Omicidio Willy Monteiro, indagini su almeno tre possibili complici

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Se le posizioni fossero confermate, per altri indagati potrebbe essere contestato il favoreggiamento o il concorso. Attività istruttoria per il suv sul quale viaggiavano i fratelli Bianchi la notte del pestaggio del 21enne: l’obiettivo è individuare tracce ematiche riconducibili alla vittima. Mattarella: “Siamo sconvolti per la morte di Willy”

Accelera l'indagine della Procura di Velletri sull'omicidio di Willy Monteiro Duarte. Gli inquirenti continuano ad ascoltare testimoni, molti dei quali presentatisi spontaneamente, con l'obiettivo di individuare altre persone coinvolte nella rissa poi sfociata nel tragico pestaggio del 21enne di origini capoverdiane. In questo ambito chi indaga punta a circoscrivere le posizioni e al momento il lavoro si starebbe concentrando su almeno tre persone che potrebbero aver avuto un ruolo "attivo". Alla luce delle verifiche incrociate su una serie di testimonianze, gli inquirenti potrebbero procedere alla formale iscrizione nel registro di altri indagati ai quali potrebbe essere contestato il favoreggiamento o, addirittura, il concorso (GLI ARRESTI - L'AUTOPSIA - LA BANDA - LA TESTIMONIANZA - I FUNERALI).

I fratelli Gabriele (S) e Marco Bianchi in una immagine tratta da Facebook. Si trovano nel carcere di Rebibbia i quattro ragazzi arrestati dai carabinieri della Compagnia di Colleferro per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte e nei prossimi giorni ci sarà l'udienza di convalida. Si tratta di Francesco Belleggia, 23 anni, Mario Pincarelli, 22 anni e dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi di 25 e 24 anni. Sono tutti accusati di omicidio preterintenzionale in concorso.
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Le indagini

Sulla base degli accertamenti autoptici, la Procura aveva cambiato il capo d’imputazione da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi per i due fratelli,  Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, l’unico indagato finito ai domiciliari. Al setaccio chat e telefonate, in particolare le due che i fratelli Gabriele e Marco Bianchi hanno ricevuto da un loro amico che li allertava della lite in corso e del fatto che la situazione nella zona della movida si stava "surriscaldando".

Analisi sul suv dei Bianchi

Parallelamente a questa attività, i pm di Velletri hanno disposto una serie di accertamenti tecnici scientifici. I magistrati hanno delegato una attività istruttoria anche per l'auto, un suv Audi, a bordo della quale la notte tra il 5 e il 6 ottobre era presenti i fratelli Bianchi. I carabinieri svolgeranno verifiche sull'auto posta sotto sequestro nelle ore immediatamente successive ai fatti. L'obiettivo degli inquirenti è individuare all'interno del suv la presenza di tracce ematiche riconducibili alla vittima, ma anche biologiche legate al fatto che i Bianchi, parlando con il gip, hanno affermato che si trovavano nella "zona del cimitero" per consumare un rapporto sessuale con delle ragazze di cui però non hanno fornito il nome.

L’istanza al Riesame per i fratelli

Forse già domani, infine, il difensore dei due "gemelli" Bianchi formalizzerà l'istanza al tribunale del Riesame che potrebbe fissare l'udienza nei prossimi giorni. Oggi l'avvocato Massimiliano Pica si è recato in carcere, a Rebibbia, per incontrare i suoi assistiti. "Sono provati", si è limitato ad affermare il penalista. I due, assieme a Pincarelli, hanno chiesto di potere essere trasferiti nel reparto "protetto" del penitenziario romano per paura di eventuali ritorsioni da parte di altri detenuti.

Mattarella: “Sconvolti per morte Willy”

"Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un'icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell'intera nostra comunità.". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella., parlando a Vo’ Euganeo. "La scuola, la cultura, il confronto continuo - ha aggiunto - sono anche antidoti al virus della violenza e dell'intolleranza, che può infettare anch'esso la comunità se viene ridotta l'attenzione".
"In coerenza con questi valori - ha proseguito il Capo dello Stato - occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi. Chi la predica o la eccita nei social".

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