The Last of Us: chi è l'autore del videogame Neil Druckmann, regista di un episodio

Serie TV sky atlantic

Gabriele Lippi

Nato in Israele nel 1978 e trasferitosi negli Stati Uniti a 10 anni, ha avuto una carriera straordinaria nel settore videoludico ma ha lavorato anche su animazione e fumetti. Questa è la sua prima esperienza in una serie tv

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Una grande storia può restare tale anche quando cambia di mezzo? Quanto è possibile adattare un videogioco in un film o in una serie tv. Sono tutte domande che hanno segnato la lunga attesa per The Last of Us, la serie HBO che dal 16 gennaio arriverà in esclusiva su Sky Atlantic e in streaming solo su NOW, con il primo episodio in lingua originale alle 3 del mattino in simulcast con gli Stati Uniti, sottotitolato in italiano, mentre l’episodio doppiato sarà disponibile dalla settimana successiva. In entrambi i casi, sarà rilasciato un episodio a settimana, per nove settimane, tutti disponibili anche on demand (LO SPECIALE).

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La domanda con cui si apre questo articolo se l’è fatta anche Neil Druckmann, direttore creativo per lo sviluppo del videogioco di Naughty Dog per Play Station uscito nel 2013 e considerato all’unanimità un capolavoro dell’arte videoludica. Con una lunga esperienza nel campo dei videogame, prima da programmatore e poi da direttore creativo, e diverse escursioni nei fumetti, Druckmann è all’esordio in una serie tv di cui è co-sceneggiatore, co-produttore e regista di un episodio. Un coinvolgimento, il suo, che HBO ha ritenuto essenziale per la riuscita del progetto e che, viste le ottime recensioni ottenute dalla serie, pare proprio essere stato una scelta azzeccata.

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Neil Alan Duckman nasce in Israele il 5 dicembre del 1978 e da giovane si avvicina, grazie al fratello, al mondo di fumetti e videogame, sviluppando una particolare passione per le avventure grafiche di Sierra Entertainment e Lucas Arts. Trasferitosi negli Stati Uniti all’età di 10 anni, ha vissuto e studiato in Florida e proprio all’Università statale della Florida ha iniziato a sviluppare i suoi primi videogame. Dopo aver conseguito nel 2003 il diploma universitario in Computer Science, si trasferì a Pittsburgh per frequentare il master di Entertainment Technology all’Università di Carnegie Mellon. Durante questo periodo sviluppò con il collega Alan Blomquist il gioco Dikki Painguin in: TKO for the Third Reich per Nintendo.

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L’incontro che gli cambiò la vita avvenne alla Game Developers Conference con Jason Rubin, co-fondatore della Naughty Dog. Nel 2004 entrò nell’azienda come stagista programmatore per poi venire assunto a tempo pieno. Sviluppò i giochì Jak 3 e Jak X: Combat Racing e, fuori dall’orario di lavoro, si impegnò per presentare i suoi progetti di design e ottenere il trasferimento tanto agognato nel design team, un risultato che ottenne di lì a poco, quando venne nominato designer per Uncharted: Drake’s Fortune, primo capitolo della fortunata saga recentemente adattata al cinema in un film con Tom Holland protagonista. La sua carriera in Naughty Dog non si è più arrestata e nel 2013 è arrivato The Last of Us, il suo primo titolo realizzato da direttore creativo, il 9 marzo del 2018 è stato nominato vicepresidente di Naughty Dog.

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Pluripremiato come autore di videogame, Druckmann ha avuto altre esperienze narrative. Nel 2009 ha lavorato al cortometraggio animato Uncharted: Eye of Indra; nel 2010 è uscito il suo graphic novel, A Second Chance at Sarah, in cui immaginava di poter viaggiare indietro nel tempo per incontrare sua moglie in età più giovane. Ha poi realizzato col fumettista Faith Erin Hicks la serie a fumetti The Last of Us: American Dreams, un prequel del videogioco che racconta l’infanzia di Ellie.

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Come già detto, The Last of Us è la sua prima serie tv e lo vede impegnato in qualità di co-autore, co-produttore e regista del secondo episodio. Intervistato da Comicbook sulla sua prima esperienza sul set, Druckmann ha raccontato le sue impressioni: “Quando abbiamo girato il primo episodio ero solo produttore e ho avuto modo di vedere il processo. La prima cosa che mi ha sorpreso è vedere quanto sia simile. Sai, lavorare con gli attori è lavorare con gli attori. Lavorare con le sceneggiature è molto simile. La direzione artistica nel complesso è molto simile”. Poi però ha parlato anche di alcune importanti differenze: "La grande differenza è l'ordine in cui vengono svolte le operazioni. Nel videogioco, quando lavoriamo sulla fase di motion capture, potrebbero volerci mesi o anni prima di vedere quella scena completata. Solo allora possiamo pensare alle angolazioni della telecamera, ai costumi e agli effetti speciali. Qui bisogna pianificare tutto in anticipo, perché una volta che si dice 'azione', quello che si vede nell'inquadratura è più o meno quello che si vedrà nello show. Quindi c'è molta più preparazione in anticipo, una preparazione davvero meticolosa”.

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