Speciale su Nord Sud Ovest Est, la serie sugli 883
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Nord Sud Ovest Est, gli 883 a caccia dei pezzi della maturità. Recensione episodio 3

Serie TV
Nicoletta Notari

Nicoletta Notari

Ph. Paolo Ciriello

Introduzione

Dopo il successo del primo album, per Max e Mauro arriva il momento di capire come andare avanti senza perdere la strada. Con il secondo disco da scrivere e le aspettative di Claudio Cecchetto sempre più alte, i due amici si trovano davanti a una sfida nuova: dimostrare che gli 883 non sono stati soltanto una meteora. Tra tentativi di trovare la canzone giusta, appuntamenti mancati e sentimenti che si complicano, la musica torna a essere il centro di tutto, mentre la maturità sembra ancora un traguardo lontano. Perché a vent’anni è difficile sapere chi si vuole diventare, soprattutto quando il successo ti chiede di dimostrarlo subito. 

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, la serie Sky Original diretta da Sydney Sibilia insieme ad Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, va in onda ogni venerdì in esclusiva su  Sky e in streaming solo su NOW. 

Quello che devi sapere

Sette canzoni per dimostrare di essere grandi

Il terzo episodio si apre con una promessa che suona quasi come una minaccia: per Claudio Cecchetto, celebre produttore discografico, il Capodanno del 1993 rischia di trasformarsi in uno dei peggiori della sua vita. Per capire perché, la serie torna indietro di una settimana, quando il produttore si confronta con il suo braccio destro, Pierpaolo Peroni, sulla direzione del nuovo disco degli 883. Servono sette pezzi, tutti all’altezza del successo precedente: una canzone dedicata a un amico alle prese con i propri guai, brani più arrabbiati e, naturalmente, il pezzo destinato a dare il titolo all’album, Nord Sud Ovest Est.

Il problema è che Max Pezzali e Mauro Repetto non devono semplicemente scrivere altre canzoni: devono dimostrare di non essere stati una fortunata parentesi nella musica italiana.

La pressione aumenta agli Stati Generali della Musica Italiana, dove gli 883 si piazzano al quarto posto. Per Cecchetto è un’umiliazione, tanto da inventarsi il ricordo di Gabriele Vercelli, un velocista arrivato quarto alle Olimpiadi di Barcellona e poi dimenticato da tutti. La metafora è grottesca, ma il messaggio è chiarissimo: arrivare secondi, o peggio ancora quarti, non basta.

Il successo va difeso e possibilmente superato. È qui che la commedia di Sydney Sibilia trova uno dei suoi motori migliori: raccontare l’ansia del dopo, quando il traguardo raggiunto si trasforma immediatamente in un nuovo punto di partenza.

 

Leggi anche: Nord Sud Ovest Est, gli 883 crescono e il sogno comincia a fare paura. Recensione ep. 1-2

Max torna sui banchi di scuola, ma il compito è crescere

Mentre Cecchetto pensa a una grande festa di Capodanno per annunciare il nuovo disco, Max e Mauro provano a ritrovare la concentrazione tornando, idealmente, tra i banchi di scuola.

Dopo il blocco iniziale, la scrittura sembra finalmente sbloccarsi: nei nuovi pezzi cominciano a entrare frammenti di vita vissuta, intuizioni e piccoli episodi quotidiani.

Basta una lavagna con un gessetto perché arrivi un’idea, mentre Pezzali sembra sempre meno distratto dalle ragazze e dai suoi dubbi esistenziali. O almeno così pare. Silvia, partita per Dublino, all’inizio si faceva sentire, ma poi le comunicazioni si sono interrotte. Michela Rossini, invece, continua a occupare i pensieri del cantante, che prova e riprova al cordless (il telefono senza fili, immancabile nelle case degli anni Novanta) le frasi con cui vorrebbe telefonarle. Nel frattempo, Max non ha abbandonato il suo lavoro in Croce Rossa. Una routine surreale, che restituisce il contrasto fra la vita ordinaria di un ragazzo di provincia e quella, sempre più ingombrante, di una popstar.

La musica sembra diventare finalmente il centro di tutto, ma crescere significa anche imparare a gestire quello che le sta intorno. E a vent'anni non è detto che si sappia già come fare.

 

Leggi anche: Nord Sud Ovest Est, la seconda stagione della serie sugli 883: cosa sapere

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Alla ricerca della canzone perfetta

Pierpa non usa mezzi termini: per arrivare primi servono i "pezzi della maturità", quelli capaci di far "drizzare i peli sul collo", segno che una canzone funziona davvero e riesce a emozionare. Gli 883 devono dimostrare di meritare un posto nell’Olimpo della musica italiana, non essere soltanto una scommessa riuscita. Ma come si fa a scrivere brani così quando si hanno vent’anni, appena un anno di esperienza musicale e ancora pochi peli sulle braccia, ben lontani da quelli che dovrebbero rizzarsi all’ascolto?

La domanda in questo terzo episodio risuona un po' comica e un po' anche malinconica. Max e Mauro cercano una formula che funzioni, mentre Mauro prende alla lettera la questione dei peli: ascolta canzoni nella speranza di provare quel brivido, ma nulla.

