Forze dell'Ordine, Silf: sicurezza non è un costo, ma un investimento

Economia

Lo denuncia in una nota Francesco Zavattolo, Segretario Generale Silf (Sindacato Italiano Lavoratori Finanza) in vista dell’avvio con il Governo delle trattative per il rinnovo del contratto del personale del comparto sicurezza e difesa, in programma mercoledì 4 marzo

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"Risorse insufficienti, aumenti incapaci di recuperare il potere d’acquisto, ritardi su previdenza e specificità, organici ancora carenti: la sicurezza non è un costo ma un investimento". Lo denuncia in una nota Francesco Zavattolo, Segretario Generale Silf (Sindacato Italiano Lavoratori Finanza) in vista dell’avvio con il Governo delle trattative per il rinnovo del contratto del personale del comparto sicurezza e difesa, in programma mercoledì 4 marzo.

“Nonostante l’impegno dell’esecutivo nell’aver già stanziato i fondi per due tornate contrattuali (2025-2027 e 2028-2030) – prosegue la nota – la strada appare tutta in salita perché, ad oggi, mancano impegni concreti sui nodi che incidono davvero sulla vita e sul futuro del personale in divisa”.

Per il triennio 2025-2027 sono previsti 10 miliardi di euro per il pubblico impiego che, spiega Zavattolo  “consentirebbero un incremento medio dell’1,8% per ogni anno, a fronte di una IPCA 2025 su 2024 pari all’1,7%. Un dato che resta deludente se rapportato all’enorme perdita di potere d’acquisto subita nel triennio precedente: un recupero reale non è ancora in vista”.

Ancora più grave, per il sindacato, la situazione sul fronte previdenziale. “Non risultano passi avanti rispetto alla promessa di finanziare la cosiddetta ‘previdenza dedicata’, annunciata nell’incontro con il Governo del 9 dicembre scorso. Sul piatto mancano circa 400 milioni di euro, senza i quali l’intervento resta una dichiarazione d’intenti”.

Nessuna indicazione neppure sul finanziamento della "specificità". “Nonostante le attestazioni di stima e vicinanza da parte della Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti - sottolinea Zavattolo - finanzieri, poliziotti e carabinieri continuano a essere trattati come il resto del pubblico impiego, senza un adeguato riconoscimento delle peculiarità, dei vincoli e dei rischi del servizio”.

Sul fronte degli organici il Silf spiega che il turn over è stato ripristinato al 100%, ma le gravi carenze non possono essere colmate con strumenti ordinari. “Servono piani di assunzione straordinari .- evidenzia il Segretario - mentre destano preoccupazione ipotesi di ricorso al precariato, come il ritorno ai poliziotti ausiliari”.

"Il Silf - conclude la nota - è pronto a trattare con senso di responsabilità, ma la chiusura del contratto dipende esclusivamente dal Governo, che deve assumere decisioni chiare e coerenti con il ruolo svolto quotidianamente dal personale del comparto sicurezza e difesa. È necessario un intervento concreto sulla specificità, per valorizzare il servizio e superare il blocco trentennale di indennità e salario accessorio; occorre finanziare pienamente la previdenza dedicata, affinché chi ha servito lo Stato non si ritrovi, al termine della carriera, in condizioni di difficoltà economica; servono inoltre assunzioni straordinarie per colmare carenze organiche ormai strutturali e un rafforzamento delle relazioni sindacali, perché il confronto non resti formale ma diventi uno strumento reale di governo del comparto".

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