Variante Omicron, Sileri: “Difficile che si arrivi alle zone rosse”

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Lo ha riferito il sottosegretario alla Salute, intervenendo in Commissione Affari costituzionali. “Oggi per la variante Omicron siamo un po’ meno preoccupati perchè la terza dose protegge”, ha poi aggiunto, spiegando che “la circolazione del virus attuale non è nemmeno paragonabile a quella di un anno fa e tutte le misure di contenimento stanno determinando un passaggio dell'Italia attraverso una quarta ondata, relativamente in sicurezza”

“Difficilmente si arriverà di nuovo ad avere delle zone rosse. Oggi per la variante Omicron siamo un po’ meno preoccupati perchè la terza dose protegge. Ma stabilire oggi chi deve fare la terza dose a seconda del livello degli anticorpi non è scientificamente possibile”. Lo ha riferito il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo in Commissione Affari costituzionali sul tema “Obblighi vaccinali e rafforzamento certificazioni verdi Covid-19”. E dando un quadro della situazione sanitaria nel Paese, ad oggi. “La circolazione del virus attuale non è nemmeno paragonabile a quella di un anno fa e tutte le misure di contenimento stanno determinando un passaggio dell'Italia attraverso una quarta ondata, direi relativamente in sicurezza”, ha poi riportato ancora. “Abbiamo positivi in salita, ricoveri ospedalieri in salita ma in maniera molto, molto graduale e contenuta”, ha detto.

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“Saremo i primi in Europa che avranno la possibilità di revoca del certificato verde. Il garante della privacy ha dato l’ok oggi, quindi nel prossimo dpcm arriverà a conclusione questa possibilità, riconosciuta poi dalla piattaforma, di poter negare e sospendere il Green pass. Lo stesso tornerà attivo al termine della quarantena”. Lo ha confermato lo stesso Sileri, anche in riferimento al difetto applicativo nel sistema che, di recente, aveva permesso ad un giovane milanese, positivo in forma lieve, di violare la quarantena per raggiungere la fidanzata a Torino.

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Tra i temi toccati da Sileri, anche quello relativo all’obbligo vaccinale, già “esteso ad alcune categorie professionali, giustificato dalla constatazione che ciò consente di proteggere gli operatori rispetto al rischio infettivo, protegge i pazienti nel caso degli operatori sanitari, serve a difendere l'operatività dei servizi sanitari garantendo la qualità delle prestazioni erogate”, ha spiegato il sottosegretario. Ribadendo che “l'introduzione di un trattamento sanitario obbligatorio consente di vedere rispettato il principio della riserva di legge statale”. Tra l’altro, ha spiegato, “l'introduzione dell'obbligatorietà chiama in causa i princìpi fondamentali in materia di tutela della salute attribuiti alla potestà legislativa dello Stato. Il diritto della persona di essere curata efficacemente deve essere garantito in condizione di uguaglianza in tutto il Paese attraverso una legislazione generale dello Stato e questo principio vale anche per l'imposizione di trattamento sanitario”, ha aggiunto.

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