Fase 3: Ricciardi, “Il virus è cattivo come sempre ma più isolato”

Salute e Benessere

Lo ha spiegato Walter Ricciardi consigliere del Ministro della Salute, Roberto Speranza, e docente di Igiene presso l'Università Cattolica, intervenendo nel corso di un dibattito televisivo

Il virus che attualmente circola in Italia "è lo stesso che fa morti a grappoli in altri Paesi. E’ il cattivo di sempre, ma più isolato e rallentato, quindi fa meno male anche perché un virus da solo fa poco, in gruppo fa moltissimo". A sottolinearlo è Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute, Roberto Speranza, e docente di Igiene all'Università Cattolica, intervenendo nel corso della trasmissione televisiva “Agorà” su Rai 3.

 

L’esperto, tornando sul dibattito relativo al documento firmato da 10 scienziati secondo cui chi contrae oggi il Covid-19 correrebbe un basso rischio di aggravarsi anche perché il virus avrebbe una carica virale più debole, quindi meno contagiosa, ha spiegato come sia “comprensibile la confusione" tra la popolazione. Si tratta, ha continuato Ricciardi, di "osservazioni basate su una casistica limitata che andrebbero fatte tra scienziati, dal momento che si può correre il rischio, con questi messaggi, di allentare una guardia che dobbiamo tenere assolutamente alzata". Ciò che è importante sottolineare, secondo il membro dell’Oms, è che la malattia virale "non dipende solo dalle caratteristiche del singolo virus ma dalla sua carica virale, o capacità di riprodursi, e questa capacità è ora rallentata". A contribuire a ciò le regole di distanziamento, comportamento "che inibisce la capacità del virus di raggiungere altri individui e riprodursi in vivo".

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Sempre nel corso del dibattito televisivo, Ricciardi ha anche spiegato che “i virus respiratori sono avvantaggiati dal freddo ma non vengono bloccati dal caldo". Questo, in sostanza, può significare che "stare più all'aria aperta e alcune condizioni ambientali, in estate, possono rallentare la persistenza del Sars-Cov-2, ma non bloccarlo", motivo per il quale cautela e attenzione vanno ancora rispettate. Commentando poi la gestione dell'emergenza Covid in Italia, Ricciardi, in qualità di direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, ha spiegato che "le regioni hanno avuto comportamenti divergenti” su vari aspetti, dalla gestione dei pazienti sul territorio al numero di tamponi. "Questa eterogeneità in pandemia è deleteria. Basta guardare al numero di morti e malati: in alcune regioni sono limitati e altre ne hanno tantissimi".

La riapertura delle scuole in sicurezza

Un ultimo aspetto trattato dall’esperto è stato il tema relativo alla scuola e alla sua riapertura. "Le scuole vanno riaperte quanto prima, ma bisogna farlo in sicurezza, seguendo protocolli rigorosi come fatto dalla Cina che, con una popolazione di un miliardo e 700 milioni di abitanti, non ha avuto un caso di contagio scolastico". Analizzando la questione praticamente, Ricciardi dal suo punto di vista ha precisato che occorre "seguire cardini di comportamento e igiene validi in tutti gli ambienti: garantire il distanziamento fisico tra studenti, garantire l'igiene personale e ambientale, garantire, quando necessario, le mascherine". Riaprire le scuole, dunque "va fatto quanto prima, ma garantendo la sicurezza per gli studenti e per chi vi lavora".  Magari evitando ciò che “è successo in Israele, dove chi si è contagiato al ristorante o al bar, torna in classe contagiando altri compagni che poi tornano a casa, col rischio di trasmettere il virus ai genitori e ai nonni", ha concluso.

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