Raised by Wolves, la recensione dei primi due episodi della serie tv

Serie TV sky atlantic

Linda Avolio

Ecco cos'è successo nei primi due episodi della prima stagione di 'Raised by Wolves - Una nuova umanità', in onda su Sky Atlantic il lunedì sera alle 21.15 (la serie è disponibile on demand e in streaming su NOW TV). ** ATTENZIONE: SPOILER **

Raised by Wolves, cos'è successo nel primo episodio

Ventiduesimo secolo. Su un desolato pianeta chiamato Kepler-22b atterra, non senza qualche difficoltà, un piccolo modulo per il viaggio intergalattico. Dentro ci sono due androidi, Madre e Padre. La minuta navicella scivola dentro un profondissimo ed enorme buco nel terreno, ma gli androidi si salvano. Con loro hanno la strumentazione necessaria per allestire un riparo, una sorta di “bolla”…e per creare dodici esseri umani. Si parte con i primi sei, degli embrioni posizionati in dei contenitori con dentro una sostanza viscosa e trasparente che vengono collegati direttamente a Madre tramite dei tubicini attraverso cui passerà il nutrimento necessario per il loro sviluppo. Cosa che infatti avviene. 

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Raised by Wolves - Una nuova umanità, dove vedere la serie tv

A fine “gestazione,” Padre raccoglie i neonati, ma uno, il numero sei, non respira. Per sua fortuna, Madre, stranamente emotiva, lo stringe a sé prima di salutarlo per sempre, e mentre mormora una melodia ecco il miracolo: il piccolo Campion – così verrà chiamato, in onore del creatore dei due genitori artificiali – dà segni di vita. L’avventura su Kepler-22b prosegue dunque anche per lui, ma non per il secondo gruppo di sei embrioni, purtroppo non vitali per motivi che non ci vengono spiegati. Ma per quale motivo Madre e Padre sono stati mandati in quel posto? E da chi? A inviarli lì è stato lo scienziato-hacker Campion Sturges, e il loro è un compito non da poco: creare una nuova umanità. La Terra, infatti, è stata devastata da una lunga e terribile guerra tra due fazioni contrapposte e inconciliabili: da una parte gli atei militanti, fedeli solamente alla scienza, dall’altra i seguaci del culto di Sol, i mitraici.

 

Passano gli anni, la colonia cresce, alla bolla iniziale si affiancano una dimora incastonata nella roccia, un campo coltivato con delle specie di zucche, e due silos in pietra. Madre e Padre, che nel loro codice hanno come obiettivo primario la cura dei loro pargoli, vanno d’amore e d’accordo (figurativamente parlando), e tutto sembra andare per il meglio. Ma così non è. Anzitutto perché, uno dopo l’altro, i bambini cominciano a morire a causa di una misteriosa malattia (tranne la povera Tally, che a un certo punto, come richiamata da qualcosa, si avvicina troppo al bordo del precipizio, cadendoci dentro). E poi perché è evidente che Kepler-22b potrebbe non essere disabitato. Non si tratterà degli enormi serpentoni che devono aver scavato i buchi nel terreno – in giro ci sono solamente ossa riconducibili a loro, nulla fa pensare che la specie sia ancora in vita –, ma qualcosa c’è. 

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Dopo dodici anni sono rimasti soltanto due ragazzini, Campion e Spiria, ma a un certo punto la seconda si ammala e muore. Padre, che si rende conto che Campion rischia di restare solo nel caso in cui lui e Madre dovessero smettere di funzionare per qualche motivo, decide di provare ad accedere alla navicella su cui sono arrivati più di un decennio prima. La piccola astronave, infatti, è effettivamente caduta in uno degli enormi buchi presenti nel terreno, ma è rimasta incastrata. Forse è ancora funzionante, e forse sarà possibile mettersi in contatto con qualcuno…con altri esseri umani. L’Arca dei mitraici, infatti, sta sorvolando il pianeta, e magari loro potrebbero prendersi cura del ragazzino. Meglio con i seguaci di Sol che senza il lavaggio del cervello della religione ma costretto a morire in solitudine.

