
Messaggi vocali su WhatsApp, le regole per mandarli senza "stressare" chi li riceve
Ogni giorno solo sulla celebre app di messaggistica, secondo le ultime statistiche, vengono inviati 200 milioni di messaggi vocali. Un'abitudine sempre più diffusa complice anche la comodità, per chi invia l'audio, di non dover riassumere in un testo il proprio pensiero. Ma che, secondo gli esperti, può provocare stress e ansia nell'interlocutore

I DATI
- Ogni giorno solo su Whatsapp, secondo le più recenti statistiche, vengono inviati 200 milioni di messaggi vocali. Un'abitudine sempre più diffusa vista la comodità, per chi invia l'audio, di non dover riassumere in un testo da digitare il proprio pensiero

FONTE DI STRESS
- Nonostante siano sempre più popolari, i messaggi vocali non sempre sono graditi, anzi, secondo gli esperti, possono provocare in chi li riceve ansia e stress

- Vi sono alcune situazioni in particolare in cui ricevere un messaggio vocale - di cui non si conosce il contenuto - può essere fonte di imbarazzo e disagio. Ad esempio sui mezzi pubblici, sul posto di lavoro, durante una riunione importante

LE REGOLE
- Sulla questione è intervenuto anche il Washigton Post, che ha affidato a Lizzie Post, scrittrice ed esperta di galateo, il compito di stilare un vademecum per ricorrere ai messaggi vocali nel modo corretto - ovvero senza affliggere chi li riceve

LA DURATA
- Un altro aspetto da tenere in considerazione è la durata del messaggio audio: è bene essere sintetici e concisi, oltre che avere bene in mente cosa si vuole dire prima di iniziare la registrazione. Se le cose da dire sono comunque tante, può essere un'idea suddividere il discorso in più messaggi brevi in modo da agevolare l'ascoltatore