La serie gioca con l’ingenuità del duo di Pavia senza ridurli a caricature, perché dietro la gag c’è una paura autentica: e se il talento non bastasse più? A tavola, il confronto con i genitori aggiunge un altro livello di incomprensione generazionale. Gli adulti sembrano sostenere i ragazzi, ma faticano a capire fino in fondo la portata delle loro ambizioni. I paragoni con artisti come Zucchero e i Queen, appartenenti a un altro campionato, rendono ancora più evidente il divario tra ciò che gli 883 sono già diventati e ciò che sentono di dover ancora dimostrare.

La maturità, insomma, non arriva con una classifica né con un arrangiamento più ricco: è un processo che Max e Mauro non possono accelerare a comando.

 

 

Per approfondire: Perché gli 883 si sono divisi, la vera storia di Max Pezzali e Mauro Repetto

Un Capodanno surreale, tra struzzi e fuochi d’artificio

Quando sembra che la tensione non possa salire ulteriormente, entrano in scena Cisco e Nemorino, con la loro capacità di ribaltare ogni situazione. La spedizione per il brindisi di fine anno prende una piega imprevedibile: Cisco si fa attendere, ma poi sostiene che presentarsi puntuali a un brindisi d’onore sia da sfigati. In macchina, insieme a Max, Mauro e Nemorino, il gruppo finisce coinvolto in una trattativa improbabile con Ignazio, soprannominato il Coregone, imprenditore di fuochi d’artificio. L’obiettivo è procurarsi i botti per la festa, ma tra scarso campo per i cellulari, contrattempi e una macchina che non vuole più saperne di ripartire, la serata prende una direzione completamente diversa.

Gli 883 non arrivano alla festa organizzata per il lancio del loro disco e Max rimedia anche un altro appuntamento mancato con Michela.

Il quadro si completa con gli struzzi che circondano l’auto e i fuochi d’artificio accompagnati da Rock You Like a Hurricane degli Scorpions. Il rock energico e travolgente del celebre brano, scandito da un riff inconfondibile, amplifica il caos della sequenza e trasforma il fallimento della serata in uno spettacolo tanto rocambolesco quanto memorabile.

È una delle sequenze più assurde e divertenti dell’episodio, volutamente sopra le righe, grottesca, spiazzante. Non è una ricostruzione documentaria: come ha spiegato Sydney Sibilia, la serie prende spunto dalla vicenda reale degli 883 e si concede la libertà di immaginare situazioni e pensieri.

L’invenzione funziona quando illumina il carattere dei protagonisti, trasformando una catena di disastri in un racconto sulla distanza fra le ambizioni e la capacità, ancora tutta da costruire, di sostenerle.

 

Vedi anche: Nord Sud Ovest Est, il cast della serie Sky sugli 883

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Un panino a mezzanotte e i primi dubbi

Il cenone di Capodanno finisce con panini all’Autogrill e un brindisi decisamente lontano da quello immaginato da Cecchetto.

È in questo scenario poco glorioso che Mauro lascia emergere la propria frustrazione: come possono dimostrarsi maturi se non riescono nemmeno a presentarsi alla serata di lancio del loro secondo album? Max reagisce con una leggerezza che è insieme una forma di difesa e una dichiarazione di amicizia: forse non saranno mai maturi come gli altri si aspettano ed è proprio questa imperfezione a renderli riconoscibili e amati dal pubblico. Ma soprattutto, vuole rassicurare Mauro: finché saranno insieme, non si arrenderanno. 

Max sembra riuscire a trasformare ogni imprevisto in un’occasione per ricominciare, mentre Mauro avverte più pesantemente il peso delle aspettative e il timore di non essere all’altezza. La loro amicizia resta il punto fermo della storia, ma qualcosa comincia a incrinarsi: non una rottura, piuttosto una differenza nel modo di vivere il successo.

Il problema non è che Max e Mauro abbiano smesso di credere l’uno nell’altro. È che, per la prima volta, potrebbero non avere più la stessa risposta alla domanda su dove li porterà il loro sogno.

 

 

Guarda anche: Chi è Elia Nuzzolo, l'attore che interpreta Max Pezzali in Nord Sud Ovest Est

"Come mai" e quella pelle d'oca che non si può inventare

Alla fine il Capodanno degli 883 non assomiglia a quello immaginato da Cecchetto: niente trionfo, niente festa memorabile, soltanto una birra e un panino con gli amici. Eppure, proprio quando tutto sembra essere andato storto, la musica torna a farsi strada. Max appare più sereno e pensa soprattutto a come rimediare con Michela. Mauro, invece, è ancora assorto nei propri dubbi.

Durante il viaggio, mentre Cisco e Nemorino dormono, i due riprendono a ragionare sulle canzoni. Intanto Max trova il modo di raggiungere Michela all’alba e raccontarle cosa è successo: lei lo ascolta e lo invita a entrare. 

La vera svolta arriva però con Mauro, che riascolta Come mai e finalmente avverte quel brivido che cercava: i peli sulle braccia si drizzano.

La scena dà una risposta semplice e insieme efficace alla domanda che attraversa l’episodio. Non si può programmare un’emozione, né fabbricare a tavolino la maturità. A volte bisogna soltanto riconoscere quando una canzone riesce a dire qualcosa di vero. Per Mauro, proteggere il talento di Max è sempre stata una missione, e quel momento gli ricorda perché vale la pena continuare. Ordinary World dei Duran Duran accompagna la chiusura, con una nota di malinconia che guarda oltre la comicità del viaggio.

Gli 883 non hanno ancora tutte le risposte, ma la musica comincia a suggerire la strada.

 

 

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