Artemis II, stanotte il lancio della missione spaziale Nasa verso la Luna

Scienze
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Introduzione

Al Kennedy Space Center, in Florida, ultimi preparativi in vista del lancio della missione Artemis II destinata a portare quattro astronauti nell'orbita lunare. Mentre il conto alla rovescia prosegue, si intensificano i preparativi in attesa del “go” al lancio del gigantesco razzo Sls (Space Launch System) sul quale è integrata la capsula Orion: il lancio è previsto alle 18.24 ora locale del primo aprile (le 00.24 italiane del 2 aprile). Ecco cosa sappiamo

Quello che devi sapere

La missione Artemis II

La missione Artemis II, chiamata così in onore della dea gemella di Apollo, rappresenta la scommessa degli Stati Uniti sul ritorno alla Luna. A 54 anni dalla conclusione del programma Apollo, porterà degli astronauti nell'orbita lunare. In questa missione, considerata di test, non è previsto l'allunaggio: i quattro astronauti orbiteranno intorno alla Luna per dieci giorni. A portare nello spazio l’equipaggio è, per la prima volta, il gigantesco razzo Space Launch System. Inoltre, per la prima volta la navetta Orion, chiamata Integrity, accompagnerà gli astronauti fino all'orbita lunare.

 

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Artemis II

I quattro astronauti

I quattro astronauti protagonisti della missione Artemis II sono il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch (tutti e tre veterani della Nasa) e lo specialista di missione Jeremy Hansen dell'Agenzia spaziale canadese Csa. Glover è il primo uomo di colore a superare l'orbita terrestre, Koch la prima donna a orbitare intorno alla Luna, Hansen il primo non americano a spingersi così lontano. Durante una lunga quarantena iniziata il 26 gennaio, gli astronauti hanno affrontato verifiche, controlli medici, seguito il programma di sonno controllato e il piano nutrizionale per mantenere energia e idratazione in vista del lancio. Il primo aprile, giorno del lancio, si sono svegliati alle 9.40 locali e sono iniziati i preparativi della lunga giornata che li porta al lancio.

 

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Artemis II
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Le tute

A poche ore dal lancio, un team di tecnici specializzati ha aiutato l'equipaggio a indossare le tute del sistema di sopravvivenza Orion Crew Survival System, ciascuna realizzata su misura per garantire mobilità e comfort, assicurando allo stesso tempo la massima sicurezza durante le fasi dinamiche del volo. Le tute spaziali arancioni brillanti sono progettate per proteggere gli astronauti durante il viaggio e presentano numerosi miglioramenti, dalla testa ai piedi, rispetto alle tute indossate sullo Space Shuttle. La Nasa ha infatti riprogettato molti elementi per migliorare la sicurezza e la libertà di movimento degli astronauti di Artemis e, invece delle taglie piccola, media e grande dell'era dello Shuttle, le tute sono realizzate su misura per ogni membro dell'equipaggio. Lo strato esterno è ignifugo e una cerniera più robusta permette agli astronauti di indossare rapidamente la tuta. Una migliore gestione termica contribuirà a mantenerli freschi e asciutti. Un casco più leggero e resistente migliora il comfort e la comunicazione, mentre i guanti sono più durevoli e compatibili con i touchscreen. Stivali più aderenti offrono inoltre protezione in caso di incendio e consentono agli astronauti di muoversi più agilmente. I miglioramenti apportati al design e all'ingegneria delle tute offrono un ulteriore livello di protezione agli astronauti. Durante la fase di vestizione, le squadre hanno controllato la presenza di perdite e si sono assicurate che tutti i sistemi di supporto vitale collegati, compresi quelli per l'aria e l'alimentazione elettrica, funzionino correttamente.

