Coronavirus, Locatelli: “La seconda ondata non avrà lo stesso impatto della prima”

Salute e Benessere

Il presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Cts ritiene che l’Italia sia attrezzata per circoscrivere i nuovi focolai e produrre Dpi

Non ci sono certezze, al momento, sulla possibilità dell’arrivo di un’altra ondata di coronavirus (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA) durante il prossimo autunno, né possiamo prevedere quale potrebbe essere la sua eventuale portata. Di una cosa però è sicuro Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico: “Una seconda ondata non avrebbe lo stesso impatto della prima, perché il Paese è decisamente in grado di garantire le strategie per contenerla”.

Locatelli: “Paese attrezzato per circoscrivere focolai e produrre Dpi”

 

"Non sappiamo se ci sarà una seconda ondata di Covid-19 né di che portata sarà – ammette Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico al Meeting di Rimini. Ma poi aggiunge che “non sarà della stessa portata di quella che abbiamo dovuto affrontare a fine febbraio, marzo e aprile”. “Il nostro Paese – sostiene Locatelli - è decisamente in grado di garantire alcune strategie cruciali per individuare e circoscrivere i focolai epidemici e produrre dispositivi individuali di sicurezza per prevenire la diffusione del contagio". “L'esperienza passata – aggiunge il membro del Cts - ci deve insegnare a non disinvestire per il futuro nella sanità”.

 

Gli italiani disposti a vaccinarsi

 

Parlando di un’eventuale seconda ondata di Coronavirus diventano importanti le cifre emerse, sempre al Meeting di Rimini, nella giornata di mercoledì 19 agosto riguardo la percentuale di italiani disposti a vaccinarsi. Quasi il 50% direbbe di sì a un vaccino contro l'influenza tradizionale, secondo quanto riporta Lucio Corsaro, direttore generale Medi-Pragma, un’azienda di ricerca e consulenza nel settore della sanità. La percentuale arriva al 60% della popolazione del nostro Paese quando parliamo del vaccino contro il Covid-19; nel caso venga reso disponibile prima di Natale. Si è detto favorevole il 72% degli anziani ultra 65enni, una delle categorie più deboli di fronte a Sars-cov-2, mentre si parla di 59,7% per gli adulti e 56,4% per i giovani fino a 35 anni di età.

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