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La ‘dieta sana universale di riferimento’ per salvare salute e pianeta

I titoli di Sky TG24 delle 10 del 17/01

3' di lettura

Realizzato dalla Commissione Eat-Lancet, il nuovo regime alimentare, se adottato da tutto il globo, potrebbe migliorare sostanzialmente le condizioni di salute dei 10 miliardi di persone che abiteranno la Terra nel 2050 

Raddoppiando il consumo mondiale di frutta, verdura, noci e legumi e dimezzando l’assunzione di alcuni prodotti alimentari, quali la carne rossa e lo zucchero, sarà possibile entro il 2050, non solo migliorare la salute della popolazione globale, ma anche salvare il pianeta.
A sostenerlo è uno studio realizzato dalla Commissione Eat-Lancet, costituita da ben 37 esperti di nutrizione e sostenibilità, provenienti da prestigiose Università sparse in tutto il mondo e da organizzazioni della portata di Fao e Oms. Tra gli esperti è opportuno citare Walter Willett, professore di Harvard, e Tim Lang, l’inventore di ‘chilometro zero’.

Riduce le emissioni di gas serra

La ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista Lancet, si è incentrata sullo sviluppo di una ‘dieta sana universale di riferimento’, che se adottata da tutto il globo potrebbe migliorare sostanzialmente le condizioni di salute dei 10 miliardi di persone che abiteranno la Terra nel 2050. La ‘Planetary Health Diet’, realizzata in base a importanti criteri scientifici, comporterebbe, inoltre, la riduzione delle emissioni di gas serra e diminuirebbe sensibilmente la mortalità. Stando a quanto dichiarano gli esperti, se tutto il mondo adottasse il regime alimentare da loro proposto si potrebbero evitare fino a 11,6 milioni di decessi all’anno, che si verificano abitualmente a causa di alcune patologie strettamente associate a diete non salutari.

‘Planetary Health Diet’: 2.500 chilocalorie al giorno

La ‘dieta sana universale di riferimento’, il cui progetto è stato finanziato dalla Fondazione Eat della coppia di miliardari norvegesi Petter e Gunhild Stordalen, comporta l’assunzione giornaliera di 2.500 chilocalorie. Nello specifico, la commissione consiglia di consumare ogni giorno 230 grammi di cereali integrali, 500 grammi di frutta e verdura, 250 di latticini, 14 di carni bovine o suine o ovine, 29 di pollo, 13 di uova, 28 di pesce, 75 di legumi, 50 di noci, 31 di zuccheri. Per quanto riguarda i condimenti, invece, la ‘Planetary Health Diet’ consiglia l’assunzione di oli vegetali, extravergine di oliva o colza.
“Questo rapporto non fa altro che confermare ciò che avevamo già indicato con l'Oms. Questa commissione ha rianalizzato i dati disponibili sul rapporto tra dieta e salute e conferma che una dieta a base di carboidrati, legumi, grassi insaturi è associata ad una minore mortalità, causata da malattie cardiovascolari e tumori”, spiega il Dottor Francesco Branca, direttore del dipartimento della nutrizione per la salute e lo sviluppo dell'Oms.
La commissione Eat-Lancet, oltre ad aver ideato la ‘dieta sana universale di riferimento’, ha elaborato un piano, che coinvolge governi, industrie e società, con specifici obiettivi-limite che riguardano l’impiego e il consumo di terra, acqua e nutrienti, finalizzato a promuovere una produzione agricola sostenibile. 

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