Sintomi dell'insulino-resistenza, dieta e come curarla

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La sindrome metabolica, o sindrome da insulino-resistenza, è una combinazione pericolosa di alcuni fattori tra cui diabete, pressione alta e obesità, che insieme possono aumentare in modo decisivo la probabilità di soffrire di problemi cardiaci, ictus oppure di altri disturbi vascolari. Secondo gli specialisti, la vera cura consiste nel cambiamento dello stile di vita, che dovrebbe essere basato su alimentazione sana, un’adeguata attività fisica e sulla riduzione del peso corporeo, in caso di sovrappeso

La cosiddetta sindrome metabolica è un quadro clinico complesso, determinato dalla presenza simultanea di tre condizioni: diabete, pressione alta e obesità. A volte, come spiega l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), la sindrome metabolica viene indicata anche come sindrome da insulino-resistenza, dal momento che si ritiene che la sua causa principale sia la resistenza delle cellule all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas e che controlla il trasporto del glucosio dal sangue nelle cellule dove è utilizzato per la produzione di energia.

Perché si parla di insulino-resistenza

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Diabete, pressione alta e obesità, considerate singolarmente, rappresentano, come sottolineano gli esperti, un fattore di rischio riconosciuto per cuore e vasi sanguigni e la loro combinazione può aumentare in modo decisivo la probabilità di soffrire di problemi cardiaci, ictus oppure di altri disturbi vascolari. Tutte queste patologie sono spesso correlate tra di loro e sono sempre più diffuse nella popolazione, a causa di abitudini e stili di vita non corretti. Attualmente, riferisce l’Iss, la sindrome metabolica, riguarda una persona adulta su quattro. Come detto e in riferimento alla sindrome metabolica, si parla di insulino-resistenza “perché le cellule del nostro corpo non rispondono adeguatamente allo stimolo dell’insulina e, conseguentemente, il glucosio non entra nelle cellule. Quindi i livelli di glucosio nel sangue aumentano nonostante il tentativo dell’organismo di mantenerli sotto controllo producendo dosi sempre maggiori di insulina”, dicono i medici.

I sintomi

Quali fattori possono causare la sindrome metabolica? Secondo gli esperti, la causa può essere una predisposizione genetica alla resistenza insulinica, il sovrappeso o la scarsa attività fisica unita alla sedentarietà. In sostanza, sottolinea l’Iss, chi nasce con la tendenza a sviluppare l’insulino-resistenza, non svolge un’adeguata attività fisica e accumula peso in eccesso, può correre un rischio maggiore di essere colpito dalla sindrome metabolica. Questa condizione, riportano ancora i medici, può essere associata a problemi di coagulazione del sangue, con conseguente formazione di trombi ed emboli, e alla presenza di uno stato infiammatorio cronico dell’organismo, anche se di bassa intensità.  Altre condizioni che potrebbero svolgere un ruolo importante nell’insorgenza della sindrome metabolica, attualmente al centro di studi e ricerche, sono anche il fegato grasso, ovvero l’accumulo di trigliceridi e altri grassi nel fegato, la sindrome dell’ovaio policistico, cioè la tendenza alla produzione di cisti a livello delle ovaie, i calcoli biliari ed i problemi respiratori durante il sonno (come l’apnea notturna)

L’esercizio fisico e la dieta

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Come sottolineato chiaramente dagli specialisti, la vera cura della sindrome metabolica consiste nel cambiamento dello stile di vita, che dovrebbe essere basato su alimentazione sana, un’adeguata attività fisica e sulla riduzione del peso corporeo, qualora si viva una condizione di sovrappeso. L'esercizio fisico regolare, anche moderato, può aiutare a mantenere costante la glicemia, ridurre la resistenza all'insulina e i livelli di trigliceridi, favorendo la perdita di peso e la riduzione del grasso corporeo, soprattutto a livello addominale. Si può considerare attività fisica adeguata salire e scendere le scale, oppure passeggiare a passo sostenuto per circa 10 minuti tre volte alla settimana, aumentando gradualmente sia velocità e durata, fino ad arrivare a circa 30/60 minuti, quattro o anche sei volte a settimana.

Importanti, di pari passo, anche le abitudini alimentari, che devono prevedere una bassa assunzione di zuccheri, grassi, sodio e colesterolo. La dieta ideale, in questo senso, dovrebbe contemplare “il consumo regolare di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, ricchi di fibre, e limitare l’uso di alimenti proteici, come carni rosse, latticini, formaggi e insaccati, ad alto contenuto di grassi e colesterolo”, spiega l’Iss. Un’attenzione specifica dovrebbe essere prestata al limitato uso del sale da cucina, magari a vantaggio di erbe aromatiche e spezie. Sarebbero da evitare, o quanto meno limitare, il consumo di zuccheri, dolci e bevande zuccherate. Tra i consigli degli esperti, quello di consumare pane di farina integrale al posto di quello bianco, eliminando burro e margarina dalla dieta e preferendo l’olio extravergine di oliva, preferibilmente a crudo. Da limitare o, in caso di necessità, da eliminare del tutto è il consumo di alcol e l’abitudine al fumo.

Prevenzione e cura

Secondo i medici, dunque, la più efficace arma di prevenzione della sindrome metabolica è l’adozione di uno stile di vita sano, “basato sul mantenimento del peso forma, la pratica regolare di un’attività fisica quotidiana e una dieta equilibrata che consenta di tenere sotto controllo la pressione del sangue, i valori di colesterolo e la glicemia”. Se tutto ciò non bastasse, conclude l’Iss, il medico ha la facoltà di prescrivere una cura farmacologica per tenere sotto controllo, nello specifico, la pressione alta, cercando di abbassare il colesterolo e i trigliceridi o riducendo la glicemia.

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