Omicidio Willy, i fratelli Bianchi chiedono l’isolamento per paura di ritorsioni in cella

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Insieme a loro nel carcere di Rebibbia anche Mario Pincarelli. Nei giorni scorsi erano stati oggetto di minacce di morte, alcune via social o attraverso telefonate minatorie, che avevano raggiunto anche i parenti e i legali difensori. Ieri i funerali del giovane picchiato e ucciso a Colleferro

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli, arrestati domenica scorsa per l'omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte, hanno chiesto, tramite i loro legali, di essere posti nel reparto protetto del carcere di Rebibbia al termine del periodo di isolamento precauzionale al quale sono al momento sottoposti - come gli altri detenuti - per via delle norme anti covid (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI). Lo rende noto il garante dei Detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. Nei giorni scorsi i tre erano stati oggetto di minacce di morte, alcune via social o attraverso telefonate minatorie, che avevano raggiunto anche i parenti e i legali difensori e ora temono ritorsioni in cella. (GLI ARRESTI - L'AUTOPSIA - LA BANDA - LA TESTIMONIANZA - I FUNERALI)

Accusati di omicidio volontario aggravato

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Intanto, proseguono le indagini da parte della Procura di Velletri che, sulla base degli accertamenti autoptici, ha cambiato il capo d’imputazione da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi per i due fratelli, Pincarelli e Francesco Belleggia, l’unico indagato finito ai domiciliari. Gli inquirenti stanno passando al setaccio i telefoni del quattro, in cerca di elementi utili agli inquirenti per cristallizzare ulteriormente le posizioni degli arrestati. Nel fascicolo sono stati acquisiti i precedenti dei Bianchi, tre per Gabriele per lesioni e porto d'armi e cinque, tutti per lesioni personali, per Marco.

Indagini sullo stile di vita

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I due, ufficialmente nullatenenti e con un banco di frutta aperto da poco, hanno sempre ostentato uno stile di vita agiato. Su questo aspetto si stanno focalizzando le indagini della guardia di finanza, avviate subito dopo la morte di Willy, e dalle quali  sarebbe emerso che il padre dei due fratelli percepiva il reddito di cittadinanza.

Infine la prossima settimana l'avvocato dei Bianchi e Pincarelli, Massimiliano Pica, deciderà se presentare istanza al tribunale del Riesame mentre dal canto suo l'avvocato di Belleggia, Vito Perugini, ha reso noto che non presenterà ricorso sulla decisione del gip che ha posto ai domiciliari il suo assistito. Una rimodulazione della detenzione arrivata dopo che Belleggia al gip ha detto di avere visto Marco e Gabriele Bianchi colpire ripetutamente Willy anche quando era già a terra.

I fratelli Bianchi - ©Ansa

I funerali

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Ieri, presso il campo sportivo di Paliano, si sono svolti i funerali del 21enne. Centinaia le persone presenti, molte delle quali con una maglietta bianca in "segno di purezza e di gioventù", come richiesto dalla famiglia. Alle esequie ha presenziato anche il premier Giuseppe Conte, che al termine della cerimonia ha voluto confortare i familiari. "L'Italia è con voi, vi vuole bene”, ha detto loro. Poi ha aggiunto: ”Ora ci aspettiamo condanne severe e certe. Abbiamo seguito tutti questa vicenda di efferata violenza. Non possiamo minimizzarla né sottovalutarla”.

“Willy è intervenuto a favore di un amico per sedare una lite. Ha perso la vita in quella forma grande che Gesù ci ha insegnato nel Vangelo: 'non c'è amore più grande di questo, dare la vita per gli amici’”, le parole, invece, del vescovo di Tivoli e Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani, durante l’omelia.

Il ricordo a Milano

Un momento dedicato al ricordo di Willy ha trovato spazio oggi anche a Milano nell’ambito dell’Abba Cup, il Festival Antirazzista organizzato come ogni anno nel capoluogo lombardo per ricordare il giovane Abba, originario del Burkina Faso, ucciso 12 anni fa a sprangate in via Zuretti all’età di 19 anni.

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