Speciale su Nord Sud Ovest Est, la serie sugli 883
Arrow-link
Arrow-link

Nord Sud Ovest Est, i cowboy non mollano mai: 883 e il sogno americano. Recensione ep. 5

Serie TV
Nicoletta Notari

Nicoletta Notari

Ph. Paolo Ciriello

Introduzione

Il successo può cambiare tutto, anche il rapporto tra due amici che sembravano inseparabili. Nel quinto episodio di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, Max Pezzali e Mauro Repetto (interpretati da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli) si ritrovano a fare i conti con il prezzo della popolarità, tra soldi, fan in delirio, televisione e nuove tentazioni. Mentre il secondo album vola verso il milione di copie vendute, la vita del duo di Pavia si allontana sempre di più da quella di un tempo. Max si lascia conquistare dal mondo dello spettacolo, Mauro guarda già al futuro e Cisco cerca di salvare il suo Jolly Blu, il locale che ha dato forma ai suoi sogni.

Sullo sfondo, Roma, Non è la Rai e l'idea di attraversare l'Atlantico per girare un video nel deserto americano. Ma quando la fama rischia di far perdere di vista ciò che conta davvero, l'amicizia torna a essere il punto di riferimento. La serie ideata da Sydney Sibilia racconta una nuova tappa nella storia degli 883. L'episodio è disponibile su Sky e in streaming solo su NOW.

Quello che devi sapere

Quando il successo cambia tutto

C’è un momento in cui il successo smette di essere un sogno e diventa un problema da gestire. Nel quinto episodio di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, diretto da Simone Godano, Max Pezzali e Mauro Repetto scoprono che diventare famosi significa anche perdere una parte della libertà che avevano prima. Le telefonate si moltiplicano, la segreteria telefonica è invasa dai messaggi dei fan e fuori casa cominciano ad aspettarli ragazze desiderose di incontrarli.

Il loro nome è ormai ovunque, ma insieme alla popolarità arrivano le prime contraddizioni: mentre Max comincia ad apprezzare la nuova dimensione da rockstar, Mauro sembra più concentrato sulle opportunità professionali e sulle scelte che potrebbero consolidare la loro carriera.

L’episodio si apre un anno prima, con l’inaugurazione del Jolly Blu, la sala giochi che Cisco ha aperto per realizzare il proprio sogno. Sulle note di Show Me Love di Robin S., successo dance del 1993, il locale sembra rappresentare la possibilità di costruirsi un futuro facendo ciò che si ama. Ma la realtà è meno romantica: le bollette sono alte, i videogiochi diventano rapidamente obsoleti e mantenere in vita l’attività si rivela più difficile del previsto. Mentre Max e Mauro cominciano a raccogliere i frutti della loro musica, il loro amico deve fare i conti con un progetto che rischia di sfuggirgli di mano.

 

 

Leggi anche: Nord Sud Ovest Est, gli 883 trovano il loro stile. Recensione episodio 4

Il prezzo della celebrità

Nel frattempo, arrivano i soldi. Il vecchio stipendio di Max, che lavorava per la Croce Rossa, sembra ormai appartenere a un’altra vita. 

Il conto in banca cresce, la banca stessa li tratta ormai come rockstar e perfino i dipendenti chiedono fotografie. Arriva una carta di credito con un massimale di 60 milioni di lire, una cifra che alimenta le fantasie di Max, pronto a immaginarsi nel club esclusivo dei grandi ricchi italiani, tra Agnelli, Berlusconi, Montezemolo e Moratti.

Ma basta una birra scura bevuta alle due di notte per ricordargli quanto sia cambiato tutto: quando il barista chiede un “deca”, Max non sa nemmeno come usare la carta.

Persino gli spostamenti cambiano: ora c’è un autista e, per raggiungere Roma, un aereo privato. Il duo è entrato in una nuova dimensione, ma non è detto che entrambi la stiano vivendo allo stesso modo. Mentre Max si gode la novità, Mauro pensa già alla prossima mossa: vuole professionisti, sceneggiature e idee più ambiziose per i videoclip.

