Cosa mangiano, come dormono e come si lavano i 4 astronauti di Artemis II

Scienze
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Introduzione

Tutti gli occhi del mondo sono puntati su Artemis II, la missione che sta portando quattro astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen oltre l'orbita terrestre per la prima volta dall'era Apollo. Ma dietro i momenti storici segnati dalla nuova missione lunare c'è una quotidianità sorprendente, fatta di sfide pratiche e soluzioni ingegnose. Come si mangia, ci si lava, si dorme e ci si allena in uno spazio grande quanto un camper senza gravità? 

Quello che devi sapere

Come si mangia nella capsula Orion

Il menù degli astronauti di Artemis II è stato pianificato con attenzione nei mesi prima del lancio da nutrizionisti della NASA e dell'Agenzia Spaziale Canadese, bilanciando valore nutritivo e preferenze personali di ciascun membro dell'equipaggio. Il responsabile del laboratorio Space Food Systems è Xulei Wu, specializzata in alimentazione spaziale. Il piano nutritivo copre 11 giorni ed è selezionato dall'elenco permanente dei cibi approvati per la Stazione Spaziale Internazionale. Essendo la capsula Orion grande tanto quanto un camper, non è consentito cibo in scatola perché considerato troppo ingombrante. A bordo è inoltre presente un solo riscaldatore che ha una capacità limitata quindi gli astronauti mangiano la maggior parte dei loro pasti a temperatura ambiente. Ognuno di loro ha poi a disposizione un cucchiaio e un paio di forbici per aprire le confezioni di cibo che, nella maggior parte dei casi è liofilizzato. A bordo, rivelano gli stessi astronauti, tra i cibi più gustosi: insalata di mango, frutta secca, burro d'arachidi e di mandorle, miele, maccheroni con formaggio, tortillas e cioccolato. Insomma, il cibo nello spazio è migliorato negli ultimi decenni e nessuno deve più ingozzarsi di carne tiepida e frullata da tubi di alluminio. C'è una curiosità sul gusto nello spazio: i sapori risultano meno intensi quindi a bordo ci sono anche cinque tipi di spezie piccanti. Per quanto riguarda invece il beverage, anche le bevande sono contingentate e i passeggeri di Orion possono bere al massimo due aromatizzate al giorno (caffè, tè, limonata, succo di frutta) e una borraccia d'acqua ogni due giorni perché non è presente a bordo un sistema di riciclaggio. 

Menù di Artemis II

Dormire in verticale

Sulla Terra, il ritmo del sonno è regolato dal ciclo naturale della luce solare. Nello spazio il sole può sorgere e tramontare decine di volte a seconda dell'orbita che viene percorsa, per questo a bordo di Orion il ciclo di sonno della durata di otto ore è sincronizzato con il centro di controllo missione negli Stati Uniti. Come se si trovassero sulla Terra, un giorno per gli astronauti è di 24 ore. Il punto è che dormire in microgravità è fisicamente diverso da quanto siamo abituati a fare sulla Terra. In pratica, il corpo non riesce a percepire la differenza tra orizzontale e verticale e ciascun astronauta dorme in un sacco a pelo fissato sulle pareti della capsula che gli permette sia di mantenere una temperatura corporea confortevole, sia evitare di fluttuare durante il sonno. La NASA ha inoltre condiviso alcuni dettagli che rendono l'ambiente un po' più umano. I sacchi possono essere appesi in diverse parti della cabina per sfruttare al meglio lo spazio limitato di Orion e la navicella è dotata di tende per bloccare la luce solare durante il sonno. I sacchi a pelo hanno persino dei fori per le braccia, in modo che i membri dell'equipaggio possano usare i loro tablet prima di coricarsi.

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Tenersi in forma in orbita

Per il corpo umano la microgravità è una condizione potenzialmente dannosa. In assenza di peso, i muscoli e le ossa si indeboliscono con rapidità e per questo ogni astronauta è tenuto ad allenarsi 30 minuti al giorno durante tutta la durata della missione. Per l'esercizio fisico si usa il cosiddetto flywheel, uno strumento che ha lo stesso principio di funzionamento di uno yo-yo e genera resistenza proporzionale alla forza applicata dall'astronauta, potendo arrivare fino a 180 chilogrammi di carico simulato. Quando l'utente oppone resistenza alla rotazione, la ruota crea una resistenza uniforme e costante. L'ingegnoso progetto permette all'equipaggio di eseguire un intenso allenamento di forza senza bisogno di pesi veri e propri, che sarebbero impossibili da utilizzare nell'ambiente in assenza di gravità dello spazio. 

Igiene e bisogni corporei

Come può una persona riuscire ad andare in bagno senza gravità? Questa è una delle domande più sottovalutate della vita a bordo di una navicella. Anche perché come fanno i rifiuti corporei ad essere spinti verso il basso? Ebbene esiste un "gabinetto spaziale", ovvero un sistema ingegnoso chiamato l'Universal Waste Management System. Il dispositivo aspira urina e feci, separandole, perché il liquido viene espulso nello spazio, gli escrementi vengono stoccati in sacchetti per lo smaltimento. Per lavarsi gli astronauti non possono contare su acqua corrente né su una doccia, assente anche sulla ISS. L'igiene quotidiana si riduce a salviettine umidificate, sapone liquido applicato su un panno bagnato e shampoo secco per capelli. Il kit igienico personale include spazzolino, dentifricio e, per gli uomini, gli accessori per la rasatura.

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