Il medico e filantropo è morto il 13 agosto 2021 all'età di 73 anni. Dal lavoro nella Croce Rossa Internazionale alla fondazione nel 1994 della ong: ripercorriamo le tappe della sua biografia scandita da missioni umanitarie in tutto il mondo
Il 13 agosto 2021 moriva il medico e filantropo, padre di EMERGENCY, Gino Strada all'età di 73 anni. La ong fondata con la prima moglie Teresa Sarti, nel 1994, ha curato in tutto il mondo oltre 13 milioni di persone. Il lavoro di Strada continua a essere portato avanti con le missioni di EMERGENCY in nuovi e vecchi teatri di guerra e di crisi. Strada, che non ha mai ricoperto per scelta incarichi politici, ha lasciato un'eredità ideale tangibile, fatta di impegno umanitario sul campo e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni su alcune questioni che restano di stretta attualità: la campagna contro le mine antiuomo, le battaglie per il disarmo, per i diritti umani e il diritto universale alla cura.
Gli inizi
Nato a Sesto San Giovanni, il 21 aprile 1948, Gino Strada, all'anagrafe "Luigi", consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano e poi sceglie di specializzarsi in Chirurgia d’Urgenza. La formazione di Strada si completa tra Stati Uniti - dove per quattro anni si occupa di trapianti di cuore e polmone alle Università di Stanford e di Pittsburgh - Regno Unito e Sud Africa. Muove i primi passi da medico nell'Ospedale di Rho. Il 1988 è l'anno chiave in cui decide di applicare la sua esperienza nell'ambito della chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra. Inizia così a lavorare con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia.
La nascita di Emergency
La collaborazione con la Croce Rossa Internazionale continuerà fino al 1994, quando Strada decide di tradurre l’esperienza accumulata in un nuovo ambizioso progetto. Lo fa fondando, insieme alla moglie Teresa Sarti e alcuni colleghi e amici, EMERGENCY, associazione indipendente e neutrale pensata per portare cure medico-chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime dei conflitti, delle mine antiuomo e alle popolazioni delle aree più difficili del pianeta.
Il primo progetto di EMERGENCY è in Ruanda durante il genocidio. Poi è la volta di Iraq e Cambogia. Nel 1998 si apre una fase importante, con la partenza di Strada per l’Afghanistan: entra via terra nel nord del Paese dove, nel 1999, EMERGENCY crea un Centro chirurgico nella località di Anabah, nella Valle del Panshir.
Gino Strada rimane in Afghanistan per circa 7 anni, operando migliaia di vittime di guerra e di mine antiuomo e contribuendo al lancio di altri progetti nel Paese. Nel 1999 viene dato alle stampe "Pappagalli verdi", un memoire in cui Strada racconta i primi dieci anni da chirurgo d'urgenza nelle zone più critiche del mondo.
Dal 2005 gli sforzi di Strada si concentrano sul Sudan e sull’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, il primo hub cardiochirurgico totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 approda in Sierra Leone, dove EMERGENCY è presente dal 2001, per l’emergenza Ebola. Tra la fine del 2020 e il marzo del 2021, EMERGENCY ha coordinato anche interventi sanitari in Calabria per fronteggiare la crisi pandemica. Il Mediterraneo, con la sua letale rotta migratoria, è diventato negli ultimi anni uno dei principali target dell'azione di Emergency attraverso la nave di ricerca e soccorso, Life Support. Dall’inizio delle sue operazioni in mare nel dicembre 2022, Life Support ha soccorso 3510 persone, stando ai dati aggiornati ad aprile 2026. Solo nel 2025, la Life Support ha compiuto 10 missioni nel Mediterraneo centrale e ha anche partecipato in qualità di nave osservatrice alla Global Sumud Flotilla. Lo staff di EMERGENCY è presente e attivo anche nella Striscia di Gaza tramite la clinica di salute primaria ad al-Qarara e le attività di supporto all’Ambulatorio di al-Mawasi.
Dopo la morte di Teresa Sarti nel 2009, la presidenza della ong è passata alla figlia Cecilia Strada, ora europarlamentare, che è rimasta nel ruolo fino al 2017, quando ha lasciato Emergency per divergenze con i vertici. Le è succeduta Rossella Miccio, ancora in carica.
Gli ultimi anni e la morte
Gino Strada è morto il 13 agosto di cinque anni fa, mentre trascorreva un periodo di riposo in Francia. La sua scomparsa è stata improvvisa, sebbene soffrisse da tempo di problemi di cuore. Il 2 novembre 2021, il nome di Gino Strada è stato iscritto sulla lapide del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. Nel 2022 è uscito postumo il suo libro-testamento, edito da Feltrinelli e curato dalla seconda moglie Simonetta Gola, responsabile della comunicazione di EMERGENCY, sposata pochi mesi prima di morire. "Una persona alla volta", questo il titolo, è il racconto della genesi del suo impegno, delle battaglie per il disarmo e il diritto alla cura e delle missioni portate avanti in oltre trent'anni di attività internazionale per costruire un futuro senza guerra e per portare speranza in luoghi dimenticati.