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The New Pope, la recensione dell'episodio 4

Serie TV sky atlantic

Paolo Nizza

Da Marilyn Manson all'8 per mille alla Chiesa, dallo sciopero delle suore all'irresistibile balletto del Cardinale Assente (Maurizio Lombardi), la quarta puntata di The New Pope vede il primo incontro tra Giovanni Paolo III (John Malkovich) e i seguaci di Pio XIII (Jude Law): leggi la recensione.

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John Malkovich, un papa diviso tra Marilyn Manson e Jude Law

Anche i ricchi piangono. Parimenti alle umbratili e celeberrime gothic star. Anticristi dal rossetto nero e dagli occhi bistrati, entusiasti di mostrare al Santo Padre il cellulare con le foto del grazioso nipotino. Sin dall’incipit, il quarto episodio di The New Pope mostra l’inaspettato, l’imprevedibile, l’imponderabile. Al netto dei crudeli segni del tempo, con un’autoironia mediamente aliena alle celebrity di ogni risma, Marilyn Manson scherza volentieri su sé stesso. Musicista senza memoria a breve e medio termine. Stiloso metallaro che confonde Pio XIII con Giovanni Paolo III. Presunto satanista, in realtà essere umano assai garbato. Un artista arguto che consiglia al Santo Padre di far visita a Lenny Belardo, pontefice in coma da mesi in una clinica veneziana. Deliziosi e puntuali a compendio del delizioso prologo partono i titoli di testa. Le danze delle giovani novizie risultano sempre più maliziose e acrobatiche, tra spaccate, sedie e vertiginose alzate di coscia scandite dalla strofa:” You can call me the good time girl.”

Tra Young Pope e The New Pope: storia di due Papi 

Il doppelganger, il doppio, lo specchio, si riflettono con prepotenza pure in questa puntata. Il Capo della Chiesa, pungolato da Marilyn Manson, decide a sorpresa di far visita a Pio XIII . Una trasferta doverosa e financo pericolosa. Certo, trattasi di visita senza fotografi pronti a immortalare i due Papi in unico scatto. La cronaca giornalistica documenterà esclusivamente l’arrivo e la partenza del Santo Padre. Un viaggio a Venezia, che i soloni dello storytelling definirebbero Deferenza Potenza, per usare le parole di Sofia, sempre più fascinosa e intelligente, una sorta di Grillo Parlante in tacchi a spillo, le cui frasi sono, spesso e volentieri una letale e seducente sentenza.

Tra macchine ospedaliere e camici bianchi, John Malkovich tiene la mano di Jude Law, destinato, secondo il parere dei medici a non svegliarsi mai più. Insomma, un coma irreversibile e per certi versi rasserenante come uno Xanax per il Nuovo Papa. Se non che, sulle note di “Should I” di Arum Rae, la vestale degli idolatri di Pio XIII (Kika Georgiou), con la consueta felpa rossa da ultra di Lenny bisbiglia all’orecchio del nuovo Pontefice qualcosa che, al momento, non ci viene svelato. Un altro mistero tra i misteri. Ciò che sappiamo è che ancora una volta l’autorità di Giovanni Paolo III non si è trasformata in autorevolezza.

Scioperare stanca, parola del Cardinal Voiello

“Neve, insegnami tu come cadere”, cantano Giorgia e Marco Mengoni. E Don Luigi Cavallo prende alla lettera la strofa del talentuoso duo per prostrarsi alla presenza del Cardinal Voiello, visto che non ha potuto arrestare lo sciopero indetto dalle suore di clausura. Si sa: dall’etereo alla fanghiglia è un passo. Le monache hanno occupato la Cappella Sistina. Il consueto muro di gomma non ha arrestato la loro protesta. E alle suore non bastano più i duecento euro per mandare la madre di Lisette a Lourdes. Capitanate dalla reverenda madre interpretata da Kiruna Stamell, le monache pretendono rispetto sociale, morale, economico. Un riconoscimento per il lavoro svolto. Essere più vicini al cuore della chiesa, partecipare a una ministerialità più attiva con inclusa la somministrazione dei sacramenti. Circondato da un’epifania di merchandising della squadra di calcio del Napoli, il cardinale Angelo Voiello gioca di rimessa, e grazie alle informazioni carpite attraverso una capillare operazione di spionaggio riesce ad arginare gli attacchi delle suore di clausura. Il porporato partenopeo non passa mai di moda, come le barrette kinder.

The New Pope: Soldi, Sesso e Santità

Il danaro e l’erotismo, come il serpente biblico, attraversano questo quarto episodio di The New Pope. Il governo italiano, con in testa il ministro dell'Economia Guicciardini (Claudio Bigagli), vorrebbe revocare l’otto per mille alla Chiesa. Per il Vaticano significherebbe la fine dei giochi, la povertà. Ma lo Stato Pontificio ha un asso nella manica nella persona del Cardinal Spalletta (Massimo Ghini). L’alto prelato, che al ricatto preferisce la benevolenza e che tiene in un pugno il nuovo Papa perché conosce il suo segreto, suggerisce a Giovanni Paolo III di nominare Tomas Altbruck, il marito di Sofia, capo della struttura economica vaticanense. Il calvo faccendiere sa come rimediare la cifra necessaria al Governo Italiano. Insomma, il Cardinal Spalletta (nominato segretario privato del pontefice e responsabile della creatività) si occuperà dei miasmi del corpo. Giovanni Paolo III, invece, seguirà a perdersi nei profumi dello Spirito.

Tuttavia il richiamo dei sensi si sente anche sotto la tonaca. Lo sa bene il Cardinal Gutierrez (Javier Cámara). Accompagnato dalla canzone “Questo corpo,” cantata da La rappresentante di Lista, Bernardo cede alle lusinghe di un aitante giovanotto bruno di nome Freddie. Allo stesso tempo, in una superba sequenza Sofia continua i propri giochi erotici con il marito, tra un tacco a spillo e un casalingo Glory Hole. Persino Esther, infine, ha deciso di concedersi allo sfortunato e deforme figlio dell’avvocatessa. Tra nudità e confessioni, tra desideri e rimozioni, The New Pope ammette di pascolare nel giardino sempre verde del peccato. Giovanni Paolo III vede, capisce e conosce le proprie colpe e quelle altrui. Ma in fondo, che importa. Basta che l'orchestrina suoni, mentre Paolo Conte canta e Il Cardinal Assente (Maurizio Lombardi) danzia per comprendere che “Ride la stella Aldebaran, ride e fa to be to be to be or not to be."