Odissea, i costumi e i significati simbolici nel film di Christopher Nolan. FOTO
"Odissea" di Nolan è un'opera stratificata, nella quale ogni elemento concorre alla trasmissione del messaggio finale: il viaggio all'interno di se stesso, attraverso quello fisico verso casa, di un uomo, Ulisse, consumato dai suoi dilemmi morali e dall'apprensione per la fine imminente della civiltà. I costumi, come sempre nel grande cinema d'autore, non sono puro espediente estetico ma elementi chiave per capire i personaggi e definire meglio la storia
A cura di Vittoria Romagnuolo
Odissea di Nolan è un'opera completa dove anche i costumi, firmati dalla statunitense Ellen Mirojnick, concorrono al racconto attraverso elementi visivi chiari e, tutto sommato, piuttosto semplici. Il regista e la costumista non hanno voluto strafare. Nolan non voleva cadere nel cliché del kolossal grandioso, sul modello di quelli classici con spade e sandali. La storia è antichissima, trasmessa oralmente, si prestava dunque a interpretazioni fantasiose. I costumi dovevano essere essenziali, poveri, se necessario, nei tessuti ma non nel significato.
Odissea, la recensione del film di Christopher Nolan: Omero e l’epica della fragilità
Odissea, il viaggio di Ulisse, è un viaggio percepibile nei costumi, nella loro usura, nel loro disfacimento nei lunghi anni lontano da Itaca del protagonista e dei suoi compagni. Il guardaroba degli attori, realizzato con tessuti naturali, pelle e bronzo (presente nel periodo miceneo, intorno al XII secolo a.C.), muta nel tempo, invecchia, si macchia col sangue della guerra, col sole e col sale del Mediterraneo. In altri termini, si evolve, coi personaggi e lo sviluppo del film.
Odissea, il cast racconta com'è stato girare il film di Christopher Nolan. VIDEO
Il mutamento più evidente dei costumi è quello che riguarda gli abiti del protagonista Matt Damon, sempre più logori, addirittura quasi scomparsi quando si mette in viaggio a torso nudo dopo la permanenza nell'isola di Calypso (dove, a un certo punto, indossa abiti del colore di quelli della sua salvatrice e carceriera, che indicano come lui sia una "proprietà" di lei). Ulisse, inoltre, usa gli abiti per nascondere la sua identità quando torna a Itaca, già in Omero gli abiti per lui hanno un ruolo essenziale
I migliori film con Matt Damon, da Will Hunting all'Odissea di Nolan. FOTO
Uno sguardo alle armature di bronzo di Ulisse rende l'idea di come Nolan e Mirojnick abbiano concepito l'uso di questo materiale essenziale in un film di battaglia. La costumista ha detto a Vogue: "Ogni costume doveva portare la sensazione di quel mondo. L'estetica riguardava la consistenza e il peso e l'erosione della lavorazione. Volevamo che sembrasse davvero che fosse stato estratto dalla terra”.
Il senso attribuito alle armature di Ulisse e dei suoi sventurati compagni è ancora più evidente quando sullo schermo compare, ad esempio, l'armatura imponente di Agamennone, il re di Micene. Il comandante dell’esercito acheo indossa corazza e elmo futuristici, volutamente non accurati da un punto di vista storico, abbelliti da decorazioni scintillanti. Sul davanti ricorda un teschio, sul retro ha una specie di spina dorsale, un simbolo da vero (valoroso?) condottiero.
Chi è Benny Safdie, l'interprete di Agamennone nell'Odissea di Christopher Nolan. FOTO
Profumano di Medioevo, quello che il pubblico contemporaneo ha conosciuto attraverso centinaia di pellicole e produzioni seriali, le armature dei Giganti Lestrigoni, così come l'armatura scelta per Agamennone. Nolan li fa sembrare ancora più temibili e pericolosi, più grandi del normale, sullo schermo. Un contrasto sardonico per Agamennone, che morirà non in battaglia ma tra le mura domestiche.
Le uniche parti scintillanti delle armature sono riservate nel film a personaggi che nella storia non brillano per niente. Antinoo è un uomo senza valore, che manda a morire gli altri in battaglia per salvarsi, fino all'ultimo. Nolan e la sua costumista lo vestono riccamente con fregi d'ottone e gioielli sofisticati per sottolinearne il carattere e i reali interessi.
La divinità interpretata da Zendaya richiama la delicatezza e la grazia femminile senza sforzo. Le silhouette e i costumi richiamano esplicitamente a quelli delle statue antiche. ll suo è il personaggio stilisticamente più semplice, dall'estetica immediata, eterna, atemporale. Il lino disponibile al tempo, spiega sempre a Vogue la costumista, aveva una parte importante dell'alfabetizzazione dello spettatore nel mondo di Odissea.
Molto diverso è il principio che guida la costruzione dei costrumi di Penelope/Anne Hathaway, donna salda sul suo trono e radicata nel suo tempo. Ritratta come una figura che si staglia su pitture antiche, indossa i pochi abiti colorati presenti nel film . I colori scelti sono quelli caldi del suo castello. Lei è casa.
I costumi degli ultimi pure sono significativi in Odissea come quelli dei re. Eumeo/John Leguizamo veste con abiti da lavoro, dei colori della terra, a cui si ancora saldamente durante la tempesta e l'attesa. Lui e Argo, sempre più consunti e logori, sono la resilienza, il cuore della storia.
Telemaco/Tom Holland compare sullo schermo con abiti che raffigurano perfettamente la sua identità e la sua posizione. Non un re, non un valoroso combattente, ancora un ragazzo ma di nobile lignaggio. I suoi abiti possono ancora evolvere, come lui.
A Elena di Troia (Lupita Nyong'o) il film riserva armature pesanti (ma più splendenti e lavorate), perché il personaggio è decisivo forse più di quelli maschili della storia. Le altre donne sono vestite in maniera interessante. Calypso/Charlize Theron, indossa un abito coperto da una rete da pescatore, un elemento funzionale, scolorito come il sole che non scalda della sua isola, un paradiso apparente. Circe/Samantha Morton fa suoi gli anelli degli uomini che cattura, diventano parte di lei, come quando si ingerisce del cibo.
Odissea, da Penelope a Elena di Troia, le attrici che hanno interpretato le donne del mito