Vikings 6B, la recensione della parte finale della serie tv, disponibile su Sky

Serie TV sky atlantic

Marco Agustoni

Dal 7 aprile arrivano su Sky Atlantic gli episodi conclusivi della serie tv (anche on demand e in streaming su NOW), ma da giovedì 1 aprile su on demand saranno disponibili TUTTE le stagioni complete, e Sky Atlantic +1 trasmetterà una mega maratona di tutta la serie fino a giovedì 8: ecco la recensione della seconda metà dell’ultima stagione di Vikings. ** ATTENZIONE: SPOILER **

Vikings 6b: la resa dei conti per i figli di Ragnar

Che sia davvero giunto il momento del Ragnarok, la battaglia finale che nella mitologia norrena contrapporrà l’ordine al caos, per portare alla distruzione (e rinascita) del mondo? Forse no, almeno non per il momento. Ma i figli di Ragnar Lothbrok – almeno quelli ancora in vita – si trovano senza dubbio di fronte a un crocevia.


Con la seconda metà della sesta stagione di Vikings, i cui ultimi episodi andranno in onda su Sky Atlantic a partire dal 7 aprile (e saranno disponibili anche on demand e in streaming su NOW), si conclude infatti la serie tv di culto che nel corso degli ultimi anni ha portato su schermo le gesta dei grandi eroi vichinghi (pur con qualche licenza poetica, come spieghiamo in questo articolo). Ma c'è di più: da giovedì 1 aprile saranno disponibili on demand tutti (tutti!) gli episodi, e Sky Atlantic +1 diventerà un pop-up channel dedicato allo show creato da Michael Hirst fino a giovedì 8, con tutte (tutte!) le stagioni complete.

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Al termine della cosiddetta stagione 6A, Bjorn e Harald avevano unito le forze per respingere l’invasione di Kattegat da parte dei Rus’ comandati da Oleg il Profeta e da Ivar. Al culmine della cruenta battaglia, il Senza Ossa infilzava con la spada in maniera mortale il fratellastro maggiore e, grazie alla sua astuzia, guidava gli invasori alla vittoria.


I nuovi episodi di Vikings ricominciano immediatamente dopo questi avvenimenti, riportandoci subito nel vivo dell’azione. Chi volesse trovare un resoconto completo di quanto avvenuto finora nella serie tv, con anche un breve riassunto degli ultimissimi episodi della sesta stagione, può trovare tutto qui. Di seguito, invece, la recensione della stagione 6B di Vikings.


Chi infine preferisse seguire man mano la vicenda su Sky Atlantic e volesse evitare anticipazioni non richieste, faccia attenzione, perché seguono SPOILER.

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Meglio dirlo un'altra volta, a scanso di equivoci: da qui in avanti ci sono SPOILER su tutta la stagione 6B!!

Vikings 6b: la recensione del finale della serie tv

Gli ultimi dieci episodi di Vikings avevano un compito tutt’altro che facile: portare a compimento le traiettorie narrative ancora in piedi e tirare le fila di tutta quanta la serie tv, facendo onore a Ragnar, Lagertha, Rollo e a tutti gli altri amatissimi personaggi che hanno popolato le prime stagione dello show creato da Micheal Hirst.


Si parte subito con un colpo di scena non indifferente: Bjorn, per quanto in fin di vita, è tutt’altro che morto. Ed è disposto a far ricorso anche all’ultimissimo briciolo di energia che ha in corpo pur di uscire di scena da vero vichingo.

 

In questo senso Vikings 6B si apre in maniera magistrale, consegnandoci un’altra grande uscita di scena, degna di quella riservata solo pochi episodi prima a un altro dei personaggi portanti della serie tv, la leggendaria shield maiden Lagertha.

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Al fratellastro Ivar spetta una morte altrettanto dignitosa durante la battaglia contro le truppe del Wessex capitanate da un Alfred che da giovane re incline alla pace è costretto a trasformarsi in un vero condottiero. Il Senza Ossa si congeda dal pubblico nel corso di una sequenza quasi mistica, in cui i combattimenti diventano una sorta di estensione dei suoi stati mentali, con i guerrieri ridotti a marionette nelle sue mani.


Ivar va incontro al suo destino consapevole di essere condannato alla sconfitta, ma non per questo si tira indietro. Ma mai come in questi ultimi episodi il più temibile dei figli di Ragnar ci appare come umano. E non solo grazie al suo “percorso di redenzione” nelle terre dei Rus’, dove riesce a portare alla vittoria il suo pupillo Igor ai danni del folle Oleg.


Ad accorgersi che Ivar è cambiato è anche suo fratello Hvitserk, che gli comunica questa impressione a parole. Il legame di amore e odio fra i due si fa più stretto man mano che si avvicina la fine. E quando per Ivar arriva il momento di raggiungere il Valhalla, è proprio Hvitserk a decretare che il nome del Senza Ossa sarà ricordato per sempre.

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La parabola discendente, da dio a uomo, di Ivar, culmina nel pianto non più trattenuto e nella confessione della propria paura al fratello. Ma Hvitserk rassicura il condottiero che ha seminato caos e paura dall’Ucraina all’Inghilterra: non rivelerà a nessuno questo loro segreto.


In quanto a Hvitserk, il più tormentato dei fratelli trova finalmente la pace. Prima riceve una compassionevole visita della dea norrena della giovinezza, Idun. Poi, morto il fratello e respinti i vichinghi dall’Inghilterra, si concede un nuovo inizio come uomo di chiesa alla corte dello stesso Alfred, scegliendo come nome di battesimo Athelstan.


Gli archi narrativi dei principali protagonisti di Vikings rimasti in Scandinavia e dintorni, re Harald compreso, trovano un loro dignitoso compimento: da questo punto di vista, il finale della serie tv non tradisce le aspettative. Al cospetto delle vicende di Bjorn, Ivar e compari, gli intrighi di corte a Kattegat, che vedono prima Gunnhild e Ingrid, poi Ingrid ed Erik impegnati a contendersi il trono, appaiono invece in un certo senso come dei semplici riempitivi, ma forse sono solo indicativi dell'inevitabile declino a cui andrà incontro da lì in avanti la civiltà norrena, dopo l'apice raggiunto con Ragnar ei suoi discendenti.

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Il merito principale di questo finale di stagione di Vikings, in ogni caso, consiste nel dare un senso compiuto all’arco di trama dedicato alle grandi esplorazioni che nel tempo hanno portato i vichinghi a colonizzare l’Islanda e la Groenlandia e addirittura a toccare le coste del Nord America.


Se nelle precedenti stagioni questa sottotrama aveva rischiato a tratti di perdersi, con l’arrivo di Ubbe e Torvi nel Nuovo Mondo è come se anche la narrazione avesse riacquistato la bussola. Mollato il dimenticabile Kjetill a delirare in groppa a una carcassa di balena in Groenlandia, gli ultimissimi episodi traggono linfa vitale da questo cambio di scenario.


E, con il colpo di scena del ritrovamento di Floki, Ubbe può chiudere il cerchio della serie tv che in questi anni ci ha fatto appassionare alla storia vichinga, trasportandoci in un incredibile viaggio dalla Scandinavia fino al Nord America, passando per la penisola arabica, l’Ucraina, la Francia, l’Inghilterra e innumerevoli altri luoghi, e facendoci innamorare di Ragnar, Lagertha, Athelstan, Bjorn, e di tutti gli altri personaggi di questa grande saga. Una serie da vedere e rivedere, un vero e proprio cult.

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