Addio a Igor Protti, da capocannoniere al Bari ai record a Livorno: chi era. FOTOSTORIA
Si è spento all’età di 58 anni Igor Protti: l’ex attaccante di Lazio, Bari e Livorno, soprannominato lo Zar, era malato da tempo. Nel corso della sua carriera in serie A ha collezionato 144 presenze con 48 reti, laureandosi anche capocannoniere nella stagione 1995-1996
LA CARRIERA
- Si è spento oggi all’età di 58 anni Igor Protti: l’ex attaccante di Lazio, Bari e Livorno, capocannoniere della serie A nel 1995-1996, era malato da tempo. Nel corso dei suoi 20 anni di carriera Protti si è fatto amare da tutte le tifoserie per generosità e fiuto del gol: fu l’unico attaccante insieme a Dario Hubner a laurearsi miglior marcatore in A, B e anche in C1.
GLI ESORDI
- Classe 1967, Protti inizia la sua carriera nel Rimini, squadra della sua città, debuttando sedicenne in C1 in prima squadra il 27 maggio 1984. Nel 1985 viene acquistato dal Milan e passa al Livorno in prestito sempre in C1 dove, nel corso delle sue tre stagioni si distingue in fase realizzativa, salvando gli amaranto dalla retrocessione in C2.
AL MESSINA
- Dopo una positiva esperienza con la Virescit Bergamo, dove conferma le proprie qualità realizzative, Protti approda al Messina. Con la formazione siciliana debutta in Serie B e, nell'arco di tre stagioni, mette a segno 31 reti, conquistando rapidamente l'affetto della tifoseria e raccogliendo l'eredità di Salvatore Schillaci, trasferitosi nel frattempo alla Juventus. Nonostante la volontà di rimanere, pur con la squadra retrocessa in C1, Protti è costretto ad andare via per evitare il fallimento al Messina.
GLI ANNI D’ORO AL BARI
- Nel 1992 passa al Bari per sei miliardi e mezzo di lire: dopo due positive stagioni fra i cadetti viene promosso in serie A. Nella prima stagione nella massima serie Protti si contende il posto con il centravanti colombiano Miguel Guerrero accanto a Sandro "Il Cobra" Tovalieri" disputando 28 partite e segnando 7 gol
LA STAGIONE MIGLIORE: L'ANNO 1995-1996
- La seconda stagione in serie A in Puglia va decisamente meglio: conquista la titolarità a suon di gol e diventa capocannoniere con 24 gol. La stagione 1995-1996 è una delle migliori di sempre per lo Zar riminese: segna una tripletta alla Lazio e doppiette anche a Inter e Juventus. Nonostante questo, però, il Bari quella stagione retrocede: è finora l’unico caso in serie A di una squadra che scende in serie B pur avendo in rosa il miglior marcatore.
L’ESPERIENZA ALLA LAZIO
- Escluso da Sacchi per le convocazioni in Nazionale per Euro 1996, passa alla Lazio per 7 miliardi di lire, dove fa coppia con l'altro capocannoniere della stagione precedente, Giuseppe Signori (in foto. Protti e Signori). La stagione con i biancocelesti non è positiva: appena 7 gol realizzati, di cui uno allo scadere per pareggiare un derby con la Roma, in 28 presenze.
GLI ANNI IN PRESTITO A NAPOLI E REGGIANA
- Passa così in prestito, prima al Napoli in serie A dove indossa la 10 un tempo di Maradona (sarà l’ultimo a indossarla prima del definitivo ritiro del numero) e poi alla Reggiana in serie B. In entrambi i casi si tratta di stagioni sfortunate, culminate con le retrocessioni dei rispettivi club.
LA RISALITA CON IL LIVORNO
- Nel 1999 decide così di scendere in C1, al Livorno, 11 anni dopo la sua prima esperienza. In tre anni riporta gli amaranto in B dopo 31 anni a suon di gol, segnandone 58. Si ripete anche in serie B dove in due anni segna 23 e 24 gol: insieme al suo partner d’attacco Cristiano Lucarelli riporta il Livorno in A dopo 54 anni. Non mancano le amarezze, come i fischi dei tifosi livornesi per il mazzo di fiori lasciato sotto la curva del Messina (ex squadra) a seguito della morte di un tifoso locale.
IL RITORNO IN SERIE A
- Il ritorno nella massima serie per Protti dura appena un anno: dopo aver annunciato due anni prima il ritiro dal calcio giocato (poi ritrattato su pressione dei compagni), decide di "regalarsi" un ultimo giro nella massima serie a 37 anni per aiutare i compagni. Segna sei gol, l’ultimo proprio a fine campionato, in un Livorno-Juventus 2-2, cedendo la fascia a Cristiano Lucarelli. Nella storia del Livorno, Protti diventa così il terzo giocatore per maggior numero di presenze e il secondo per maggior numero di gol in campionato.
LASCIATO IL CALCIO GIOCATO
- Cittadino onorario di Bari e Livorno, una volta appesi gli scarpini al chiodo Protti intraprende la carriera dirigenziale, in particolare in Toscana: è prima ds del Tuttocuoio e poi dirigente del Livorno, con Cristiano Lucarelli come allenatore. Dopo aver lasciato nel 2019, torna una seconda volta in amaranto nel 2021, sempre come dirigente, della rinata Unione Sportiva Livorno 1915, ricostituitasi dopo il fallimento della vecchia società.
IL RACCONTO DELLA MALATTIA
- A giugno 2025 gli viene diagnosticato un tumore al colon, che lo costringe alla chemio e a diverse operazioni. Sin da subito Protti ha voluto raccontare la sua malattia, venendo sommerso dall'affetto dei tifosi di tante squadre tra cui Livorno e Bari. Uno dei suoi ultimi atti è quello di accompagnare la figlia Noemi all'altare, sostenuta dall'altro figlio Nicholas. "Sono stato felice, perché ho avuto la possibilità di condividere la gioia di mia figlia che è stata chiaramente anche la mia", ha poi scritto su Instagram.