L’impennata dei prezzi di oro e argento sta rendendo le medaglie dei Giochi invernali 2026 le più costose nella storia olimpica. In termini puramente economici, il valore dei premi assegnati agli atleti è cresciuto in modo significativo rispetto alle precedenti edizioni, riflettendo l’andamento dei mercati dei metalli preziosi negli ultimi due anni.
Al via le Olimpiadi di Milano Cortina (il nostro LIVEBLOG) che segnano già un primato: assegneranno le medaglie più costose nella storia dei Giochi, complice il forte aumento dei prezzi dei metalli preziosi. Gli atleti che saliranno sul podio riceveranno premi con un valore economico senza precedenti, oltre naturalmente al riconoscimento sportivo.
L'effetto del rally dei metalli dopo Parigi 2024
Saranno oltre 700 le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo consegnate agli atleti impegnati nelle principali discipline invernali, dallo sci all’hockey su ghiaccio, dal pattinaggio di figura al curling. Il valore economico delle medaglie è cresciuto in maniera significativa rispetto alle Olimpiadi di Parigi del luglio 2024. Secondo i dati FactSet, i prezzi spot dell’oro sono aumentati di circa il 107%, mentre quelli dell’argento hanno registrato un rialzo del 200%. Alla luce di queste dinamiche, una medaglia d’oro vale oggi circa 2.116 euro, più del doppio rispetto ai Giochi estivi di due anni fa. Le medaglie d’argento sfiorano i 1.300 euro, circa tre volte il loro valore nel 2024.
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L’influenza di investitori, banche centrali e contesto globale
La corsa dell’argento è stata alimentata anche dalla crescente domanda degli investitori retail. L’oro, invece, ha beneficiato degli acquisti delle principali banche centrali e dell’aumento della domanda come bene rifugio, in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica e incertezza sui mercati globali.
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Composizione e valore materiale delle medaglie
I vincitori riceveranno medaglie realizzate con metalli riciclati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato italiano. In una medaglia d’oro, solo sei grammi su un peso totale di 506 grammi (16 once troy) sono costituiti da oro puro; il resto è in argento. Le medaglie di bronzo, realizzate in rame, pesano 420 grammi (15 once) e hanno un valore di circa 5,15 euro ciascuna, secondo i dati pubblicati dagli organizzatori. Un’oncia troy è circa il 10% più pesante di un’oncia standard.
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Non più oro massiccio dal 1912
Al di là del contenuto metallico, le medaglie olimpiche possono raggiungere valori molto più elevati come oggetti da collezione. Nel 2015, la casa d’aste londinese Baldwin’s ha venduto una medaglia d’oro dei Giochi di Stoccolma del 1912 per 19.000 sterline, pari a circa 23.920 euro. L’anno successivo, la stessa casa d’aste ha aggiudicato una medaglia di bronzo destinata ai partecipanti alle Olimpiadi di Anversa del 1920 per 640 sterline (circa 805 euro). L’interesse per questi oggetti non deriva dal loro valore intrinseco, ma dal legame con eventi sportivi storici. La maggior parte delle medaglie olimpiche non viene comunque messa in vendita, poiché gli atleti le conservano come ricordo personale.