Covid, Brusaferro: "C'è una decrescita della curva, ma sempre lenta"

Salute e Benessere

Secondo il presidente dell'Iss, "per quanto riguarda l'incidenza" ci sono due flussi da riportare. Quello dell'Iss stesso "che vede una decrescita a domenica scorsa ed è pari a 146 contro 157 della settimana precedente", e quello "del Ministero a ieri sera, che indica l'incidenza a 148 per 100mila abitanti contro 159 della scorsa settimana", ha detto Brusaferro

"In molti Paesi europei c'è una curva in crescita, mentre in Italia c'è una decrescita, ma sempre lenta della curva". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della consueta conferenza stampa, presso il ministero della Salute, sull'analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia. "Per quanto riguarda l'incidenza riportiamo due flussi: quelli Iss, che vede una decrescita a domenica scorsa ed è pari a 146 contro 157 della settimana precedente", ha detto. Invece, "il flusso del Ministero a ieri sera indica l'incidenza a 148 per 100mila abitanti contro 159 della scorsa settimana", ha aggiunto. 

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Il presidente dell'Iss, poi, ha riferito che, in base agli utlimi dati, "decresce l'età mediana dei casi di Covid-19 in Italia, collocandosi a 42 anni. E calano i casi nelle varie fasce d'età, prova indiretta dell'efficacia della vaccinazione, così come calano i casi tra gli operatori sanitari", ha sottolineato nel corso della conferenza stampa. 

Il quadro complessivo "resta impegnativo"

Commentando i dati, inoltre, Brusaferro ha spiegato che "il quadro complessivo resta ancora di un livello impegnativo nonostante una diminuzione dei nuovi casi". A livello regionale, ha detto, "tre regioni hanno un Rt maggiore di 1 e anche se l'incidenza è in diminuzione resta ancora elevata. Quindi occorrono misure di mitigazione". 

La prevalenza della variante inglese

"La variante inglese è ormai la variante di base nel nostro Paese", ha continuato Brusaferro. "Nell'ultima indagine rapida sulle varianti dell'Iss sono stati sequenziati oltre 2000 campioni: nel 92% dei casi è stata evidenziata la variante inglese, che ha sostituito il virus iniziale ed è prevalente, e la brasiliana è al 4,5%", ha riferito. "Un caso di variante indiana è stata riportata dal Veneto", ha quindi confermato, segnalando come sia "importante continuare ad abbassare l'incidenza per contenere i casi". Il virus, ha poi segnalato ancora, "muta continuamente ma non tutte le mutazioni sono di interesse e ci devono preoccupare. Diventano preoccupanti quando c'è un aumento di trasmissibilità o virulenza".

Rezza: "Per richiamo con AstraZeneca non ci sono cambiamenti"

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"Per il vaccino di AstraZeneca, per ora, non cambia nulla e non sono state prese decisioni diverse rispetto alle ultime settimane e rispetto al pronunciamento dell'Ema". Lo ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, in relazione all'ipotesi di effettuare la seconda dose con un vaccino diverso proprio da quello di AstraZeneca, per chi lo abbia ricevuto come prima dose. "Dunque per AstraZeneca non cambia nulla perchè non ci sono evidenze di eventi avversi con la seconda dose", ha sottolineato. 

Variante indiana da monitorare. Svolta con le vaccinazioni

 "La variante indiana è da monitorare. In India probabilmente non è quella dominante ed i casi in crescita probabilmente sono dovuti alla variante inglese, anche se sui grandi numeri si riscontrano molti casi", ha continuato Rezza. Commentando poi la situazione legata alla campagna vaccinale italiana. "La svolta è rappresentata dalla campagna vaccinale: l'importante è mettere in sicurezza prima di tutto gli anziani e poi procedere con giovani adulti", ha spiegato. Poi, in conclusione, un monito. "Bisogna mantenere ancora alta l'attenzione, specie nel momento in cui ci sono delle riaperture. Rispetto alle varianti, sta aumentando la capacità di sequenziamento nel Paese: quello inglese è ora il ceppo predominante ma per fortuna non c'è un aumento rilevante di altre varianti", ha sottolineato. 

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