The Last of Us, le differenze tra la serie TV ed il videogioco nel primo episodio

Serie TV sky atlantic

Gabriele Lippi

La puntata andata in onda in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW la notte di lunedì 16 gennaio, in contemporanea con gli Usa, si discosta in alcuni punti dalla storia raccontata nel videogame Naughty Dog per PlayStation del 2013. Ecco come

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Quando fu annunciata la serie tv HBO The Last of Us, i fan del videogame Naughty Dog cominciarono subito a interrogarsi su quanto e in che modo sarebbe rimasta fedele al materiale originario. L’inclusione di Neil Druckmann, direttore creativo dietro il videogame, nel team di produzione, sceneggiatura e regia della serie è stata senza dubbio in grado di tranquillizzare i fan, ma la vera prova del nove è arrivata con il primo episodio andato in onda lunedì 16 gennaio nella sua versione originale sottotitolata in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, in contemporanea con gli Stati Uniti. Una prova, che va detto, è pienamente superata. E non perché la serie sia identica in tutto e per tutto al gioco ma perché ne rispetta lo spirito e se ne discosta lì dove è necessario farlo, ampliando le storie dei singoli personaggi e definendo meglio la loro caratterizzazione. Ecco, quindi, alcune delle differenze sostanziali tra videogame e serie per quanto abbiamo visto finora.

L’ambientazione temporale

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Una differenza che forse in pochi avranno notato, riguarda l’ambientazione temporale degli eventi principali. Il gioco si apriva nel 2013 (esattamente l’anno di uscita del titolo Naughty Dog per Play Station) e, al termine di un intenso prologo, spostava l’azione venti anni più tardi, quindi nel 2033. La serie fa una scelta diversa: decide di ambientare in epoca contemporanea alla nostra la parte principale e sposta 20 anni indietro, nel 2003, il prologo. Una scelta coerente se si pensa che oggi, a differenza di 10 anni fa, abbiamo alle spalle l’esperienza fresca di una pandemia e che dunque l’immediata diffusione del fungo cordyceps raccontata nella serie non avrebbe probabilmente sortito lo stesso effetto dirompente se fosse avvenuta dopo il Covid.

IL PROLOGO

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Il videogame si apre con un prologo, la serie addirittura con due. La prima scena, infatti, ci mostra un ipotetico talk show del 1968 in cui si parla dei pericoli portati da virus e batteri e uno scienziato (interpretato da John Hannah) teorizza invece l’avvento di una pandemia fungina che, in determinate circostanze ambientali, possa devastare l’umanità riducendola di fatto in schiavitù. Si tratta di un elemento funzionale a creare fondamenta solide per tutto ciò che accadrà nel resto della serie.

SARAH, JOEL E L’OROLOGIO

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Sarah, la figlia di Joel, è più protagonista nella serie. Per quanto nel videogame sia effettivamente il primo personaggio controllato dal giocatore, le sue azioni sono sostanzialmente passive. Nella serie invece la apprezziamo pienamente nella sua intelligenza e cultura quando spiega al padre e allo zio dove si trovi Giacarta, la seguiamo mentre va a scuola, la vediamo recarsi a far riparare l’orologio che regala aggiustato al padre per il suo compleanno (questo sì, accade anche nel gioco). Nella serie come nel gioco, Sarah si addormenta e si sveglia in mezzo alla notte da sola in casa, ma se nel gioco di fatto attende il ritorno del padre, nella serie è lei che esce di casa e scopre l’anziana vicina trasformata in un mostro. A quel punto arrivano Joel e Tommy e la loro fuga è molto simile a quella che vediamo nel videogioco, fino al suo tragico epilogo.

LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA

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La pandemia da fungo Cordyceps ha uno sviluppo e una diffusione diversi tra videogame e serie. Ferma restando la possibilità di contrarre la malattia tramite il morso o lo scambio di fluidi con gli infetti, si è scelto di rimuovere dalla serie la diffusione tramite spore, presente invece nel gioco. Al loro posto vediamo invece dei viticci o filamenti che talvolta sbucano anche dalla bocca degli infetti. Hanno la funziona di diffondere la malattia e anche quella di creare un complesso sistema di comunicazione tra gli stessi infetti, che vengono così a conoscenza della presenza di nutrimento nei pareggi garantendo così la proliferazione del fungo. La scelta di eliminare le spore, hanno spiegato gli autori, è stata necessaria per due ragioni: la prima è quella di trovare una forma di diffusione meno invasiva e pervasiva che giustificasse la sopravvivenza della specie umana a 20 anni dall'avvio della pandemia; la seconda è la volontà di alleggerire l'aspetto visivo evitando che i personaggi avessero molto spesso il volto coperto da una maschera antigas.

JOEL, 20 ANNI DOPO

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Il salto temporale di 20 anni, nella serie, ci presenta Joel nella sua nuova quotidianità, altro elemento che sostanzialmente manca nel gioco. Prima di scoprire che l’uomo si è dato al contrabbando con la nuova compagna Tess, lo vediamo indaffarato in lavori legali come quello di raccogliere e bruciare i corpi degli infetti uccisi prima ancora di poter sviluppare i sintomi della malattia.

L’OBIETTIVO DI JOEL E TESS

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Se nel gioco Joel e Tess sono impegnati a recuperare un carico di armi che un contrabbandiere aveva promesso loro e invece ha poi venduto alle Luci, nella serie il loro obiettivo è diverso: cercano una batteria d’auto per recarsi in Wyoming a cercare Tommy, il fratello che Joel non vede né sente da quando si è unito alla ribellione. Ed è proprio cercando questa batteria e l’uomo che li ha truffati che Joel e Tess si imbattono fortuitamente in Marlene, leader delle Luci a Boston, che, come nel gioco, chiede loro di portare Ellie fuori dalla zona di quarantena.

UNA ELLIE DIVERSA

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Nel gioco conosciamo Ellie nel momento esatto in cui viene presentata a Joel. Nella serie il personaggio interpretato da Bella Ramsey viene introdotto prima, scopriamo che è prigioniera delle Luci, incatenata a un termosifone, profondamente arrabbiata. Scopriamo anche quasi subito il suo legame con Marlene, che la conosce da quando è nata e l’ha affidata alla FEDRA, l’esercito governativo, perché la tenesse al sicuro. E intuiamo da subito il suo valore, pur comprendendone solo più tardi la ragione.

INCONTRO TRA JOEL ED ELLIE

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Anche l’incontro tra Joel ed Ellie è molto diverso. Nel gioco è sostanzialmente pacifico, la ragazza appare timida e remissiva, mentre nella serie è decisamente più aggressiva. Ellie sbuca fuori all’improvviso da una porta cercando di colpire Joel per difendere Marlene, che teme sia in pericolo. D’altra parte, prima dell’arrivo di Joel e Tess, il covo del trafficante Robert è stato il teatro di uno scontro a fuoco letale proprio con Marlene e Natasha, che cercavano di portare Ellie fuori dalle mura da cui è circondato il centro di Boston.

MENO SPARATORIE

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In generale, l’azione della serie tv è meno vorticosa che nel videogame. Ci sono molte meno sparatorie e un solo scontro diretto con una guardia nel percorso che Joel e Tess fanno per trasportare Ellie fuori dal loro covo. D’altra parte, come ha spiegato Neil Druckmann, nel costruire un videogame si ha l’esigenza di coinvolgere l’utente in maniera attiva mentre in una serie tv è necessario portarlo dentro la storia con meccanismi e dinamiche diversi.

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