“La Luna diventa un obiettivo”

“Speriamo fortemente che la nostra missione apra una nuova era in cui la Luna non sia solo bella da guardare, ma diventi anche una destinazione, un obiettivo”, hanno detto i quattro astronauti dell'equipaggio durante una conferenza stampa prima del lancio. Charlie Blackwell-Thompson, direttrice del lancio per il programma Exploration Ground Systems della Nasa, ha poi condiviso un messaggio per i quattro astronauti: "Oggi portate il lavoro di migliaia di persone e le speranze di milioni. Il team è pronto, il veicolo è pronto. Voi siete pronti".

 

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Trump: “Stiamo vincendo”

"Questa sera alle 18.24, per la prima volta in oltre 50 anni, l'America torna sulla Luna! Artemis II, uno dei razzi più potenti mai costruiti, lancerà i nostri coraggiosi astronauti nello Spazio Profondo, più lontano di quanto qualsiasi essere umano si sia mai spinto", ha scritto il presidente Usa Donald Trump su Truth, prima del lancio. "Stiamo vincendo: nello spazio, sulla terra e ovunque nel mezzo economicamente, militarmente e, ora, oltre le stelle", ha aggiunto il tycoon. E ancora: "Nessuno può competere! L’America non si limita a competere: noi dominiamo, e il mondo intero sta a guardare. Dio benedica i nostri incredibili astronauti, Dio benedica la Nasa e Dio benedica la più grande nazione mai esistita: gli Stati Uniti d'America!".

Ottimismo sul lancio

Il lancio, come detto, è previsto alle 18.24 ora locale del primo aprile (le 00.24 italiane del 2 aprile). Fin dalle prime ore della mattina è stato un crescendo di ottimismo, alimentato dal fatto che una delle operazioni più critiche, come il caricamento del propellente nel razzo Space Launch System sulla rampa 39B del Kennedy Space Center, è riuscito regolarmente e senza problemi. Un po’ di apprensione c'era, soprattutto dopo le modifiche fatte nelle settimane scorse allo stadio superiore del razzo Space Launch System.

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Il caricamento del propellente

Non appena il direttore delle operazioni di lancio Charlie Blackwell-Thompson ha dato il via, quindi, i tecnici hanno iniziato la procedura di preparazione per il caricamento del propellente, che consiste nel raffreddare il sistema di propulsione a ossigeno liquido dello stadio centrale del razzo Sls. È un'operazione necessaria perché il rifornimento avvenga in sicurezza. Poi sono iniziate le operazioni di rifornimento a riempimento lento, seguite da quelle a riempimento rapido, con il caricamento nello stadio centrale del razzo di circa 742mila litri di ossigeno liquido e oltre 2 milioni di litri di idrogeno liquido. Nel frattempo è stata eseguita una pausa programmata del conto alla rovescia, durante la quale sono stati verificati i principali parametri del veicolo.    

Il meteo

Una delle incognite riguardava anche il meteo, ma anche in questo caso c’è ottimismo: l'ultimo bollettino meteorologico è buono e prevede l'80% di condizioni favorevoli durante la finestra di lancio. I meteorologi stanno considerando anche l'attività del Sole, particolarmente esuberante a causa di un'espulsione di massa coronale (Cme) inizialmente prevista per il 30 marzo e che non ha ancora colpito la Terra. Le principali preoccupazioni sul meteo riguardavano la formazione di nubi cumuliformi e i venti al suolo. I bollettini riportano le condizioni meteo sia nel sito di lancio, presso la piattaforma 39B del Kennedy Space Center della Nasa, sia nelle zone di recupero nelle vicinanze della base e nei potenziali siti di aborto lungo la traiettoria di volo di Artemis II. "Previsioni meteorologiche accurate sono essenziali per proteggere l'equipaggio e le apparecchiature, poiché anche piccole variazioni possono influenzare le decisioni relative al conto alla rovescia e le dinamiche di volo", ha spiegato la Nasa.

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Artemis II

Artemis II, quindi, prevede per gli astronauti Nasa Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (Csa) Jeremy Hansen un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna. A differenza della missione di prova Artemis I, che era senza equipaggio, questa missione prevede la presenza di quattro persone a bordo.

