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Ragazze investite a Roma, arrestato Pietro Genovese: è ai domiciliari

4' di lettura

Nell’ordinanza si legge che il 20enne è "incline a guidare dopo aver assunto alcol", ma anche che la condotta delle 16enni è stata "incautamente spericolata". Oggi i funerali di Gaia e Camilla

Pietro Genovese, il giovane di 20 anni alla guida dell’auto che ha travolto e ucciso lo scorso sabato notte le sedicenni Gaia e Camilla, è stato arrestato. È accusato di omicidio stradale plurimo. Il ragazzo, figlio del regista Paolo Genovese, è stato messo ai domiciliari. La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera. L'ordinanza gli è stata notificata al termine dei primi accertamenti condotti dalla polizia locale di Roma Capitale e in base alla relazione trasmessa alla Procura (L'APPELLO DELLA MAMMA DI GAIA - LE PAROLE DEL PADRE - MAZZI DI FIORI IN STRADA - L'AVVOCATO BONGIORNO: NON È UNA FICTION - "SEMAFORO PEDONALE SENZA GIALLO"). 

Il gip: "Genovese incline a guidare dopo aver assunto alcol"

Genovese, è poi emerso, aveva un tasso alcolemico pari a 1,4 grammi per litro. "E' solito condurre veicoli dopo aver assunto sostanze alcoliche se non anche stupefacenti e non rispettare le norme del codice della strada - scrive il gip di Roma, Bernadette Nicotra, nell’ordinanza - Le precedenti contestazioni e provvedimenti amministrativi non hanno avuto alcun effetto deterrente: Genovese si è messo alla guida dell'autovettura nonostante avesse assunto bevande alcoliche e nonostante in passato gli fosse già stata ritirata la patente di guida per violazioni al codice della strada”. Per il giudice "questo comportamento dimostra noncuranza se non addirittura disprezzo verso i provvedimenti dell'autorità amministrativa e di pubblica sicurezza ed è sintomo di una personalità incline alla violazione delle regole. La personalità dell'indagato lascia ragionevolmente presumere che il medesimo non si scoraggi dall'usare comunque l'automobile per il solo fatto dell'avere avuto ritirata la patente di guida. Sicché allo stato, al fine di neutralizzare il pericolo concreto ed attuale di reiterazione di condotte, appare necessario limitare la libertà di movimento di Genovese, il quale sebbene incensurato di giovane età, ben potrebbe, ponendosi alla guida di altre autovetture, magari di amici e conoscenti anche senza la patente, porre in essere condotte gravemente colpose in violazione delle norme da circolazione stradale compromettendo così la propria e l'altrui incolumità", conclude il gip.

"Velocità oltre i limiti. Non c'è aggravante supefacenti"

Ancora, ricostruendo la tragedia di quella serata, il gip scrive che Genovese "teneva una velocità superiore al limite consentito di 50 Km/h", senza tenere conto delle "condizioni della strada e del traffico (ora notturna, prossimità dell'intersezione con via Flaminia - scarsamente illuminata - forte pioggia intermittente, intenso traffico pedonale e veicolare) così da non poter arrestare tempestivamente il veicolo a fronte di un ostacolo prevedibile". 
Esclusa però l'aggravante dell'alterazione psicofisica dovuta all'uso di sostanze stupefacenti. "Pietro Genovese aveva tracce di droghe nel sangue che però non dimostrano che il giovane fosse alla guida sotto effetto di quelle sostanze". Infatti "le sostanze stupefacenti riscontrate (attraverso le analisi di laboratorio effettuate dopo l'incidente) sebbene presenti ben potevano essere state assunte dal Genovese in epoca precedente".

La condotta "incautamente spericolata" delle vittime

Nella notte tra sabato 21 dicembre e domenica 22, Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann si trovavano in corso Francia, nella zona di Ponte Milvio. Secondo il Gip Gaia e Camilla hanno attraversato la strada col semaforo rosso, tenendo una "condotta vietata, incautamente spericolata, così concorrendo alla causazione del sinistro mortale" (IL RACCONTO DI UN TESTIMONE). "Alla luce di quanto accertato in questa prima fase - scrive ancora il giudice - le due ragazze, in ora notturna, in zona scarsamente illuminata e con pioggia in atto" stavano "attraversando la carreggiata, scavalcando il guard rail, nel momento in cui il semaforo era fermo sulla luce rossa per i pedoni". 

Data ultima modifica 26 dicembre 2019 ore 21:07

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