degrado ambientale. Secondo l'accusa, i lavori di disboscamento, che hanno già sventrato 330 ettari di foresta vergine (l'equivalente di 460 campi di calcio), sarebbero stati avviati prima di aver ottenuto la necessaria valutazione di impatto ambientale . Il fulcro dell'incriminazione poggia su una cattiva gestione del drenaggio delle acque reflue, ma il dipartimento di polizia di Oulu ha fatto sapere che nuovi capi di imputazione potrebbero essere formalizzati nel prossimo aggiornamento investigativo atteso per dicembre.
Effetto domino, si ferma anche il secondo hub di Kajaani
La magistratura non si è fermata a Muhos. Le indagini hanno travolto anche un secondo cantiere strategico situato a Kajaani, un centinaio di chilometri più a est, dove il disboscamento preventivo aveva già superato la soglia dei 200 ettari. A far scattare gli accertamenti in questo secondo distretto sono state le numerose denunce presentate dai residenti, esasperati dall'impatto delle ruspe, affiancate da un esposto ufficiale depositato dall'Agenzia finlandese per le autorizzazioni e la vigilanza. A nulla sono valse le scuse pubbliche presentate alla popolazione da Antti Jarvinen, rappresentante e volto di Google in Finlandia.