Covid, Speranza: “Quarta dose non per tutti, si deciderà per gli anziani”

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Lo ha confermato il ministro della Salute, nel corso di un’intervista radiofonica. “Servirà un'indicazione univoca da parte dell'Europa per capire da quale età partire per gli anziani, siamo una comunità, ma quando si parla di quarta dose non si parla di quarta dose per tutti”, ha ribadito

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“La quarta dose non è prevista per tutti ma per le persone più anziane”. Lo ha confermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di un’intervista concessa a “Radio anch'io”, in onda su Radio1 Rai. “Servirà un'indicazione univoca da parte dell'Europa per capire da quale età partire per gli anziani, siamo una comunità, ma quando si parla di quarta dose non si parla di quarta dose per tutti”, ha ribadito. “Ho proposto di coordinarci, non ha senso andare in ordine sparso. Mi hanno seguito: si deciderà, dopo aver ascoltato gli esperti e le agenzie regolatorie, la settimana prossima”, ha poi detto al quotidiano “La Repubblica”, dopo che Paesi come Germania e Francia, insieme ad altri Paesi, volevano già partire con le somministrazioni, chi agli over 80 e chi agli over 70.

“La mascherina è ancora essenziale per il contrasto al virus”

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Nel corso dell’intervento a Radio Rai, Speranza ha toccato poi altri temi, tra cui quello legato all’uso delle mascherine. “Al chiuso sono ancora molto importanti perché la circolazione del virus è ancora molto alta. Al chiuso è obbligatoria fino al 30 aprile: valuteremo l'andamento e decideremo, ma oggi dico che le mascherine è ancora essenziale per contrastare il virus”. Nulla però è già deciso. “Sono scelte che si fanno passo dopo passo, a metà aprile osserveremo il quadro epidemiologico, valutando la curva. La situazione degli ospedali ora è sotto controllo ma l’incidenza è alta e le mascherine sono particolarmente utili”, ha ribadito, invece, a “Repubblica”.

“La pandemia è ancora in corso”

Con la fine dello stato di emergenza, a partire da oggi 1° aprile, “cambia la gestione della pandemia”, ha detto il ministro. Si sta “provando a portarla da un regime straordinario ad uno ordinario, ma con i piedi per terra perché' non c’è un pulsante off che spegne la pandemia, la pandemia è ancora in corso”, ha spiegato. Rafforzando poi il concetto. “La pandemia non è finita, solo che ora la gestiamo con strumenti ordinari. Va detto anche questi due anni ci hanno insegnato che il Sistema Sanitario Nazionale è davvero la cosa più importante che abbiamo. Oggi siamo a 124 miliardi del Fondo sanitario, ovvero 10 miliardi in più in due anni, cosa che non si era mai vista”, ha detto ancora. “Ora la sfida di fondo è la costruzione di un nuovo SSn”.

“Ha vinto chi ha permesso di uscire dall’emergenza”

In conclusione, Speranza ha tracciato un bilancio sulla gestione dell’emergenza sanitaria. “Penso che hanno vinto le persone che hanno consentito all'Italia di uscire da questa situazione drammatica. Abbiamo avuto una delle migliori campagne vaccinali del mondo e penso che serva ancora tenere alta l'attenzione”, ha detto. “Il Green pass è stato lo strumento importate per raggiungere questi risultati”, ha sottolineato, rispondendo a chi gli chiedeva se, in tutta questa situazione, abbiano vinto i no-vax.

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