 

Di nascosto da Madre – che è assolutamente contraria, perché Campion deve crescere da ateo, non deve essere corrotto dalle follie della fede –, Padre va dunque a calarsi nel vuoto. Campion lo scopre e lo segue, promettendo di non dire nulla. L’impresa, però, non va a buon fine. Intanto Madre – che sta effettivamente avendo degli episodi di malfunzionamento dovuti, così parrebbe, dal dolore per la perdita dei “figli” – durante una specie di seduta di meditazione si vede volare sopra una città devastata dalla guerra. E’ sulla Terra, il conflitto è in pieno svolgimento…e lei ha un aspetto decisamente diverso… Si tratta forse di memorie?

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Preoccupato dallo stato di Madre, Campion si lascia sfuggire quanto lui e Padre hanno tentato di fare. Madre non la prende bene, e dopo un breve combattimento strappa dal petto del “collega” il blocco di alimentazione, di fatto disattivandolo in maniera definitiva. Campion è distrutto quando apprende del malfunzionamento e dello spegnimento di Padre, ma qualcosa non gli torna. Di nascosto, si cala nel buco e raggiunge la piccola astronave. La sua presenza sembra riattivare la navicella, che riceve un segnale dall’Arca. A riattivarsi, però, sono anche i motori, e va a finire che il mezzo, vibrando, scivola inesorabilmente verso il basso. Il giovane umano si salva per un pelo. Tornato in superficie, trova Madre a terra, senza forze, e si sdraia accanto a lei. La mattina successiva, i due vengono svegliati da delle voci: alcuni soldati mitraici sono stati inviati su Kepler-22b dopo che l’Arca ha ricevuto un segnale proveniente da lì. A guidare il gruppo è il comandante Marcus, che si presenta a Madre e che riesce a convincerla a offrire loro cibo e riparo per la notte. 

 

Campion è incuriosito, e la cosa preoccupa molto Madre: se i seguaci di Sol dovessero stabilirsi sul pianeta, la sua missione andrebbe incontro a un fallimento certo. Di notte, Marcus e gli altri, che si sono ovviamente accorti della vera natura della loro ospite, decidono di portare il ragazzino con loro: non possono lasciarlo lì. Madre, però, ha altri piani: utilizzando dei poteri finora nascosti, emette dei suoni così laceranti da far esplodere le teste degli sventurati. Marcus riesce a fuggire e a raggiungere la scialuppa mitraica, ma Madre, che nel frattempo ha assunto le sembianze che aveva nel suo sogno/ricordo, lo raggiunge volando. Lo getta fuori dalla piccola astronave, cambia nuovamente volto, prendendo ovviamente il suo, e si mette in viaggio verso l’Arca.

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Raggiunta la nave madre, ricomincia a emettere nuovamente i suoni mortali, uccidendo chiunque si trovi sul suo cammino. Dopo aver fatto irruzione nella sala comandi, dopo aver cambiato le coordinate di navigazione, e dopo essersi bendata gli occhi, prende con sé cinque ragazzini e sale sulla scialuppa. Mentre l’Arca si schianta al suolo su Kepler-22b sotto gli occhi di Campion, l’androide vola verso casa con i suoi nuovi “figli,” a dir poco terrorizzati. Hunter, Tempest, Holly, Paul e Vita non hanno idea di cosa li attende. Intanto Marcus, sopravvissuto all’attacco di Madre, è costretto ad assistere impotente al terribile incidente: chissà se sua moglie e suo figlio sono sopravvissuti?

 

Raised by Wolves, cos'è successo nel secondo episodio

Boston, 2145. Sulla Terra, la guerra tra atei e mitraici è in pieno svolgimento. Nel cielo volano le letali negromanti, mentre sul suolo si combatte a colpi di arma da fuoco. Due soldati atei, Caleb e Sue, trovano un convoglio di nemici distrutto da una bomba e dalle fiamme. Fortunatamente l’androide che era a bordo è ancora funzionante. Al sicuro all’interno di un edificio a quanto pare completamente abbandonato, Caleb scopre che il robot umanoide è un modello speciale: si tratta infatti di un modello medico, e dentro di sé ha i dati anagrafici e biometrici relativi agli eletti che avranno l’onore di salire sull’Arca e di lasciare quell’inferno nella speranza di un futuro migliore.

