Stefano Accorsi, trasformazione fisica per il film Le cose non dette di Muccino

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L'attore e il suo personal trainer rivelano i segreti dell'allenamento che ha scolpito il fisico dell'interprete per il ruolo nella nuova pellicola di Gabriele Muccino, nelle sale italiane dal 29 gennaio 2026. "Il regista mi aveva chiesto di incarnare un uomo con un’ossessione per la palestra", spiega Accorsi a TV Sorrisi e Canzoni. "Ho impostato la preparazione prima dall’alimentazione e poi dall’allenamento, con l’obiettivo di gestire il cambiamento in modo intelligente per la salute"

La trasformazione fisica di Stefano Accorsi per Le cose non dette di Gabriele Muccino non è solo preparazione per un ruolo: è il frutto di anni di metodo, continuità e disciplina. A 54 anni, l’attore bolognese mostra un fisico definito, risultato di una routine consolidata che ha catturato l’attenzione di media e social. Il caso di Accorsi dimostra come il corpo diventi un vero e proprio linguaggio del cinema e della disciplina, perché il ruolo in cui si cala nella pellicola (uscita nelle sale da giovedì 29 gennaio 2026, distribuita da 01 Distribution) richiede coerenza fisica. 

 

Nel film Stefano Accorsi interpreta Carlo, professore e scrittore in crisi, accanto a Miriam Leone. Il personaggio vive un rapporto quasi ossessivo con la palestra, un dettaglio narrativo che doveva tradursi in presenza fisica.

Accorsi ha affermato, parlando con TV Sorrisi e Canzoni: "Muccino mi aveva chiesto di incarnare un uomo con un’ossessione per la palestra. Ho impostato la preparazione prima dall’alimentazione e poi dall’allenamento, con l’obiettivo dichiarato di gestire il cambiamento in modo intelligente per la salute".

 

Dieci anni di allenamenti condivisi

Da anni Accorsi si allena con il personal trainer Antonio Saccinto, alle 5 del mattino, trasformando l’allenamento in un rituale quotidiano. Saccinto ha raccontato parlando con la Gazzetta dello Sport: "Nasce nel 2015, sono dieci anni che ci alleniamo insieme. Costruiamo protocolli in base ai ruoli che Stefano riceve nei vari film. Per il film di Muccino era importante che arrivasse preparato".

 

Il percorso ha seguito il principio della sostenibilità. Saccinto spiega parlando con la Gazzetta dello Sport: "Allenamento basato su forza, mobilità e circuiti a corpo libero, più cardiovascolare. Massa magra e grasso si sono riequilibrati, ma la base è l’alimentazione, il 70% parte da lì. Accorsi è molto scrupoloso".

Accorsi, parlando con Men’s Health, ha aggiunto: "La palestra è la mia seconda casa e quando mi alleno riesco a rielaborare meglio idee e pensieri".

 

Le sessioni quotidiane prevedevano 100 push-up, 100 squat, 100 reverse crunch e 2 minuti di plank, integrate con palestra, corsa e camminate sul set. Saccinto sottolinea: "Non è questione di muscoli, ma di testa. L’obiettivo è la longevità, l’equilibrio. Stefano si allena per adattare il fisico alle esigenze del copione: più massa o più definizione, senza mai perdere funzionalità". 

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Routine dell’alba e disciplina mentale

Saccinto racconta alla Gazzetta dello Sport: "Sveglia alle 5, 'coffee time', poi iniziamo". Accorsi aggiunge parlando con Men’s Health: "Ho un amore speciale per il judo, mia madre e mio cugino erano judoka. Apprezzo la filosofia circolare: non muro contro muro, ma trasformare le energie in qualcosa di positivo".

Il ciclo più intenso dell'allenamento seguito dall'attore durava otto settimane. Saccinto spiega: "Io mi stavo preparando per la Maratona del deserto e lui per il film. Eravamo entrambi in 'crisi' e alle 5 ci supportavamo a vicenda". E Accorsi spiega, parlando con TV Sorrisi e Canzoni: "Circa dieci chili di differenza netta tra grasso perso e muscolo acquisito, arrivando all’8% di massa grassa, con l’obiettivo di mettere su molti muscoli".

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Età, possibilità e visione a lungo termine

Saccinto chiarisce parlando con la Gazzetta dello Sport: "Tutti lo possono fare. Dopo i 50 sei più maturo, più rigoroso. Non vuol dire vivere coercitivamente: si fa quanto basta, l’essenziale. Con Accorsi ci chiediamo come saremo a 70 anni allenati. Non serve avere addominali scolpiti, ma un corpo armonioso: l’obiettivo dev’essere la longevità sana".

 

L'esperto aggiunge: "Vitamine, aminoacidi e creatina, con attività cardiovascolare alternata e almeno 15.000 passi giornalieri. Credo nell’amicizia: quando sei in crisi, avere qualcuno ad aspettarti spazza via la pigrizia. Trovatevi un compagno di gioco, è un supporto in più".

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Oltre l’estetica

"Gli addominali sono la punta dell’iceberg di un percorso. Sono eclatanti, quelli di Accorsi, ma ci sono tante altre cose non tangibili. L’addome colpisce, ma c’è il valore dello stare bene, sentirsi bene, camminare, interagire con gli altri. Se fai attività fisica sei una persona migliore", conclude Saccinto ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

 

Il corpo di Accorsi diventa così linguaggio narrativo: strumento di racconto cinematografico e testimonianza di un lavoro coerente, costruito nel tempo, in cui benessere, continuità e movimento restano al centro.

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