Il record

Per circa dieci giorni, i quattro astronauti si spingeranno fino al satellite naturale della Terra per orbitargli attorno senza atterrare, come Apollo 8 nel 1968. Se tutto andrà bene, stabiliranno un record allontanandosi dalla Terra più di qualsiasi essere umano prima di loro. La distanza a cui l’equipaggio di Artemis II volerà attorno alla Luna, infatti, dipende dal momento del lancio. La Luna si troverà in una posizione diversa in ciascuna delle possibili finestre di lancio e la distanza esatta varierà di conseguenza, oscillando tra i 6.400 e i 9.000 chilometri sopra la superficie lunare. Si tratta di decine di migliaia di chilometri più vicino di quanto sia stato qualsiasi essere umano negli ultimi 50 anni e oltre. Quando Orion volerà dietro la Luna, si prevede che l’equipaggio di Artemis II batterà il record di distanza stabilito da Apollo 13 per il punto più lontano dalla Terra mai raggiunto da esseri umani. In caso di problemi tecnici dell’ultimo minuto o condizioni meteorologiche non ottimali, cosa non rara in Florida, il lancio potrà essere rinviato nei prossimi giorni.

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I problemi tecnici

Sulla missione Artemis II la Nasa sta puntando moltissimo, in una nuova corsa allo spazio che questa volta la vede in competizione con la Cina (che punta a mettere piede sulla Luna entro il 2030). Le difficoltà tecniche incontrate finora, comunque, non sono state poche. Il 2026 si era aperto con l'annuncio del lancio di Artemis II previsto il 6 febbraio, ma i problemi segnalati ripetutamente dai test avevano costretto a rinviare il lancio di un mese, al 6 marzo. Mentre il lanciatore Sls era sulla rampa, nuovi test avevano rivelato una perdita di elio allo stadio superiore. Di conseguenza la Nasa ha dovuto spostare il razzo dalla piattaforma di lancio all'edificio di assemblaggio per risolvere i problemi. Negli stessi giorni la Nasa ha deciso di rinviare l'allunaggio al 2028 e di modificare il lanciatore, mentre la Cina individuava una rosa di siti per l'allunaggio dei suoi astronauti. Il 20 marzo il razzo Sls è stato riportato sulla piattaforma 39B in vista del lancio del primo aprile.

Il ritorno sulla Luna

L’obiettivo della Nasa, quindi, è che un razzo porti astronauti sulla superficie lunare entro il 2028, quindi prima della fine del mandato di Donald Trump. Negli anni successivi è previsto anche un progetto di base lunare, tappa intermedia prima dell’esplorazione di Marte. La posta in palio per l’agenzia spaziale americana, come detto, è alta: il suo obiettivo di tornare sulla Luna entro il 2028 fa dubitare gli esperti, poiché gli astronauti avranno bisogno di un lander lunare che è ancora in fase di sviluppo da parte delle aziende dei miliardari Elon Musk e Jeff Bezos. Intanto, a 54 anni da Apollo 17, ultima missione sul nostro satellite nell’anno 1972, la Nasa si concentra sulla missione Artemis II per ricominciare la corsa alla Luna.

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Il programma

La missione Artemis II, quindi, è un banco di prova fondamentale per il programma Artemis, che recentemente – come detto - la Nasa ha rivisto rinviando l'allunaggio al 2028 con la missione Artemis IV, sospendendo il progetto della stazione spaziale Gateway nell'orbita lunare e puntando alla costruzione di una base sulla superficie lunare. Un progetto, quest'ultimo, nel quale i moduli italiani Mph sono diventati parte integrante del programma Artemis.

