Covid, in Francia "non garantita" riapertura ristoranti il 20 gennaio

Salute e Benessere

La data di riapertura delle attività del settore "dipenderà da come avremo trascorso il periodo delle feste". Lo ha dichiarato il primo ministro francese, Jean Castex

In Francia, la data di riapertura di bar e ristoranti "dipenderà da come avremo trascorso il periodo delle feste". Lo ha dichiarato il primo ministro del Paese, Jean Castex, ammettendo di non poter garantire che la riapertura delle attività del settore avverrà in data 20 gennaio 2021, come prefigurato dal presidente Emmanuel Macron nel suo discorso di inizio dicembre, in cui aveva annunciato un percorso a tappe per l'uscita dal lockdown in Francia.

Castex: "Chiudere i locali? Decisione straziante"

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Le incertezze che ancora pesano sulla diffusione del coronavirus nel Paese, come comunicato da Jean Castex, non consentono ad ora di poter prevedere con certezza la data in cui riapriranno bar e ristoranti.
Bisognerà comunque attendere almeno fino al 20 gennaio prima di considerare una riapertura, che avverrà solo se le condizioni sanitarie lo consentiranno. "Dipenderà da come avremo trascorso il periodo delle feste: come ho già detto, potrebbe essere propizio a un aumento della circolazione del coronavirus, se non saremo collettivamente responsabili", ha precisato il primo ministro francese. La decisione di chiudere i locali, ha aggiunto, è stata "straziante".

 

Covid-19, nel mondo quasi 73 milioni di casi

 

Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Johns Hopkins University, hanno superato quota 72 milioni e 849mila i casi di Covid-19 a livello mondiale, con oltre 1 milione e 600mila decessi.  Il Paese più colpito rimangono gli Stati Uniti, dove sono stati superati i 300mila morti e i 16 milioni di positivi. Ma il contagio non si ferma e corre dagli Usa fino all’Europa, passando per il Sud America e l'Asia dove il Giappone affronta la terza ondata. In Europa, divisi Paesi hanno adottato misure più restrittive, anche in vista delle ormai prossime festività natalizie: dalla Repubblica Ceca fino all’Olanda, così come la Germania e il Regno Unito. Berlino fa pressioni sulle autorità dell'Unione europea per accelerare il processo di approvazione del vaccino della Pfizer-BioNTech, che vari Paesi, tra cui Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada, stanno già iniziando a usare.

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