
Inps, stretta sulla quarantena da Covid: ecco quando è malattia
L'Inps ha chiarito che in caso di nuovi lockdown per emergenza epidemiologica da coronavirus, che di fatto impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa, l'isolamento domiciliare non sarà equiparato alla malattia

L'Inps ha precisato quali sono le condizioni in cui un lavoratore può essere considerato in malattia, in questi mesi in cui l'Italia deve fare i conti con il coronavirus
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Per esempio, in caso di nuovi lockdown a causa della diffusione del Covid-19, che di fatto impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa, l'isolamento domiciliare non sarà equiparato alla malattia
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Il riconoscimento della malattia si ha solo quando la quarantena è decisa da un operatore di sanità pubblica, come nel caso di contatto stretto con soggetti positivi
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"In tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa - l'Inps ha invece sottolineato che "non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena"

L'Inps spiega anche che la malattia non viene riconosciuta ai lavoratori fragili in smart working a meno di malattia conclamata

Per quanto riguarda i lavoratori fragili la quarantena e la sorveglianza precauzionale - si legge nel messaggio - non configurano un'incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell'attività lavorativa

"Ma situazioni di rischio per il lavoratore e per la collettività - si chiarisce - che il legislatore ha inteso tutelare equiparando, ai fini del trattamento economico, tali fattispecie alla malattia"

Non è possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché soggetto fragile continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l'attività lavorativa presso il proprio domicilio

Nessun riconoscimento della malattia è dovuto per le persone che dovessero fare la quarantena all'estero perché richiesta dal Paese di destinazione
"L'accesso alla tutela per malattia - si legge - non può che provenire sempre da un procedimento eseguito dalle preposte autorità sanitarie italiane"

Infine la malattia non viene riconosciuta se il lavoratore malato è in cassa integrazione o ha l'assegno dei fondi di solidarietà

L'Inps ha dato anche istruzioni per il rinnovo del reddito di cittadinanza per quelle famiglie che l'hanno avuto in maniera continuativa dal momento della sua istituzione ricordando che si ha l'interruzione di un mese del beneficio e che le domande possono essere ripresentate da ottobre 2020

In pratica, le famiglie che hanno avuto il reddito di cittadinanza continuativamente da aprile 2019 e hanno quindi ricevuto a settembre la 18esima mensilità troveranno la loro domanda in stato "Terminata"

A partire dal mese di ottobre 2020 potranno presentare richiesta di rinnovo, ma dovrà essere accettata, pena decadenza del beneficio, la "prima offerta di lavoro congrua"