L’accordo con l’Italia

Nelle scorse ore, infatti, a Washington la Nasa ha firmato un accordo con l’Italia sul futuro dell'esplorazione lunare: i moduli abitativi Mph per la superficie lunare costruiti nel nostro Paese, così, sono diventati parte integrante del programma Artemis per il ritorno alla Luna. Nell'accordo c'è anche l'intesa sulla presenza di un italiano fra gli astronauti che cammineranno sul suolo lunare. Al momento l'arrivo dei primi moduli italiani sulla superficie lunare è previsto non prima del 2033. Quanto all'astronauta italiano che andrà sulla Luna, è davvero presto per una rosa di nomi, che dovrebbe comprendere gli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea.

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L’Esa

Anche l'Europa si sente protagonista dello storico ritorno alla Luna, come ha dichiarato il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher a poche ore dal lancio. "Ci troviamo sulla soglia di un ritorno storico: l'umanità si dirige nuovamente verso la Luna, più di mezzo secolo dopo Apollo 17. La Nasa scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un'impresa veramente internazionale e l'Europa ha un ruolo centrale", ha detto riferendosi al fatto che il modulo della navetta Orion che assicura agli astronauti i sistemi vitali è stato realizzato dall’Esa e da industria europee. "L'Esa - ha proseguito Aschbacher - è orgogliosa di essere un partner fondamentale della Nasa e, fornendo il Modulo di Servizio Europeo (Esm), non si limita a rendere possibile questa missione, ma la alimenta". Il modulo Esm, posizionato al centro della navetta, fornisce propulsione, l'acqua e il controllo termico necessari all'equipaggio.

Verso il lancio

In Florida il conto alla rovescia, quindi, sta proseguendo regolarmente e proseguono le operazioni di preparazione del lancio. Mentre il contatore sul grande prato del Kennedy Space Center continua a scandire i minuti che mancano al “go”, gli ingegneri della Nasa hanno completato i controlli sui quattro motori del razzo Space Launch System per verificare il corretto funzionamento di sensori, connessioni e sistemi diagnostici Sono stati completati i controlli allo stadio superiore del lanciatore, modificato in seguito ai problemi riscontrati nelle settimane scorse. Sono state anche caricate le batterie di volo della navetta Orion e si stanno caricando le batterie di volo del primo stadio del razzo, fondamentali per il funzionamento dei sensori e dei sistemi di controllo durante il lancio e le prime fasi del volo. Controlli anche delle tute pressurizzate che indosseranno gli astronauti per verificarne la tenuta stagna e i sistemi di controllo della pressione, indispensabili in caso di depressurizzazione della navetta.

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Cosa mangiano gli astronauti?

A proposito degli astronauti, cosa mangeranno durante la missione Artemis II? Il menu è tutt’altro che limitato: prevede tortillas, quiche vegetale, insalata di mango, brisket, ma anche maccheroni al formaggio, più di dieci tipi di bevande tra cui limonata, sidro di mele, cioccolata, tè verde e caffè. Ancora: dolci come pudding, biscotti, torte e cioccolato. La Nasa ha studiato con grande attenzione l'alimentazione degli astronauti per garantire il giusto apporto di calorie e liquidi, adattando il menù anche ai gusti personali e tenendo conto dell'impossibilità di portare cibi freschi a bordo. I membri dell'equipaggio hanno partecipato alla selezione dei pasti, dopo averli testati e valutati prima del volo.

I pasti a bordo

Durante la missione, i pasti seguiranno orari stabiliti per colazione, pranzo e cena, e ogni astronauta avrà anche due bevande aromatizzate al giorno, incluso il caffè. Il cibo sarà facile da preparare: la maggior parte degli alimenti è già pronta, grazie a processi come la reidratazione, la sterilizzazione termica o l'irradiazione per eliminare batteri e agenti nocivi. Alcuni prodotti, come quelli liofilizzati, richiederanno l'aggiunta di acqua tramite un apposito sistema presente sulla capsula Orion, anche se non utilizzabile in tutte le fasi del volo, come decollo e rientro. Pur non essendoci un forno a microonde, gli astronauti potranno comunque riscaldare il cibo grazie a uno scaldavivande compatto disponibile a bordo.

 

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