Covid, vaccinazione genitori riduce del 71% il rischio d'infezione per figli non vaccinati
A stabilirlo è una ricerca della Ben Gurion University, in Israele, pubblicato su Science. Il motivo è la capacità di protezione indiretta: la vaccinazione può ridurre l'infettività e, in aggiunta, cala anche il rischio che i bambini incontrino una persona malata
La vaccinazione dei genitori contro il Covid alza uno scudo contro il virus che può difendere anche i figli non vaccinati. A stabilirlo è uno studio coordinato dalla Ben Gurion University, in Israele, pubblicato su Science
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Lo studio evidenzia gli effetti protettivi anche "indiretti" della vaccinazione, che possono essere particolarmente importanti per i bambini che non possono ancora vaccinarsi, ad esempio quelli al di sotto dei 5 anni
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La ricerca ha valutato le probabilità di infezione confrontando i nuclei familiari in cui entrambi i genitori (o almeno uno) fossero vaccinati con le famiglie no-vax
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L'analisi è stata ripetuta sia dopo il completamento del primo ciclo vaccinale (tra gennaio e marzo 2021) sia dopo l'esecuzione della terza dose (tra luglio e dicembre 2021)
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È emerso che quando uno dei due genitori si vaccina, il rischio di contrarre l'infezione per il bambino cala del 26%. Quando a vaccinarsi sono entrambi, il rischio crolla del 71,7%
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Gli effetti indiretti del vaccino, spiegano i ricercatori, derivano da due meccanismi: prima di tutto, proteggendo i genitori, il vaccino riduce il rischio che i bambini incontrino una persona infetta
In secondo luogo, anche qualora un genitore si infettasse, la vaccinazione può ridurre l'infettività e quindi le probabilità che questi trasmetta l'infezione al figlio
Anche un lavoro dei ricercatori della Harvard School of Public Health ha dimostrato che tra i vaccinati che si contagiano c’è un rischio ridotto di diffondere il virus, perché sono infetti e contagiosi in un periodo più breve rispetto a chi non si vaccina
I ricercatori chiariscono che i risultati riguardano solo la trasmissione dell'infezione all'interno del nucleo familiare: "Modificare il livello di esposizione esterna dei bambini, ad esempio attraverso la frequenza scolastica, altererebbe l'efficacia indiretta del vaccino", scrivono
La ricerca, inoltre, si riferisce al periodo precedente alla comparsa della variante Omicron, che ha avuto un importante effetto sulla capacità protettiva dei vaccini