Vaccino Covid, l'Ue firma un nuovo contratto anche con CureVac

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Ufficialmente siglato il quinto accordo per la fornitura dei vaccini nel nostro continente. Lo annuncia la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che spera nell’arrivo della cura “prima della fine dell'anno”.

La Commissione Europea ha firmato formalmente con la società CureVac un nuovo contratto, già approvato da Bruxelles nei giorni scorsi, per la fornitura di un vaccino anti Covid. Lo ha reso noto la presidente Ursula von der Leyen con un tweet. È il quinto contratto firmato dall'Ue con altrettante case farmaceutiche. Sale così a circa due miliardi il numero complessivo di dosi di vaccini di cui l'Unione europea si è finora assicurata la fornitura di cure contro il coronavirus. "Gli europei potranno disporne, una volta che sia stata provata la loro sicurezza ed efficacia, speriamo prima della fine dell'anno".  

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Si andrà quindi ad aggiungere ai contratti firmati con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, Pfizer/Biontech e a quello approvato Moderna. Solo cinque giorni fa la Commissione europea aveva infatti approvato un altro accordo per un vaccino anti Covid, in quel caso con la statunitense Moderna per l'acquisto iniziale di 80 milioni di dosi e altrettante qualora la cura si rivelasse “sicuro ed efficace”. L’azienda ha anche segnalato anche ulteriori progressi nello sviluppo del vaccino, dichiarando un'efficacia pari al 94,1% e dimostrandone una dell 100% nei casi più severi. Il dato è emerso dopo l’elaborazione dei risultati dei test di fase 3 su 196 casi.

Moderna chiede l’autorizzazione

Sempre lunedì 30 novembre, l’azienda di biotecnologie americana Moderna ha fatto sapere che farà richiesta all'autorità statunitense per i farmaci (Fda) dell'autorizzazione per l'uso di emergenza del proprio vaccino e all'Agenzia europea per i medicinali (Ema) di un'autorizzazione condizionata. Intanto, secondo le previsioni, la società dovrebbe disporre entro il 2020 di circa 20 milioni di dosi del proprio vaccino anti Covid, denominato “mRNA-1273”, per gli Stati Uniti. È possibile poi, sempre secondo le previsioni, arrivare al traguardo della produzione di 500 milioni di dosi, e fino ad un miliardo, globalmente, nel corso del 2021.

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