 

E’ l’occasione perfetta per andarsene da lì, per lasciarsi alle spalle una guerra ormai persa. Sue inizialmente non è molto convinta, ma si lascia persuadere dal suo compagno: si faranno operare al volto dall’androide, e una volta assunte le sembianze di due mitraici, il capitano Marcus Drusus e sua moglie Sue, si imbarcheranno. E saranno salvi. Ovviamente ritrovarsi con un volto diverso è un’esperienza abbastanza scioccante, soprattutto per Mary, ma Caleb è perentorio: o questo, o la morte. Prima di salire sull’Arca, però, c’è un’ultima cosa da fare: uccidere i veri Marcus e Sue. Detto, fatto: i due, colti alla sprovvista, hanno giusto il tempo di iniziare la preghiera a Sol, ma il loro destino è segnato. In quel momento, però, Caleb e Mary scoprono qualcosa di imprevisto: la coppia a cui hanno rubato il volto ha un figlio, il dodicenne Paul.

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Ma ormai non si può più tornare indietro: presso il punto di ritrovo per l’imbarco, i due atei conoscono il ragazzino, che ovviamente non ha idea di trovarsi di fronte a due impostori. Sull’Arca, al momento di entrare in stato di “ibernazione,” Paul è agitato. A calmarlo ci pensa “sua madre,” che gli promette che andrà tutto bene. Anche suo padre lo rassicura: Sol penserà a farli arrivare sani e salvi a destinazione. Mary (da qui in avanti Sue) abbraccia quel figlio non previsto, ed è evidente che qualcosa in lei ormai si è smosso. Anche Caleb (da qui in avanti Marcus), però, non sembra indifferente a questa sorpresa.

 

Torniamo nel presente, su Kepler-22b. Per prima cosa, Madre sostituisce i suoi occhi con quelli dell’androide arrivato con i soldati mitraici il giorno prima: in questo modo non correrà il rischio di attivare le sue letali doti nascoste (a quanto pare il “pulsante” per trasformarsi in negromante si trova nei bulbi oculari). Poi riattiva Padre, che ci è rimasto un po’ male per essere stato ucciso, ma che, alla fine, accetta le sue scuse e decide di aiutarla, anche perché ci sono altri cinque ragazzini di cui occuparsi. Come gesto di apertura, per dimostrargli che si fida di lui, Madre decide di mostrargli il luogo dove ha nascosto i suoi occhi originali, sotto il pavimento della bolla che hanno usato come primo insediamento, precisamente sotto il tavolino dove sono raccolti i suoi oggetti preziosi, tra cui i ricordi dei suoi cinque figli morti.

 

Intanto Hunter, Tempest, Holly, Paul e Vita, completamente spiazzati, si chiedono cosa diavolo stia succedendo. Campion è preoccupato che Madre possa di nuovo trasformarsi in una macchina di morte, ma Padre, tornato attivo per la sua gioia, lo rassicura: non accadrà. Poi Madre, con i suoi nuovi occhi, spiega ai suoi “nuovi figli” che in quella casa non è ammessa la religione, dunque niente preghiere e niente medaglioni di Sol, prontamente ritirati. Per adesso staranno lì, poi, quando si saranno abituati alla loro nuova vita, si sposteranno nella zona tropicale, sicuramente meno ostile a livello climatico.

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Il giorno successivo, Campion spiega ai “fratelli” i segreti dell’agricoltura, ma Hunter non ha intenzione di stare al gioco: Madre è una negromante, spiega agli altri, un androide costruito per lo sterminio di massa durante la guerra, e in quanto tale non prova nessuna emozione. Soprattutto, non ci si può fidare di lei. Dovrebbero fuggire, ma Tempest, che non sembra poi molto credente, lo rimette a posto: lasciare quel luogo significherebbe andare incontro a morte certa. Ad ogni modo, i giovani mitraici si riuniscono in preghiera, e Campion non può fare altro che guardare.

