Vaccino Covid, ministro Gb conferma l’obbligo per i sanitari

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Sajid Javid, il ministro della Salute del governo di Boris Johnson, ha formalizzato l’obbligo vaccinale per il personale del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) che lavora in prima linea. La decisione, che riguarderà gli operatori sanitari dell’Inghilterra, potrebbe coinvolgere tra le 80mila e le 100mila persone, pena la sospensione dal lavoro o il trasferimento

In Inghilterra scatterà l’obbligo legato alla vaccinazione anti-Covid per il personale del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) che lavora in prima linea. Lo ha formalizzato Sajid Javid, il ministro della Salute del governo di Boris Johnson, sottolineando che la decisione, senza precedenti nel Paese, prevede il vincolo per chi lavora negli ospedali o nell'assistenza agli anziani di sottoporsi, entro aprile 2022, alla doppia dose del vaccino contro il coronavirus, pena la sospensione dal lavoro o un trasferimento. Lo conferma la Bbc, spiegando come, ad oggi, lo staff sanitario dell'isola sia in gran parte già vaccinato, ma secondo alcune stime ci siano tra gli 80.000 e i 100.000 dipendenti dell'Nhs ancora non vaccinati.

Coinvolti circa 100mila operatori sanitari

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Covid, governo valuta obbligo vaccinale per alcune categorie

L'obbligatorietà vaccinale, introdotta per la prima volta e per una qualsiasi categoria professionale nel Paese, coinvolgerà in particolare tutti quei medici e quegli infermieri che si sono sottratti finora alla vaccinazione. Si tratta, come confermato anche da Chris Hopson, capo di NHS Providers, di un numero di operatori sanitari che può arrivare fino a 100.000 unità. Gli stessi, riporta ancora la Bbc, avranno dunque tempo fino alla primavera del prossimo anno per ricevere entrambe le dosi del vaccino anti-Covid e raggiungere il 90% dell'intera popolazione adulta britannica e la stragrande maggioranza dei camici bianchi del Paese. Il vicepremier e ministro della Giustizia, Dominic Raab, ha definito “ragionevole” la sollecitazione al personale sanitario non solo a vaccinarsi, ma anche a ricevere la terza dose booster, già in via di somministrazione nel Regno Unito a tutti gli over 50, ai soggetti più fragili e a chi lavora negli ospedali o nell'assistenza sociale, con oltre 10 milioni di persone sino a qui già coinvolte.

L’obbligatorietà non riguarda il vaccino antinfluenzale

L'unica eccezione britannica, legata ad una qualche forma di obbligo vaccinale, era stata fino ad oggi quella che ha riguardato il personale delle case di riposo e degli hospice a diretto contatto con pazienti anziani vulnerabili o malati. Per questa categoria professionale, il provvedimento che implica le due dosi è già in vigore e scade proprio questa settimana, pena anche in questo caso la sospensione dal lavoro o il trasferimento. L'estensione a tutti gli operatori sanitari che operano “in prima linea” nella sanità riguarderà adesso solo il vaccino anti-Covid, mentre sarà escluso quello ordinario antinfluenzale. La decisione, sottolinea ancora la Bbc, varrà in Inghilterra, dove risiede circa l'80% della popolazione del Paese, poiché il governo centrale ha competenza, in ambito sanitario, solo nella maggiore nazione del Regno Unito. Altrove, quindi in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, la scelta di seguire o meno il provvedimento spetterà ai governi locali. Al momento però, gli stessi non hanno ancora avanzato alcuna proposta di obbligatorietà vaccinale nei territori di competenza.

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