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Roma, ragazze investite: acquisite le immagini delle telecamere di sicurezza

3' di lettura

I video potrebbero aver ripreso gli attimi precedenti e successivi all'impatto del Suv con le due sedicenni, travolte e uccise nell'incidente avvenuto in Corso Francia

Le immagini delle telecamere di sicurezza di alcuni esercizi commerciali, presenti in Corso Francia a Roma, sono state acquisite dagli investigatori per ricostruire l'esatta dinamica del'incidente avvenuto nella notte tra sabato 21 e domenica 22 dicembre, nel quale hanno perso la vita due sedicenni, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, travolte dal suv guidato da Pietro Genovese, figlio ventenne del regista Paolo, ora ai domiciliari. I video potrebbero aver ripreso gli attimi precedenti e successivi all'impatto del suv con le due ragazze, morte dopo essere state sbalzate in conseguenza all'urto. L'acquisizione rientra nell'attività istruttoria della procura di Roma, anche in vista dell'interrogatorio di garanzia dell'indagato previsto il 2 gennaio. Nel frattempo la famiglia di Camilla ha annunciato, tramite il suo avvocato, di aver nominato un perito per "avere, quando sarà possibile, una ricostruzione scientifica dell'incidente" (L'APPELLO DELLA MAMMA DI GAIA - LE PAROLE DEL PADRE - MAZZI DI FIORI IN STRADA - I FUNERALI - LE FOTO).

Il racconto dei testimoni

Sull'incidente negli ultimi giorni si sono susseguite una serie di versioni dei fatti fornite da alcuni testimoni. Secondo quanto ricostruito finora, le due ragazze stavamo attraversando lontano dalle strisce pedonali, col rosso e in un tratto buio dove la visuale è resa ancora più ardua per la presenza della rampa verso la tangenziale. Nell'interrogatorio svolto nell'immediatezza dei fatti, Genovese, che sarà ascoltato dai giudici il due gennaio, mentre era ancora in stato di choc aveva affermato di non aver visto le due sedicenni attraversare la strada. L'ordinanza del gip Bernadette Nicotra ha però citato una serie di testimoni secondo i quali la velocità dell'auto guidata da Genovese, a bordo della quale c'erano due passeggeri, "era sostenuta", superiore ai 50 chilometri orari. Per un altro testimone, "l'impatto è stato inevitabile e violentissimo. La prima ragazza è stata colpita in pieno. Ho visto una gamba o un braccio volare in aria". E uno studente amico di Genovese, a bordo con lui sul Suv, ha raccontato che "quelle due ragazze sono sbucate all'improvviso, correvano mano nella mano. Era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos'è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano".

L'Asaps si costituirà parte civile

In attesa dello sviluppo delle indagini, l'associazione sostenitori della Polstrada, Asaps, ha già annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento per l'omicidio stradale plurimo di Gaia e Camilla. "Non entriamo per ora nel merito della dinamica - ha spiegato il presidente Giordano Biserni - ma, come facciamo ormai sistematicamente nei casi di incidente mortale in cui ricorre l'aggravante dell'uso di alcol alla guida (come anche della droga e delle omissioni di soccorso), incarichiamo gli avvocati della rete legale costituita attorno alla nostra Fondazione di rappresentare le nostre istanze in giudizio, dando così concretezza alle nostre battaglie e al nostro impegno sociale". Biserni ha poi ricordato che la legittimazione dell'Asaps a stare in giudizio è stata riconosciuta, negli ultimi tre anni, da diversi tribunali in varie regioni "e per ben quattro volte dallo stesso tribunale di Roma".

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