 

A cena, Madre si accorge che Tempest ha qualcosa di strano. La porta nella bolla, e lì le rivela di essersi accorta che dentro di lei battono due cuori. La ragazzina, infatti, è incinta. Purtroppo, la sua è una storia triste: è stata violentata durante l’ibernazione da un alto sacerdote che è riuscito non si sa come a risvegliarsi. Ecco da dove arriva il suo livore nei confronti del culto a cui appartiene. La ringrazierebbe per aver distrutto l’Arca, se non fosse che avrebbe voluto vederlo morire durante la sua esecuzione…

 

Di notte, mentre Padre pattuglia il perimetro e prepara qualche barzelletta per i nuovi arrivati, all’improvviso si sente un rumore. Allora è vero, su Kepler-22b ci sono altre forme di vita oltre a loro. Si tratta di inquietanti creature a quattro zampe, pelle e ossa ma velocissime. Madre si attiva immediatamente…ma i suoi occhi non ci sono più! Padre nega ogni accusa: non è stato lui, ma forse sa chi è il colpevole. Anche Campion nega, ma quando Padre lo scuote vigorosamente mentre gli ordina di dare a Madre i suoi occhi, ecco che dalle sue logore vesti cade un sacchettino con dentro i due bulbi oculari. La trasformazione in negromante arriva giusto in tempo: i ragazzi sono salvi, ma quel posto è decisamente meno sicuro del previsto. 

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Nel frattempo Marcus, per superare la gelida notte che lo attende, si sdraia praticamente sul bordo di uno degli enormi buchi di cui è disseminato il pianeta, nella speranza di scaldarsi un po’ (dal ventre di Kepler-22b, infatti, arriva del calore). E’ lo stesso buco dove è caduta l’astronave di Madre e Padre. E’ lo stesso buco dove è caduta Tally. Trova una corda, e per sicurezza si lega a una roccia. Buona idea: a notte fonda, infatti, viene urtato da una creatura e cade nel vuoto, ma si salva. Batte però la testa contro la parete, perdendo i sensi. Fortunatamente per lui viene ritrovato di lì a poco da alcuni soldati mitraici sopravvissuti all’incidente dell’Arca che lo portano al loro accampamento. Anche lui, come i giovani rapiti da Madre, non ha idea di cosa l’attende.

 

Raised by Wolves, il commento ai primi due episodi

Lunedì 8 febbraio su Sky ha debuttato la prima stagione di Raised by Wolves – Una nuova umanità, la serie tv creata da Aaron Guzikowski e prodotta da Ridley Scott, e diciamo che questa seconda cosa si nota “giusto un pochino” fin da subito, dall’arrivo su Kepler-22b, il misterioso pianeta dove è ambientato lo show, che potrebbe tranquillamente essere LV-223, la luna del gigante gassoso Calpamos, cioè il luogo dove si svolgono le vicende di Prometheus. E’ evidente che la presenza di Scott (che tra l’altro dirige i primi due episodi) è destinata ad avere un impatto fondamentale, e non solo a livello estetico e di messa in scena, ma anche, soprattutto, a livello di tematiche, come avremo modo di vedere da qui in avanti. Ma andiamo con ordine.

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Raised by Wolves parte con due episodi decisamente introduttivi, specialmente il primo, e non potrebbe essere altrimenti, un po’ perché ci sono tanti personaggi da conoscere, un po’ perché ci sono tante cose che sono successe nel recente passato e che devono necessariamente essere esposte per poter comprendere appieno ciò che stiamo vedendo. Ci riferiamo ovviamente alla guerra tra atei e mitraici, ma anche alla storia di Caleb e Mary, abituati a bastarsi a vicenda e intenzionati a fuggire dall’inferno della guerra a ogni costo, e che, alla fine, si ritrovano invece con un figlio preadolescente (un affarone, insomma, non vedevano l’ora di ritrovarsi quel carico di responsabilità oltre al fatto di dover fingere di essere altre persone!). Restiamo invece in attesa di scoprire come Madre è diventata Madre, ma sicuramente a breve arriverà qualche flashback che ci illuminerà a riguardo.

