Reddito di cittadinanza, cos'è la misura bandiera del M5s

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Cavallo di battaglia dei 5 Stelle, soprattutto in vista della legge di Bilancio, costa circa 10 miliardi. A chi vive in povertà assoluta andrebbero 780 euro al mese. Viene meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro. Bisogna essere residenti in Italia da almeno 5 anni

Da bandiera della campagna elettorale del Movimento 5 stelle a terreno di scontro all’interno del governo giallo-verde, il reddito di cittadinanza è al centro del dibattito politico sin dalla nascita dell'esecutivo formato da Lega e M5s. Oggetto di un primo rinvio, la misura era stata inizialmente stralciata dal decreto Dignità, firmato dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, per lo stop del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Ora è stato inserito tra le misure previste dal Documento programmatico di bilancio, approvato dal consiglio dei ministri il 15 ottobre scorso ed inviato alla Commissione europea. Per la proposta del M5s in realtà sarebbe più appropriato il termine "reddito minimo garantito", visto che il reddito di cittadinanza propriamente inteso è una misura universalistica di contrasto alla povertà che non prevede requisiti economici. Il M5s prevede invece delle soglie a cui vincolare la concessione della somma. Ecco in cosa consiste.

Quanto "costa" il reddito di cittadinanza

Secondo il Documento programmatico di bilancio, le risorse messe a disposizione sono pari nel 2019 a quasi 7 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti circa 2,6 miliardi utilizzati per finanziare il reddito di inclusione, che viene cancellato, e un miliardo destinato a rafforzare i centri per l'impiego.

Pensione di cittadinanza

Tra le misure della manovra volute dal Movimento c'è anche la pensione di cittadinanza, che porta le minime a 780 euro dagli attuali 507 euro. Anche questa misura comporta oneri pesanti se si considera che, dai primi calcoli degli esperti, per alzare l'assegno sociale a 800mila pensionati servirebbero 4 miliardi, mentre per alzare quello di circa 1 milione di invalidi civili (assegno a 282 euro) ne servirebbero almeno altri 6. La pensione di cittadinanza dovrebbe essere già operativa tra gennaio e febbraio 2019. Il governo ha spiegato che ci sarà una "differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è".

Il reddito di cittadinanza spetta solo agli italiani?

Altro motivo di dibattito è stata la richiesta del vicepremier Matteo Salvini di limitare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ai soli cittadini italiani. Di Maio in un primo momento aveva assicurato al proprio alleato di governo che sarebbe stato così, ma nella bozza inviata a Bruxelles è previsto che per usufruire dell'assegno basterà essere residenti in Italia da almeno 5 anni. Quello di escludere gli stranieri residenti in Italia poteva diventare un problema perché sarebbe in contrasto con norme dell’Unione Europea, a partire da quella che vieta di discriminare in base alla nazionalità, contenuta nell’articolo 18 del Tfue. Essendo le politiche sociali nel campo di applicazione dei trattati europei, il reddito di cittadinanza vi rientrerebbe. 

Cosa prevede e chi riguarda

Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno per chi si trova al di sotto della soglia di povertà. Il M5s lo proponeva già cinque anni fa con un disegno di legge, che indicava appunto come soglia di povertà quella di 780 euro al mese, cioè 9.360 euro all’anno. La misura utilizza l’indice di povertà monetaria individuato dall’Unione europea nel 2014. Per comprendere meglio i dettagli, occorre attendere la presentazione della legge di bilancio in parlamento. Secondo la bozza della manovra, ai poveri assoluti senza alcun reddito andrebbero 780 euro, mentre a chi ha un reddito sotto quella cifra verrebbe versata un’integrazione in cambio di corsi di formazione e lavori di pubblica utilità. L'importo dell'assegno "salirà in base al numero dei componenti della famiglia", spiega l'esecutivo. Tuttavia, per avere il reddito di cittadinanza, "in cambio" si dovrà lavorare otto ore gratis alla settimana e frequentare corsi di formazione. L'assegno verrà caricato sul bancomat, con una sorta di monitoraggio degli acquisti. L'attivazione della misura scatterà nei primi tre mesi del 2019. Secondo l’ultimo rapporto Istat sulla povertà assoluta, sono oltre 5 milioni, per l’esattezza 5 milioni e 58mila, le persone che nel 2017 hanno vissuto in povertà assoluta in Italia. Se si parla di famiglie, quelle che vivono in povertà assoluta sono stimate in 1 milione e 778mila. 

I requisiti

La proposta del M5s prevede alcuni requisiti per poter accedere al reddito di cittadinanza: oltre a essere maggiorenni, il principale è quello di essere disoccupati o inoccupati, o comunque di percepire un reddito da lavoro o una pensione inferiore alla soglia di povertà. Chi dovesse rientrare e cominciasse a percepire il reddito di cittadinanza dovrà "iniziare un percorso" per arrivare a una condizione di autosufficienza economica. Ovvero iscriversi a un centro per l’impiego, dimostrare di ricercare attivamente lavoro e "accettare uno dei primi tre lavori offerti", oltre a comunicare "tempestivamente qualsiasi variazione del reddito".  Il reddito verrebbe meno dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro, ma con una specifica "geografica"; l'obiettivo è non penalizzare chi non accetterà come prima offerta un'occupazione al di fuori della propria città o Regione. 

Data ultima modifica 17 ottobre 2018 ore 09:23

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