 

 

Leggi anche: Nord Sud Ovest Est, gli 883 a caccia dei pezzi della maturità. Recensione episodio 3

pubblicità

Non sono più famose soltanto le canzoni

Il 21 maggio 1993 esce Nord Sud Ovest Est. Il precedente Hanno ucciso l’Uomo Ragno ha già superato le 700 mila copie vendute e il nuovo disco punta a oltrepassare il milione. Sei un mito è in cima alle classifiche da settimane e il suo videoclip, con i primi piani di Max e Mauro, dimostra che forse i due non sono poi così impresentabili come pensava Claudio Cecchetto.

La notorietà, però, non riguarda più soltanto la musica: sono diventati famosi anche i loro volti, le loro abitudini. Le proposte di collaborazione si moltiplicano e i fan si appostano fuori casa. La segreteria telefonica si riempie di proposte e messaggi, alcuni decisamente audaci, che mettono Max in imbarazzo al punto da suggerire alla madre di togliere il numero di casa dall’elenco telefonico. Un dettaglio che oggi sembra appartenere a un’altra epoca, proprio come le telefonate fisse e gli indirizzi domestici pubblicati sulle pagine bianche.

Sulle note di Sleeping in My Car dei Roxette, con la sua energia rock e il suo immaginario di evasione, il successo degli 883 sembra trasformarsi in una corsa senza freni. Ma mentre Max e Mauro scoprono i privilegi della celebrità, affiorano anche le prime contraddizioni: i fan diventano invadenti e persino il numero di casa rischia di compromettere la loro privacy.

La libertà che accompagna questa nuova vita ha così un rovescio della medaglia: essere famosi significa anche rinunciare a una parte della propria intimità.

 

 

Leggi anche: Nord Sud Ovest Est, gli 883 crescono e il sogno comincia a fare paura. Recensione ep. 1-2

Roma, Non è la Rai e il Far West degli 883

La trasferta romana sembra confermare la fama degli 883. Ad accoglierli ci sono fan, giornalisti, richieste di autografi e interviste. Roma è la città del cinema e Mauro vuole approfittarne per trovare uno sceneggiatore capace di dare una direzione precisa al nuovo videoclip.

Nel frattempo, i due vengono ospitati a Non è la Rai, il programma ideato e diretto da Gianni Boncompagni che negli anni Novanta è diventato un fenomeno di costume, soprattutto tra gli adolescenti. In studio c’è Ambra Angiolini, che canta T’appartengo e si muove tra le indicazioni ricevute in auricolare dal regista e i momenti in diretta. Quando incontra Max e Mauro, la comunicazione con Boncompagni prosegue anche attraverso la cuffia, creando un siparietto surreale: Ambra sembra parlare da sola e la situazione diventa una "caciara", come commenta lei stessa.

Davanti alle ragazze del programma, gli 883 si esibiscono e vengono corteggiati. Max, ancora impacciato ma sempre più sedotto da questa vita, sembra distrarsi facilmente, mentre Mauro è già proiettato verso il prossimo progetto. Per lui l’immagine conta e non vuole improvvisare.

La ricerca dello sceneggiatore porta a un incontro sorprendente: quello con Carlo Lucarelli, qui interpretato da Alessio Praticò, scrittore e autore di gialli e noir, destinato a diventare anche un noto volto televisivo con programmi come Blu notte.

Il confronto si concentra sul nuovo videoclip, ambientato nel Far West: che tipo di cowboy sono gli 883? Quelli che assaltano i treni, quelli che conducono le mandrie nella neve oppure quelli dei duelli classici? La domanda, apparentemente bizzarra, diventa una metafora della loro identità. Anche nel mondo immaginario del video, Max e Mauro devono capire quale ruolo sentono davvero loro.

