Vaiolo delle scimmie, Speranza: "Livello attenzione alto". Iss: "Nessun allarme"

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Lo ha detto da Berlino il ministro della Salute, in riferimento ai recenti casi di vaiolo delle scimmie riscontrati, di cui uno anche nel nostro Paese. “Attualmente la situazione è sotto controllo e in questo momento in Italia non abbiamo una situazione di allerta in relazione ai casi segnalati di vaiolo delle scimmie”, ha riferito l’Istituto Superiore di Sanità che invita però alla “prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei”

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“Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, da Berlino, dove si trova per la riunione dei ministri del G7 e a proposito dei recenti casi di vaiolo delle scimmie rilevati anche nel continente europeo. “Proprio qui a Berlino al G7 ne ho parlato informalmente con la commissaria Stella Kyriakides e gli altri ministri”, ha riferito ancora Speranza, sottolineando che “verranno coinvolti Ecdc e Hera”. 

Il primo caso italiano

Intanto, dopo quelli nel Regno Unito e in altri Paesi, è stato identificato il primo caso anche in Italia, allo Spallanzani di Roma. Lo ha comunicato lo stesso istituto in una nota. "Si tratta di un giovane adulto tornato dalle isole Canarie che si era presentato al Policlinico Umberto I. Il quadro clinico è risultato caratteristico e il virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e di sequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee. La persona è ricoverata in isolamento in discrete condizioni generali”, ha spiegato lo Spallanzani, riferendo anche che “sono in corso indagini epidemiologiche e il tracciamento dei contatti, con altri due casi sospetti in fase di accertamento”.

Iss: “Prudenza in rapporti stretti o sessuali”

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Nel nostro Paese, ad oggi, le autorità sanitarie non sono preoccupate. “Attualmente la situazione è sotto controllo e in questo momento in Italia non abbiamo una situazione di allerta in relazione ai casi segnalati di vaiolo delle scimmie”, ha detto all'agenzia Ansa Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Sottolineando come lo stesso Istituto abbia “messo in allerta le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare la situazione nazionale”. Tra le raccomandazioni, però, quella di mantenere “prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei, soprattutto se sono presenti lesioni cutanee o sintomi febbrili”, ha aggiunto l’esperta. Insieme a febbre, mal di testa, e spossatezza, la malattia virale che può colpire anche gli esseri umani e oltre che dalle scimmie può essere veicolata anche da scoiattoli e altri animali soprattutto nei Paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, si manifesta con lesioni e pustole cutanee, simili a quelle della varicella. In genere si guarisce dopo 2/4 settimane.

Allertate le Regioni, "quadro sotto controllo"

Per mantenere la situazione sotto controllo, come confermato da Speranza, “il ministero della Salute sta monitorando attentamente i casi di vaiolo delle scimmie segnalati in Italia, al momento pochi, e ha allertato le Regioni per un tracciamento degli eventuali casi”, ha detto ancora Palamara. E anche l’Iss ha deciso di attivare una task force per seguire al meglio l'evoluzione della situazione per cui, è stato ribadito “al momento nel nostro Paese non si registra una situazione di allarme ed il quadro è sotto controllo”.

Sileri: "Massima attenzione ma nessun allarme"

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"Massima attenzione, ma nessun allarme eccessivo". Queste le parole, rassicuranti, del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che ha commentato all'Ansa la notizia del primo caso italiano di vaiolo delle scimmie. "La raccomandazione è quella di rivolgersi al medico di fiducia nel caso in cui si avvertano i sintomi specifici di questa malattia, ed in particolare la comparsa sulla pelle di vescicole tondeggianti, specie se accompagnate da dolori muscolari, febbre o cefalea", ha detto Sileri. Si tratta, ha proseguito a proposito della patologia, "di una malattia ben nota, endemica in alcune aree dell'Africa, che ha un decorso generalmente lieve. Di nuovo c'è che, a differenza che in passato, molti dei casi di questi giorni non hanno un chiaro legame epidemiologico con viaggi esotici", ha aggiunto.

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Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), inoltre, le organizzazioni di salute pubblica e le organizzazioni comunitarie "dovrebbero adottare misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM", cioè gli uomini che fanno sesso con altri uomini, "o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali". Questo perché il vaiolo delle scimmie, hanno confermato gli esperti, si trasmette attraverso saliva e contatti stretti che presuppongono lo scambio di fluidi corporei. E non va trascurata l'importanza del vaccino. "Se nel Paese sono disponibili vaccini contro il vaiolo, la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio" di soggetti infettati dal virus in questione "dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio", ha segnalato l'Ecdc. Per i "casi più gravi può essere preso in considerazione il trattamento con un antivirale registrato, se disponibile".

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