The Mentalist, torna su Netflix la serie tv crime che è stato un cult targato anni 2000

Serie TV

Camilla Sernagiotto

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Debuttata nel 2008 e sviluppata nell’arco di sette stagioni, la produzione composta da 151 episodi approda in tutta la sua interezza sulla piattaforma di streaming (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick), per la gioia dei vecchi fan e anche di quella nuova generazione di spettatori pronta a riscoprirla

Tra le grandi narrazioni televisive del nuovo Millennio, poche hanno saputo lasciare un’impronta tanto riconoscibile quanto The Mentalist.

 

A distanza di anni dalla sua prima messa in onda, la serie torna oggi disponibile nella sua interezza su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick), pronta a intercettare una nuova platea e a riaccendere l’interesse di chi già ne conosce il fascino. Un ritorno che si inserisce in un contesto in cui il genere poliziesco continua a dimostrare una straordinaria capacità di rinnovarsi e coinvolgere.

Un racconto crime fuori dagli schemi

Nel panorama delle serie degli anni Duemila, dominato da produzioni come CSI, Criminal Minds e Bones, The Mentalist ha saputo distinguersi grazie a un’impostazione meno convenzionale. Lontana dall’approccio esclusivamente scientifico o dalla centralità dei profiler, la serie ha costruito la propria identità su un equilibrio tra mistero, introspezione e tensione narrativa.

 

Ha debuttato nel 2008 e si è sviluppata nell’arco di sette stagioni, presentandosi oggi come un’opera completa, composta da 151 episodi, ideale per una fruizione continuativa tipica dell’era dello streaming.

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Patrick Jane: un protagonista tra genio e tormento

Al centro della storia si colloca Patrick Jane, interpretato da Simon Baker, affiancato da Robin Tunney nel ruolo di Teresa Lisbon e da Amanda Righetti in quello di Grace Van Pelt. Jane è un ex truffatore che ha reinventato sé stesso come consulente investigativo, sfruttando abilità di osservazione e deduzione che in passato venivano presentate come poteri paranormali.

 

La sua vicenda personale rappresenta il cuore emotivo della serie: la perdita della moglie e della figlia, uccise dal serial killer Red John dopo una provocazione pubblica, innesca una ricerca ossessiva che attraversa l’intero arco narrativo. La vendetta diventa così il filo conduttore di una trama che si sviluppa parallelamente ai singoli casi investigativi.

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Eredità di Sherlock Holmes e firma di Bruno Heller

Ideata da Bruno Heller, The Mentalist si ispira liberamente alla figura di Sherlock Holmes, riprendendone la capacità deduttiva e l’attenzione ai dettagli. Tuttavia, il personaggio di Patrick Jane si distingue per una dimensione più ambigua e vulnerabile, che lo rende profondamente umano.

 

La costruzione narrativa alterna episodi autoconclusivi, incentrati sul cosiddetto “caso della settimana”, a una trama orizzontale più ampia, dominata dalla presenza costante e minacciosa di Red John. Questo equilibrio rappresenta uno degli elementi chiave del successo della serie.

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Il carisma di Baker e le dinamiche tra i personaggi

Uno dei punti di forza più evidenti risiede nell’interpretazione di Simon Baker, capace di dare vita a un protagonista complesso, sospeso tra ironia e dolore. Il suo Patrick Jane si muove con disinvoltura tra intuizioni brillanti e momenti di profonda inquietudine, mantenendo sempre alta la tensione narrativa.

 

Accanto a lui, il rapporto con Teresa Lisbon emerge come uno degli aspetti più riusciti, grazie a una chimica credibile e ben costruita. Anche il legame con Grace Van Pelt contribuisce ad arricchire la narrazione, evidenziando un passato segnato da esperienze difficili che accomunano i personaggi.

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Dalla visione settimanale al binge watching

Se durante la sua prima trasmissione il pubblico era abituato ad attendere un episodio alla settimana, oggi The Mentalist si presta perfettamente a una visione intensiva. La disponibilità completa su Netflix consente di immergersi senza interruzioni in un racconto articolato e avvincente, amplificando il coinvolgimento dello spettatore.

 

Questo cambiamento nelle modalità di fruizione ha contribuito a dare nuova vita a molte serie procedurali, che trovano nello streaming un terreno ideale per essere riscoperte.

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Il fascino intramontabile del genere poliziesco

Il ritorno di The Mentalist conferma una tendenza evidente: le serie poliziesche continuano a esercitare un’attrazione costante. La loro forza risiede nella capacità di coniugare intrattenimento e partecipazione attiva, invitando lo spettatore a osservare indizi, formulare ipotesi e seguire il processo investigativo.

 

Nel caso di The Mentalist, questo meccanismo è ulteriormente potenziato dalla figura di Red John, uno degli antagonisti più inquietanti della serialità televisiva, e dalle abilità quasi “magiche” di Patrick Jane, che trasformano ogni indagine in una dimostrazione di intelligenza e intuito.

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Un classico contemporaneo che conquista ancora

Con un punteggio del 90% su Rotten Tomatoes, la serie si conferma come un punto di riferimento nel panorama crime. Temi come vendetta, trauma e giustizia si intrecciano in una narrazione capace di mantenere alta la tensione e l’interesse nel tempo.

 

Oggi, grazie alla sua presenza su Netflix, The Mentalist si prepara a essere riscoperta e apprezzata anche da una nuova generazione di spettatori, dimostrando ancora una volta la propria capacità di restare attuale e coinvolgente.

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