 

Per il resto, la serie tv prodotta da Scott è un bel calderone di ambientazioni post apocalittiche, di futuro distopico, e di tematiche care non solo al regista inglese, ma in generale a una larga fetta del genere sci-fi, a cui Raised by Wolves appartiene in pieno. Tra queste, giusto per fare qualche esempio, abbiamo: lo scontro tra scienza e religione; il confronto tra essere umano ed essere artificiale; la domanda delle domande, cioè cosa significa essere umani; i viaggi intergalattici e l'esplorazione di nuovi mondi; l’eterna ripetizione della Storia, seppur con le dovute varianti, e dunque, come inevitabile conseguenza, l’eterno ripetersi dei soliti errori; il terrore dell’ignoto; il mostruoso come incarnazione delle nostre paure più profonde.

 

Poi ci sono le vagonate di simbolismo e di riferimenti religiosi (e non solo). Anche in questo caso, ne citiamo giusto alcuni: i numerosissimi riferimenti biblici, tra cui Madre e Padre come novelli Eva e Adamo, i dodici feti come i dodici apostoli, Campion, unico sopravvissuto, a metà tra il Gesù il Salvatore per eccellenza e Giuda il traditore per eccellenza, Kepler-22b che è una sorta di Giardino dell’Eden (anche se decisamente meno rigoglioso e decisamente più inquietante!), i resti dei serpentoni; i riferimenti alla mitologia greca, per esempio quando Madre dice di chiamarsi Lamia; l’evidente derivazione cristiana del culto di Sol e il fatto che i seguaci si facciano chiamare mitraici, ed è subito mitraismo; il culto del Sole come entità portatrice di vita e calore; le divise dei mitraici, in particolare quelle del soldati, che ricordano quelle dei cavalieri templari; la spasmodica attesa, da parte dei seguaci di Sol, di un bambino che li salverà, il Profeta. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

 

Infine, due parole sul cast, che ci ha convinto pienamente. Su Travis Fimmel non c’è da dire molto in realtà: lo conosciamo tutti come Ragnar Lothbrok (nella serie cult Vikings), dunque è inevitabile ripensare al vichingo che è stato anche quando lo vediamo indossare i panni (bugiardi) del seguace di Sol. Il taglio di capelli – un mullet rivisitato, ma non meno osceno dell’originale, cliccate qui e rifatevi gli occhi! – non aiuta a creare la giusta distanza dal suo celebre antenato seriale, ma siamo sicuri che il buon Travis saprà farsi valere come si deve anche senza ascia e corno pieno di sidro!

 

Veramente degne di nota invece le performance della danese Amanda Collin e del britannico Abubakar Salim, rispettivamente Madre e Padre, due androidi colpiti da una malattia molto pericolosa: i due, infatti, non dovrebbero, eppure sembrano essere in grado di provare sentimenti ed emozioni. Il che, sicuramente, sarà un bel problema da qui in avanti. Poco sviluppati, per ora, i ragazzini mitraici, che comunque avremo modo di conoscere in maniera più approfondita più avanti, mentre il Campion del giovanissimo Winta McGrath è un character dai tratti decisamente definiti. Sveglio, determinato al limite della cocciutaggine, coraggioso, ma anche gentile e capace di forte empatia, l’unico sopravvissuto della colonia originale di sicuro ci riserverà grosse sorprese.

Raised by Wolves, il cast

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Amanda Collin è Madre

Abubakar Salim è Padre

Winta McGrath è Campion

Travis Fimmel è Marcus

Niamh Algar è Sue

Sienna Guillory è Mary

Jack Hawkins è Caleb

Jordan Loughran è Tempest

Felix Jamieson è Paul

Ethan Hazzard è Hunter

Aasiya Shah è Holly

Ivy Wong è Vita

Matias Varela è Lucius

Cosmo Jarvis è Campion Sturges

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