 

 

Per approfondire: Perché gli 883 si sono divisi, la vera storia di Max Pezzali e Mauro Repetto

pubblicità

La regola dell’amico

Mentre Mauro discute di sceneggiature e pensa alla costruzione del prossimo videoclip, Max è attratto dalle nuove possibilità della celebrità. La prospettiva di una serata con alcune ragazze di Non è la Rai lo entusiasma al punto da coinvolgere anche Cisco. Ma Cisco ha la testa altrove: il Jolly Blu è in difficoltà, le spese aumentano e i prestiti non bastano più a tenere in piedi la sala giochi.

Il contrasto tra i due mondi diventa sempre più evidente. Da una parte, la vita da rockstar con autisti, carte di credito e inviti; dall’altra, l’amico che rischia di perdere tutto ciò per cui ha lavorato.

Max sente che deve tornare a Pavia, e Mauro, secondo la "regola transitiva del miglior amico", capisce che deve seguirlo: se il suo migliore amico ha bisogno di lui, non può restare a Roma a pensare al videoclip. Una dinamica che anticipa ironicamente la celebre La regola dell’amico, che gli 883 pubblicheranno nel 1997.

Il ritorno a Pavia è sulle note di Suicide Blonde degli INXS: la corsa verso casa, con un autista a disposizione e uno status ormai da celebrità, contrasta con la semplicità del ritrovo al Bar Dante. Cisco è nei guai e non ha nemmeno capito che gli amici avevano in programma una serata con le ragazze di Non è la Rai: la sua preoccupazione è il futuro del Jolly Blu.

Max gli offre un aiuto economico, ma Cisco gli fa capire che non è soltanto una questione di soldi. Forse è cambiato il mercato, forse i videogiochi sono diventati troppo costosi e troppo veloci da aggiornare, forse non c’è più spazio per una sala giochi così piccola. Poche settimane dopo, il Jolly Blu chiuderà. È una sconfitta che Max non può risolvere semplicemente aprendo il portafoglio e che mette in luce il divario crescente tra la sua nuova vita e quella dell’amico.

 

 

Guarda anche: Nord Sud Ovest Est, nella quarta puntata gli 883 al karaoke di Fiorello: la vera storia

I cowboy del deserto di Pavia

È proprio davanti a Cisco che Mauro comprende qualcosa di essenziale. Gli 883 non sono soltanto quelli delle copertine, degli autografi e dei cori delle fan: sono anche i due ragazzi che tornano a casa quando un amico è in difficoltà.

E poi c’è un’altra scoperta, più intima: tra tutti i cowboy mai esistiti, loro sono quelli a cui piace stare per conto proprio, lontani dal rumore e dalle aspettative. Sono i "cowboy da deserto", ma il loro deserto non è ancora quello americano: è quello di Pavia, fatto di provincia, amicizie e luoghi familiari.

Da qui nasce il desiderio di partire per gli Stati Uniti e girare il videoclip nel vero West. Due settimane dopo, Max e Mauro sono su un volo diretto a Los Angeles. La celebrità ha cambiato le regole, e ormai sembra che nessuno riesca più a dire loro di no. Ma proprio quando Max si distrae, preso dalle nuove avventure, arriva l’ultima complicazione: il suo migliore amico potrebbe innamorarsi.

La chiusura sulle note di Cherry-Coloured Funk dei Cocteau Twins lascia una sensazione sospesa, lontana dall’euforia dei successi e dei siparietti televisivi. Il brano, con il suo suono etereo e avvolgente, accompagna un momento in cui le certezze si fanno più fragili: l’amicizia cambia, la fama confonde e il futuro si apre a possibilità inattese.

Il quinto episodio non racconta il successo come una linea retta verso la felicità. Max e Mauro hanno raggiunto ciò che desideravano, ma ora devono capire come restare amici mentre le loro priorità cominciano a divergere. E Cisco, con la chiusura del Jolly Blu, ricorda loro che non tutti i sogni possono resistere al cambiamento. 

 

 

Vedi anche: Nord Sud Ovest Est, il cast della serie Sky sugli 883

pubblicità