Attacchi hacker ai supermercati: quali sono i possibili rischi per la salute

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La Società Italiana di Medicina Ambientale ha avvertito sui relativi rischi che un'interruzione della catena del freddo può provocare: dalla proliferazione di batteri negli alimenti al rischio di infezioni alimentari. Particolare attenzione va a carne, pesce, latticini e prodotti surgelati, soprattutto per le categorie più fragili

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L'interruzione della catena del freddo, ossia il mantenimento costante delle temperature previste durante trasporto, stoccaggio, distribuzione e conservazione degli alimenti può favorire la proliferazione di microrganismi patogeni e aumentare il rischio di infezioni e tossinfezioni alimentari. È l'allarme lanciato dalla Società
Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che richiama l'attenzione sul tema dopo gli attacchi hacker che hanno colpito alcuni supermercati italiani e che potrebbero aver compromesso il corretto funzionamento dei sistemi di conservazione degli alimenti.

Gli alimenti più a rischio

Secondo Sima, l'esposizione degli alimenti a temperature superiori a quelle raccomandate può compromettere la sicurezza dei prodotti, in particolare di carne, pesce, latte e derivati, salumi, piatti pronti e alimenti surgelati. "Quando un prodotto refrigerato o surgelato viene esposto a temperature non adeguate, i microrganismi eventualmente presenti possono riprendere a moltiplicarsi", ha spiegato il presidente Alessandro Miani. "Tra i principali agenti patogeni associati agli alimenti figurano Salmonella, Listeria monocytogenes, Campylobacter ed Escherichia coli, responsabili di infezioni gastrointestinali che possono manifestarsi con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e febbre. In alcuni casi, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, le conseguenze possono essere particolarmente gravi".

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I pericoli non sempre visibili

Uno degli aspetti più insidiosi, sottolinea Sima, è che un alimento che ha subito un'interruzione della catena del freddo non presenta necessariamente alterazioni riconoscibili dai consumatori. "Aspetto, colore, consistenza e odore possono rimanere apparentemente normali anche in presenza di cariche microbiche potenzialmente pericolose. Assaggiare un prodotto per verificarne la sicurezza, pertanto, non costituisce un metodo affidabile", ha proseguito Miani.

Attenzione agli alimenti ricongelati 

Particolare cautela va riservata anche ai prodotti scongelati e successivamente ricongelati. Quando un alimento viene scongelato, soprattutto se lasciato a temperatura ambiente, i batteri possono tornare a proliferare. Il successivo ricongelamento ne blocca la crescita, ma non elimina i microrganismi già presenti né neutralizza eventuali tossine prodotte. 

Le categorie più vulnerabili

I rischi legati a una cattiva conservazione degli alimenti riguardano soprattutto bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse, categorie considerate più esposte alle conseguenze delle infezioni alimentari.

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