Microplastiche, uno studio conferma la loro presenza nel corpo umano

Microplastiche (Getty Images)
2' di lettura

La ricerca è stata svolta dall’Università di Vienna e dall’Agenzia per l’Ambiente austriaca su 8 partecipanti provenienti da vari paesi (inclusa l’Italia) 

Le microplastiche non sono presenti solo nell’ambiente o negli animali, ma anche all’interno del corpo umano. Lo hanno dimostrato i risultati di un recente studio che ha analizzato i campioni di feci di un piccolo gruppo di persone provenienti da vari paesi (Italia inclusa). Le analisi condotte dagli esperti hanno rilevato la presenza di svariate tipologie di microplastiche. Queste sostanze si trovano in una miriade di prodotti comunemente utilizzati, tra cui i contenitori per gli alimenti e le bottiglie di plastica e sono ormai entrate a far parte della catena alimentare.

Lo svolgimento dello studio

Le microplastiche più comuni sono il ‘polipropilene’, presente in tantissimi oggetti diversi (dalle sedie alle custodie per CD), e il 'polietilene tereftalato', impiegato nella produzione di contenitori per cibi e bevande.
La ricerca è stata condotta dall’Università di Vienna e dall’Agenzia per l’Ambiente austriaca. I due enti hanno analizzato le feci di 8 persone provenienti da Finlandia, Italia, Giappone, Olanda, Polonia, Russia, Gran Bretagna e Austria. In media sono state trovate 20 particelle di microplastica per ogni 10 grammi di materia fecale.
Prima di prendere parte allo studio, i partecipanti hanno compilato un diario alimentare per una settimana. Rimane comunque un mistero come le microplastiche siano entrate nel loro organismo. I ricercatori hanno precisato che i partecipanti allo studio non erano vegetariani e sei di loro mangiavano regolarmente pesce.

Le particelle di microplastica si accumulano nell’intestino

"Si tratta del primo studio nel suo genere e conferma quel che sospettavamo da molto tempo: la plastica raggiunge il nostro intestino”, dichiara Philipp Schwabl, l’autore dello studio. È fondamentale capire cosa comporti per la salute umana, specie per chi soffre di disturbi gastrointestinali. Le particelle di microplastica si accumulano infatti nell'intestino, inoltre le più piccole possono entrare nel circolo sanguigno e potrebbero anche raggiungere il fegato", conclude l’esperto.
Schwabl presenterà i risultati dello studio in occasione della settimana della European Union Gastroenterology (26th UEG Week) a Vienna. 

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